
Che cosa sono i consigli? E cosa sono gli sbagli? La riflessione che accompagna l’intero episodio potrebbe fondarsi su queste due domande, speculari tra di loro.
La scelta di concentrare il racconto sull’universo familiare di Hannah dà buonissimi risultati in termini di immedesimazione e coinvolgimento da parte di chi guarda e la caratterizzazione dei personaggi delle zie offre varietà e dinamismo ai fatti narrati. La polmonite di nonna Flo costituisce il fulcro narrativo su cui ruotano le considerazioni dell’autrice, sempre fresche e mai stucchevoli sui sentimenti, i legami e (anche se solo sfiorate) le delusioni che spesso incassiamo all’interno di questi contesti.
A differenza delle questioni solitamente sviluppate nel mondo, per molti versi ancora in formazione, delle diverse individualità che sono parte integrante dello show, i personaggi che popolano questa puntata, al contrario, appartengono a un contesto già pienamente adulto e “sviluppato”, in cui assistiamo alle classiche vicissitudini che accompagnano il più delle volte la scomparsa di un parente prossimo, con relativa spartizione degli oggetti appartenenti alla persona che sta per andarsene. In questa cornice s’intrecciano i rapporti tra la madre di Hannah e le sue sorelle che danno vita a una serie di interludi comici piuttosto divertenti.

Il focus di un conflitto davvero degno di nota è quello tra Hannah e sua madre, o meglio, tra le aspettative deluse della donna adulta, costruita e che ha una vita in ordine e un matrimonio intatto, e la possibilità, che diventa potenzialità reale e concreta, di un matrimonio tra Adam e Hannah. È proprio qui che viene sollevato un interessante spunto su cui meditare, che in qualche modo riprende e completa le domande poste in apertura: chi può davvero stabilire con certezza le priorità e la “giustezza” delle azioni su cui basiamo pezzi della nostra vita?
Non Hannah per quel che riguarda la vita sentimentale di Rebecca; non Rebecca per ciò che la carriera di Hannah rappresenta; non Loreen per il sentimento che unisce due persone che si scelgono.

La verità che, a mio avviso, risulta dallo scioglimento finale, che scongiura un classico quanto inadeguato (vista la scrittura) happy ending, è che tutti commettiamo degli sbagli: l’importante è commetterli per far progredire noi stessi e soprattutto per vivere, disseminando la nostra strada di certezze e consigli che soltanto noi possiamo dare a noi stessi.
Ciò ha un costo superiore, ma, dal momento che le persone non sempre hanno ragione, possiamo sfruttare quel lungo/breve istante in cui esistiamo per fare tesoro di ciò che noi stessi sperimentiamo e interpretiamo direttamente.
Anche questo episodio dimostra come la serie ideata e scritta da Lena Dunham sia un momento di evasione piacevole e intelligente, un’occasione per ridere di alcuni aspetti della realtà che non ci piacciono e, nello stesso tempo, per ridere di noi stessi, interrogandoci sulle contraddizioni dell’essere adulti nel mondo attuale.
Voto: 8

Lena Dunham sfodera una puntatona, tutta autocentrata ma senza i fastidi del passato. Si addentra nei meandri di un passato familiare che rivela conflitti inaspettati e chiarificatori sulla personalità della protagonista. Episodio più riflessivo di altri, forse meno ironico – anche se Adam è fantastico come sempre! – ma che dimostra le grandi qualità narrative dell’autrice e la sua capacità di limare i difetti del passato con i fatti e senza alcuna autocritica pubblica.