
The decision tree è uno di quegli episodi che fanno emergere le caratteristiche uniche di questo show, difficilissimo da etichettare; un prodotto capace di soddisfare tutti i tipi di palati televisivi, dimostrando come l’intrattenimento possa andare a braccetto con alte dosi di ironia, approfondimento dei personaggi e intelligenza. In questo caso gli ingredienti sono mischiati con maestria e naturalezza, facendo sfociare le ripercussioni della divisione dello studio nell’intimità dei protagonisti, traducendoli in immagini di dettagli di ricordi passati.

Mrs Florrick, you knew he was in love with you, and you used it to get your way.

In definitiva, la relazione tra i due si è bruscamente interrotta senza essere mai realmente decollata, senza che nessuno dei due potesse davvero mostrarsi e mettersi in gioco. Restano ricordi di momenti di intimità, in cui frasi importanti (This is the happiest I’ve ever been) vengono pronunciate nella foga di una passione tanto intensa quanto effimera.
Il vestito di Alicia nel ricordo di lui è rosso, facile riferimento al colore dell’amore passionale, ma allo stesso tempo il dettaglio è fine ed efficace nel mostrare le differenti sfumature dei ricordi a seconda di chi li custodisce. Ora finalmente vediamo con gli occhi di Will, e riusciamo ad andare oltre il machismo e la rabbia; comprendiamo appieno il suo essersi sentito usato e gettato via. “I didn’t intentionally use him. So it’s just the way you are with men?”. Il brillante avvocato ha rispettato la decisione di Alicia di troncare la relazione, e il tradimento lavorativo ha assunto un significato personale, compensando e incanalando completamente il rifiuto sentimentale, prima represso forse per la speranza che quel rifiuto non fosse definitivo. Will immagina le risposte di Mrs. Florrick, dimostrando di sapere in cuor suo come stanno realmente le cose – “I cared for him. I liked him. You make things sound so simple” -, ma costruendo un’immagine falsata della donna, che non corrisponde al vero.

La Florrick/Agos vince in tribunale così come Alicia prevale su un Will troppo coinvolto. Stabilita la propria indipendenza dall’ex socio, resta ancora da definire in pieno quello di buona moglie. Mrs. Florrick ha faticato molto per diventare la donna indipendente e forte che è adesso, e il suo successo è stato determinato da una netta separazione tra problemi coniugali e carriera; dal momento in cui ha deciso di ritornare a fare la buona moglie pubblicamente, la nostra protagonista sta camminando su un filo di lana, alla ricerca di quell’equilibrio impossibile tra favori che vale la pena accettare (Chumhum) e riconoscimenti che vorrebbe arrivassero a prescindere dall’ingombrante status sociale. Alicia non vuole il marito alla festa di Natale non certo per evitargli grane etiche, ma piuttosto per dimostrare di non aver bisogno di giocare la carta Peter per riempire la sala delle feste.
Come nei migliori episodi della serie, non ci si ferma mai e ogni minuto è buono per mostrarci i rapporti di forza anche dei personaggi secondari. La presenza di Jackie e Veronica è sempre garanzia di scontri frizzanti e sottili frecciatine all’insegna dell’odio cordiale.

Neanche a metà stagione The Good Wife colleziona una serie di episodi ottimi che lascia sperare per una seconda parte altrettanto brillante. Il prossimo episodio andrà in onda dopo la pausa natalizia il 5 gennaio: non abbiamo dubbi su quale sarà il regalo seriale più atteso il giorno della Befana.
Voto: 9
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Bellissima recensione e grandissimo episodio. The Good Wife, che per me è cresciuto moltissimo dalla sua seconda stagione, ha messo sul piatto un filotto di episodi fantastici. Da Hitting the Fan a questo The Decision Tree per me è stato difficilissimo osservare la barra del minutaggio di VLC arrivare alla fine di ogni episodio… mi sono ritrovato ad aspettare con ansia la domenica molto più per seguire Alicia che Carrie. Cosa che mi stupisce un po’, considerando che Homeland dovrebbe farmi impazzire di curiosità.
Non vedo l’ora di gustarmi il seguito. Quanto mi piacciono regia e montaggio di questa serie!
Complimenti, bellissima recensione. La puntata, beh, è l’ennesima dimostrazione che The Good Wife ha raggiunto livelli incredibili su tutti i fronti. E’ sempre stata una serie di punta – benché a mio avviso sottovalutata, vuoi il canale, vuoi l’eterno misunderstanding che porta lagggente a pensare che con quel titolo “sarà una roba da donne” e non sa cosa si perde – ma con questa quinta stagione, bah, non ho parole.
Proprio per questo mi spiace per il trattamento riservato a Kalinda, che da bel personaggio delle prime stagioni è stata sempre più appiattita verso direzioni improbabili o banali.
Ciononostante, questa puntata dimostra la capacità della serie di scrivere in modo altissimo e di saperlo mescolare ad una rara comicità. Chapeau.
La cosa più bella è stata concludere la puntata con lo sputo di Eli di fronte alla notizia della scelta del nome del bambino della Garbanza (ma che problema ha quella donna?!?)…ho riso tantissimo e nonostante questo l’intensità della puntata non ne ha risentito.
Anche la scelta delle musiche è davvero spettacolare negli ultimi episodi, sempre più presenti e esaltanti/esplicative: l”‘holy shit” mozzato di Robyn dal “Glory” della sigla mi è piaciuto un sacco.
Questi qua sono proprio bravi, soprattutto quando sanno esattamente cosa fanno e dove vanno, come hanno dimostrato in questo inizio di stagione.
A parte la povera “solita” e abusata Kalinda, che voglio rivedere assieme (amica!) ad Alicia il prima possibile (sì, è difficile, ma loro insieme erano fantastiche), considerando che per me un errore della serie è stato quello di separarle, possiamo urlare al capolavoro.
ALL HAIL ALICIA FLORRICK
ALL HAIL THE KING(S)