
Se n’è parlato molto spesso: se The Good Wife fosse trasmesso da un canale cable, probabilmente riceverebbe maggiori attenzioni di quelle che ha attualmente. Di fronte ad un episodio della serie, anche quello più indipendente e meno funzionale, ci si ritrova comunque immersi in una scrittura elegante ed appassionata, capace di suscitare interesse per le vicende di stampo legale e per l’abilità di saper toccare alcune corde dell’anima quando tratta della psiche dei propri personaggi. Con questa serie è nato un personaggio – Alicia Florrick – tra i più complessi e sfaccettati che una serie TV sia mai riuscita a tratteggiare.
Gli episodi tredici e quattordici di questa quinta stagione colpiscono, ciascuno a modo proprio, perché in grado di mostrarci le peculiarità più evidenti di questa serie: “Parallel Construction, Bitches” focalizza la propria attenzione sul lato legale, con l’imbastimento di una trama orizzontale quanto mai interessante; “A Few Words”, pur non rinunciando a quella stessa trama introdotta con decisione nel precedente episodio, si focalizza su alcuni aspetti che caratterizzano Alicia e Will.
5×13 A Parallel Construction, Bitches

Come rappresentare questo nostro punto di vista se non con la brillante invenzione dei dipendenti dell’NSA (già visti nel secondo episodio) in ascolto di tutte le conversazioni di Alicia? Con la indiscussa abilità autoriale di saper far parlare la contemporaneità, i due testimoni delle conversazioni che incriminano Peter altro non sono che spettatori della serie (con tanto di supposizioni su Will e Diane, che ricordano molto alcune discussioni da fanboy).

La parte restante è invece, come si diceva in apertura, dedicata alle disavventure di Peter: con la mossa falsa della Garbanza che consegna all’agente dell’Anti-Corruzione quel video (scelta dovuta anche alla debolezza di Eli, mai visto così spaesato), le vicende entrano a gamba tesa nel vivo della situazione, individuando con sicurezza e rapidità il perno debole sul quale scommettere: Will Gardner.
Voto: 7
5×14 A Few Words

Si torna là dove ormai non ci saremmo più avventurati: si fa un salto indietro, ai primi passi di quella Brava Moglie che doveva lottare contro la morbosità ed i pregiudizi di chi provava pietà – e disagio – per lo scandalo da cui era sommersa. Un balzo indietro così repentino che lascia interdetti quando ci si rende conto che l’Alicia di questa stagione e quella della prima sembrano due personaggi totalmente diversi: la crescita ed il cambiamento sono evidenti in ogni dettaglio, che va dal trucco alle espressioni, dal modo di parlare alle sue reazioni. Non ci stancheremo mai di omaggiare Julianna Margulies per la straordinaria capacità attoriale che rende in pochissimi attimi l’enorme differenza tra le due situazioni.

Alicia è un personaggio cresciuto, è una donna molto diversa, continuamente nascosta dietro maschere e coperture; il colloquio con Will al ristorante mette ancora una volta in evidenza quanto tra i due ci sia quella tensione sessuale ed emotiva che li ha sempre caratterizzati. Il tornare a toni più concilianti mascherati da un desiderio di competizione sembra urlare a gran voce che, tutto sommato, i due hanno enorme difficoltà a tenersi lontano, ad odiarsi; ed è per questo che per Will è stato tanto più difficile accettare quello che ai suoi occhi è stato un clamoroso tradimento.

Si tratta di un episodio che si concentra ancora sulla personalità di Alicia e che ci permette di vedere tutta la sua crescita e la sua evoluzione, ma non solo: è anche una puntata che conferma ancora una volta come la donna e Will non possano mai davvero odiarsi e che, nonostante tutto, qualcosa fra loro rimane ancora vivo e vegeto. A livello orizzontale, infine, è anche un episodio che ci lascia ancora convinti che, per quanto riguarda la trama principale, siamo solo all’inizio.
Voto: 8
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