
Quando abbiamo parlato del primo episodio di quest’anno non abbiamo potuto che notare i semi di una costruzione che sembrava convincerci; chiaramente, soprattutto con Supernatural, il passato ci ha sempre fatto da cattivo esempio: non è stato raro anche negli scorsi anni che l’episodio d’apertura di una stagione fosse anche il migliore, inizio di delusioni ed assurdità. Anche questa volta il rischio, quindi, era alle porte, ma il cambio di showrunner evidentemente ha fatto ciò che temevamo non fosse possibile fare: la serie TV ci ha dato altri sette episodi – quale più e quale meno – di buona fattura, con un interessante innalzamento in concomitanza con questo finale d’inverno.

Partendo da questi scontri fra titani, i fratelli Winchester devono non solo trovare una soluzione alla chiusura del Paradiso – che dev’essere possibile, dato l’interessamento stesso di Metatron –, ma anche risolvere il piccolo problema dell’angelo Gadreel nel corpo di Sam. Pur non risultando un vero elemento di novità, l’intrinseco riferimento alla quinta stagione funziona ancora piuttosto bene e la possessione del ragazzo è funzionale a mettere di nuovo i due fratelli l’uno contro l’altro senza, però, provocare per il momento l’ennesimo punto di rottura. In questa nuova situazione il rapporto tra i due cacciatori, che troppe volte rischia d’essere ripetitivo e stantio, viene rinverdito da nuove situazioni e problemi.

Il ridimensionamento della faccenda “demoni” per ora non pesa particolarmente, anche perché è stata già trattata molto spesso in passato. Bisognerà vedere come incastreranno nella narrazione tutti questi piani paralleli senza togliere troppo spazio a Dean e Sam; in ogni caso per ora non si può che parlare di questa prima parte della stagione con la sensazione di aver ritrovato almeno in parte un vecchio amico.
Sul fronte delle puntate, c’è tutto quello a cui Supernatural ci ha sempre abituato: c’è l’episodio surreale (Slumber Party) dedicato al Mondo di Oz – sottolineo che il personaggio di Charlie, grazie anche ad una straordinaria Felicia Day, è forse una delle più divertenti invenzioni della serie e non dispiacerebbe vederla un po’ di più – l’episodio sugli antichi dei e quelli di trama principale.

Insomma, questa prima parte della stagione è molto gradevole: per ora Supernatural ha recuperato l’antico sapore che la rendeva una serie quantomeno interessante e piacevole da guardare; superati tre anni di varie incertezze, forse ora siamo rientrati in carreggiata. Trama, episodi e bei personaggi stanno dando un ottimo slancio ad una serie che, arrivata al suo nono anno, non sembra intenzionata ad emettere il proprio canto del cigno.
Voto: 7
