
I sessanta minuti di questa settimana hanno come argomento principale l’equilibrio: vengono infatti presentate tutte le fazioni “politiche” che affastellano la serie e che, volenti o nolenti, sono tenute a scendere in pista a causa delle scelte fatte dall’MC di Charming. Ma l’equilibrio è anche qualcosa di molto più profondo, personale ed individuale perché investe la vita stessa di alcuni personaggi, mettendo totalmente a nudo la labilità dell’esercizio funambolico sotteso ai giochi di Jax&co.
“Come on, ese, there ain’t no Switzerland in the hood.”
Il primo effetto delle decisioni prese dal giovane Teller è la netta ripercussione sui fragili equilibri che le varie bande locali hanno cercato di instaurare e mantenere tra loro. A ciò si collega anche l’assenteismo di Nero dal suo gruppo, i Byzlats, disorientati da un capo che sempre meno si riconosce nel suo ruolo. Abbiamo già visto come il tentativo di affrancarsi dal pericoloso mondo delle crew si sia ribaltato totalmente per Nero a causa della partnership con i Sons e dell’affetto per Gemma e Jax. Ha sacrificato il suo personale equilibrio per amore, per la convinzione di aver trovato una famiglia nella quale ritagliarsi un posto confortevole in cui stare. E nonostante il decorso inflittogli da questa alleanza, è rimasto al suo posto, leale e composto, sempre guardingo e saggio, pronto persino a sacrificare la sua esistenza. Adesso invece ben due scossoni arrivano a ridestarlo dalla sua condizione: l’incontro con i Mayans e l’accorato appello di Fiasco gli impongono di guardare in faccia la realtà, di ricordare che la legge della strada torna a rompere gli argini quando meno te l’aspetti. I simili si chiamano a vicenda e il colore della pelle è una regola chiara e inappellabile – o possono nascere delle eccezioni?
“Why’d you change your mind, vote yes this time?”

“Well, Jackie boy, you just advanced race relations in Ireland by 50 years.”
Ormai supportato totalmente dal suo gruppo, Jax invece sembra non vedere più ostacoli davanti al suo cammino: la risposta in ogni occasione è diventata uno spargimento di sangue inevitabile. Poco importa chi siano i cadaveri dinanzi a lui, nulla può fermare la sua uscita dal giro delle armi; peccato che tutto questo, come sempre, rompa gli equilibri in altre zone limitrofe e che lui arrivi a capire il vuoto che ha creato quando sembra già troppo tardi. Così da un lato abbiamo le manovre preventive dei Mayans, dall’altro la perseveranza di Tara nel voler portare via Abel e Thomas da Charming e infine la morsa a tenaglia (fatta di corpi bucherellati da pallottole) che continua a stringere intorno agli irlandesi a favore di August Marks. C’è un filo rosso che lega strettamente ogni cosa e questo rivela sempre di più la maestria di Sutter che ha saputo costruire una macchina vorticosa e coerente, dove ad ogni azione corrisponde una conseguenza sempre in linea con la storia. E questa intricata maglia di eventi mette in risalto un motivo molto importante e primigenio della serie: è tornato centralissimo il tema del gruppo da proteggere ad ogni costo, per cui la vita di Hap val bene una decina di cinesi morti. Certo, non era l’unico scopo della strage, ma sicuramente uno dei tanti. Trincerato dietro a vari “It was necessary”, Jax trascorre un intero giorno per vedere realizzato il grande obiettivo, finché non scende di nuovo la sera che, come in tutte le puntate di Sons of Anarchy, porta con sé l’ombra lunga delle azioni compiute alla luce del sole.
“Should we sing some songs?”

Ultima straziante scena che chiude un episodio così articolato, ma volutamente preparatorio, è l’arrivo di Nero da Jax: chi ha di fronte non è un semplice ragazzino biondo dalle idee pure, ma è qualcuno che ha inscritto dentro di sé una zona d’ombra enorme – quella che ha voluto la morte di Darvany. Ma lì, su quel letto da bambino, l’unico gesto reale può essere solo quello di un padre vero, in carne ed ossa, che arrivi ad indirizzare la vita di un uomo, perennemente figlio di una madre ingombrante e gigantesca; che ha conosciuto solo la morte come unica opzione per resistere a tutto il resto e che nel ruolo di padre ha peccato su molti fronti, fino a ritrovarsi al centro di un nido vuoto. Forse in lui vede un po’ di se stesso nei momenti più bui del suo passato.
L’attesa dell’alba di un nuovo giorno su Charming si fa trepidante; nel frattempo ci godiamo un bellissimo e straziante episodio dove ogni fronte ha rimesso in discussione la propria esistenza.
Voto episodio: 8,5



Panico ragaZzi panico!!!
Ho finito di vedere il season finale 10 minuti fa e sto tremando ancora..e vi assicuro non per il freddo.