La serie più pulp, la serie più hot, la serie più badass del piccolo schermo torna finalmente con l’attesa seconda stagione. Dopo il bagno di sangue che aveva concluso le vicende dell’anno scorso, la cittadina di Banshee non è più la stessa. Riuscirà a tornare l’ordine? Difficile, soprattutto se nei paraggi ci sono nuovi (e vecchi) psicopatici.
Il season finale dell’anno scorso aveva rimescolato (e in alcuni casi scoperto) molte carte nel gioco di ruoli e identità di Banshee. Era dunque necessario utilizzare parte di questa premiere per tirare le fila e ricordarci dove eravamo rimasti.
Nel nascondere certi stratagemmi e formule narrative, la serie fortemente voluta da Alan Ball, ha forse ancora molto da maturare: attraverso flashback e dialoghi appositamente costruiti, si ritorna a tratti in maniera un po’ scolastica e didascalica agli ultimi accadimenti dell’anno scorso, ripercorrendo la sparatoria finale e il tentato omicidio di Mr. Rabbit. La prima parte dell’episodio accusa per questo un po’ di calo di ritmo, con alcuni personaggi che tardano a ingranare e altri solo appena accennati (Proktor e Rebecca). Fortunatamente, ci pensa il carisma dell’Agente Racine (interpretato magistralmente dal prezzemolino Zeljko Ivanek) a trascinare il primo quarto d’ora, imponendosi subito come IL personaggio di questa stagione, con tra l’altro una personalità che gli autori hanno saputo perfettamente centrare al primo colpo.
Del resto, per non riciclare troppo dal mondo dei morti il villain Rabbit (che appare quel poco che basta per regalarci le sue impagabili espressioni) e per non introdurrne un altro duro e puro (basta Proktor per quello), si è deciso di optare per un personaggio che si muove su due binari, da una parte rappresentante della legge ossessionato dal criminale di turno, dall’altro nemico dei nostri protagonisti, caduti improvvisamente in posizione di pedine in un gioco, in certi casi, più grande di loro. Il twist funziona e ci porta dritti alla seconda parte dell’episodio, dove la stagione inizia finalmente a prendere vita, posizionando le varie linee narrative: la guerra coniugale tra Ana/Carrie e il marito Gordon, Hood e la sua finta identità sempre più in pericolo, Alex Longshadow e la necessità di sporcarsi maggiormente le mani per portare avanti gli affari degli indiani. Tutto si mescola a meraviglia, con un ultimo link sul finale dato dall’incontro erotico tra Hood e Nola, relationship che già fa scintille da tutte le parti.
Per il resto, la serie viaggia ormai sul suo meccanismo rodato, inserendo alla perfezione sesso, action e sangue (sebbene sia mancato quel tocco di esagerazione che avevamo particolarmente apprezzato lo scorso anno). La scena della rapina, seppur inserita un po’ casualmente, è il perfetto spartiacque tra la parte che ci ha reintrodotto a Banshee e l’inizio vero e proprio della stagione. Anzi, a conti fatti, è quello il vero opening, il quale ci mostra come, nonostante tutto, i nostri protagonisti abbiano perso il pelo ma non il vizio. Di nuovo, viene messo in mostra il contrasto tra il desiderio di una vita normale e il desiderio di andare “oltre”, tematica che ci riporta molto nelle atmosfere killbill-iane di Tarantino. Carrie è l’Uma Thurman che ha abbandonato il “brivido” della vita criminale in favora di una “famiglia”, ma che di nuovo si ritrova a percorrere il sentiero precedente, perché quella è la sua natura, quello è ciò che ama, e non c’è altra scusa che tenga.
Banshee è del resto anche il nome dello spettro che, secondo le leggende, ti sceglie e poi non ti lascia più. Per Hood, Carrie, Rebecca e gli altri, è il richiamo irresistibile verso la loro natura animale, che continua a seguirli ovunque essi vadano e chiunque decidano di essere. L’ordine sociale, la legge, la famiglia, gli Amish, rappresentano tutti schemi nei quali ci si rifugia per sfuggire al caos. Ma Banshee è il caos e in esso gli autori riescono ancora a far convivere ogni sfumatura di questi contrasti interiori (basta guardare la diversità di ogni singolo personaggio femminile). Finché la serie continuerà a mantenere così ben centrato il suo focus, non ci sarà nulla da temere. Per ora, salutiamo con fiducia il ritorno di una delle sorprese dell’anno scorso, aspettando sviluppi più succosi e un pulp ancor più coraggioso.
Il demone ci ha posseduti tutti e ci obbliga a rimanere incollati allo schermo, ci ipnotizza tra le pistole e i cazzotti di Hood e compagni e le doti di Rebecca, Carrie e Nola. E chissà quanto ancora ci sarà da vedere, vorrei che non finisse mai.
Il blog Seriangolo.it utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione; le informazioni acquisite vengono utilizzate da parti terze che si occupano di analizzare i nostri dati web, pubblicità e social media. Proseguendo la navigazione, si autorizza il loro uso.AccettoCookie Policy
Cookies Policy
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
Ti piace Seriangolo? Seguici sulle nostre pagine Facebook e Twitter!
Il demone ci ha posseduti tutti e ci obbliga a rimanere incollati allo schermo, ci ipnotizza tra le pistole e i cazzotti di Hood e compagni e le doti di Rebecca, Carrie e Nola. E chissà quanto ancora ci sarà da vedere, vorrei che non finisse mai.
Alan Ball ci ha visto giusto! 😉