
“Is this what you really want, brother?”
Vikings riparte inevitabilmente proprio da questo punto fondamentale. Lo scenario è sempre l’immensa ed incontaminata Scandinavia del I secolo d.C. e accanto a Ragnar c’è il suo potente alleato, re Horik, colui che ha involontariamente innescato la guerra: la posta in palio concreta è un semplice fazzoletto di terra, conteso tra lo stesso Horik e jarl Borg, tra le cui fila ha deciso di marciare Rollo. E la battaglia si fermerà poco prima dell’ultimo sangue.
I primi venti minuti della puntata vengono totalmente monopolizzati dallo scontro corpo a corpo tra i due eserciti, frangente scandito in tutte le sue fasi. Prima c’è l’attesa: da un lato, l’illusione di Ragnar di non dover combattere contro suo fratello, dall’altro, invece, i piccoli riti propiziatori tra Borg e Rollo prima di scendere in campo. Poi la battaglia vera e propria: lunga, minuziosa, dettagliata, a tratti manieristica, ma mai esagerata o gratuita – anzi, fin troppo calibrata in ogni sua parte. Il difficile compito di Vikings è la continua coniugazione tra la ricostruzione storica e l’arricchimento con le libertà tipiche dell’invenzione; perciò, è soprattutto nei personaggi laterali a Ragnar e alla sua figura storica che si concentra l’attenzione scritturale di Michael Hirst.

“Who is Aslaug?”
Ma come tutti i miti, Ragnar non è un personaggio univoco e coerente: su di lui agiscono le influenze del suo tempo, della sua cultura, il peso delle tradizioni e i risvolti negativi delle novità volontariamente importate dall’esterno. La moneta d’oro che Ragnar fa vedere a suo figlio sarà la stessa moneta che vedremo in mano al Maestro delle leggi, l’uomo (teoricamente) super partes, colui che, una volta in piedi sulla Roccia della Legge, dovrebbe eclissarsi come essere umano e rimanere come filtro insindacabile della volontà degli dei. Non sappiamo se sia stato Lothbrock o suo figlio Bjorn, ma il denaro e il suo immenso potere s’infiltrano anche nella zona sacra e alta della religione, direttamente nelle mani del Maestro: se gli dei hanno portato via Gyda, allora magari la corruzione può tenere in vita Rollo. Anche il vacillare dell’intoccabile dimensione divina, aspetto fondamentale e radicale nella prima stagione, diventa così un altro segno tangibile dell’avanzare della Storia e della realtà terrestre, in cui sovvertire le regole è prima di tutto compito dell’uomo, non sempre costretto a rimandare tutto alla cieca fiducia verso gli dei. Capovolgimenti che, nel 726 d. C., hanno il sapore di una rivoluzione copernicana.

A far vedere, però, quanto sia anomala e speciale la relazione familiare di Ragnar e Lagertha, è sicuramente la scelta finale della donna di abbandonare il compagno, di lasciarlo diventare padre senza imporre la propria presenza e facendosi da parte davanti ad una nuova vita che sta per arrivare. In più, anche la scelta di Bjorn di seguire la madre, e di Ragnar di lasciarlo andare, ribadiscono una volta di più il carattere di innovazione del personaggio, costretto alle conseguenze delle proprie azioni e a dover pagare per l’umiliazione inflitta alla compagna – certo è che la consolazione (Aslaug, ovviamente) è già lì che aspetta al caldo.
Brother’s War chiude la prima stagione e apre, con tanti momenti di rottura, alla seconda, che ha tutta l’aria di voler essere l’opposto speculare della precedente: dopo aver affrescato la tradizione e aggiustato il tiro dell’idea stereotipa del vichingo, sembra giunto il momento di raccontare i cambiamenti e le novità che hanno reso leggenda il nome di Ragnar Lothbrock.
Voto episodio: 8
Note (non leggete la prima se non siete in pari con Sons Of Anarchy):
– Ecco dove finiscono i personaggi uccisi da Kurt Sutter: vengono costretti a migrare dal caldo californiano alle basse temperature del Nord Europa. Re Horik è infatti interpretato da Donal Logue, l’attore che ha deciso di abbandonare le vesti dell’instabile Marshal Lee Toric, per diventare sovrano a tempo pieno (il suo personaggio in Vikings è regular da quest’anno). Questo è, in realtà, un ottimo motivo in più per guardare la serie rivelazione di History Channel.
– Sappiamo già che ritroveremo presto Bjorn cresciuto, e avrà le sembianze di Alexander Ludwig.



Lagertha grandissimo personaggio e grandissima donna, niente a che vedere con la cavallona scandinava (che non la racconta neanche giusta, secondo me). Bella recensione e bella premiere comunque, rimango sempre solo poco convinto degli improvvisi salti temporali… cioè, il piccolo Bjorn diventerà grande già nel prossimo episodio? Ma che fretta ha Michael Hirst? Peccato, mi stava simpatico il ragazzino (raro caso in una serie tv)!
Sono rimasto un po deluso da alcune cose , che fanno parte di quelle cose che in genere passano sempre in secondo piano e non interessano a nessuno, mentre secondo me in una serie tv che ha la pretesa di definirsi storica, o osannata da tutti con il termine “documentaristico” e “istori channell!!!!” sinceramente mi hanno fatto storcere più di una volta il muso. Cioè alla fine ho avuto solo una buona impressione: la guerra, è fatta così bene che mentre gli uomini combattono si vedono qua e la volare frattaglie, e i guerrieri sporcarsi sempre più di sangue. Anche le riprese che scandiscono in modo esatto le coreografie senza usare quel solito metodo “videoclippato” la rendono una scena davvero bella. Ma già qui il fatto che Floki Combatta, con un fisico così mingherlino e con quei movimenti ed espressioni da rockstar dark, che proprio sanno di personaggio del tutto improbabile in quel contesto (nonché un po in tutta la serie), non mi convince (oltretutto è l’unico vichingo a non essere mai andato in palestra a quanto pare) in realtà non mi convince proprio il personaggio. ma va beh. Muoiono un sacco di persone durante la guerra, perché la guerra è fatta cosi; ma Floki viene colpito e Ragnar e altri pezzi grossi della squadra hanno modo di accorgersene smettere di massacrare chi di turno, prenderlo e portarlo un po in disparte. Perchè??? forse perché è un “amico troppo prezioso” forse perché è bravo a costruire le barche? o forse semplicemente perché è una di quelle sequenze che piacciono sempre? e tralasciamo anche questo. andiamo avanti con l’episodio e assistiamo ad una scena che lascia davvero la bocca spalancata. In breve lagertha avendo saputo (dal figlio) del flirt e del sesso tra Ragnarr e la stallona principessa gli fa la scenata “quante volte ci hai scopato bastardo!! ” lanciandogli addosso tazze, lui cerca di divincolarsi ma alla fine la tranquillizza dicendo che ama solo lei e fanno l’amore. Ma siamo davvero tra vichinghi o tra personaggi di Beautifull? In oltre come di consueto Ragnar è seduto e dialoga con il figlio. Ma quante volte negli episodi si ripete questa circostanza? perché capisco la necessita dei dialoghi introspettivi che servono a dare “spessore” ad un personaggio, ma il fatto che sia sempre seduto?? una volta mangiando una mela, l’altra volta osservando il mare, e in questo caso accarezzando un capretto, e il figlio accanto che gli chiede “papà, come nascono i bambini?”, ma accidenti non possono fare questi discorsi che so, mentre tagliano la legna o vanno a caccia (cose che i vichinghi probabilmente facevano ma in questi episodi non avremo mai modo di vedere), no, per forza da seduti a non fare un cazzo! a poltrire. eh si bravi