Giunti al penultimo episodio di questa prima ottima stagione, Fargo sembra proporci una sorta di remake interno, in cui gli avvenimenti che avevano segnato le prime puntate finiscono per ripetersi in maniera pressoché identica, nonostante l’apparenza di radicale mutamento portata dall’ellissi temporale.
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La puntata trae la sua forza proprio dalla tensione generata dallo scontro tra la profonda metamorfosi dei personaggi e l’eterno ritorno degli eventi. Questo vale sia per Molly e Gus, che nonostante la creazione di una nuova famiglia non riescono a lasciarsi alle spalle gli avvenimenti dell’anno passato (che sono un’ossessione per la prima, e che continuano invece a suscitare terrore nel secondo), ma soprattutto per Lester.
Lester, is this what you want? Yes or no?
Se nello scorso episodio ci sono stati mostrati gli aspetti più seducenti dell’evoluzione di Nygaard – la sua sicurezza, il successo lavorativo e con le donne – A Fox, a Rabbit, and a Cabbage ci ricorda brutalmente le motivazioni e le modalità con cui questa trasformazione ha avuto origine. Infatti sono nuovamente il desiderio di rivalsa e di affermazione che portano Lester ad affrontare Malvo, quasi a volergli dimostrare di aver messo a frutto i suoi insegnamenti, scatenando un’altra ondata di omicidi che, seppur indirettamente, vedono in lui il responsabile (“That’s on you” gli dice Lorne). In questo senso, la magistrale sequenza dell’ascensore sembra rimettere in scena il dialogo avvenuto tra i due al pronto soccorso che aveva dato inizio a tutto, permettendoci di misurare la strada percorsa da Lester: anche in questo caso infatti il personaggio viene posto da Lorne di fronte a una scelta, a cui però questa volta sceglie di rispondere con un deciso sì, originando una catena di eventi che, a un anno di distanza, sembrano però riportarlo al punto di partenza. Ancora più emblematica in quest’ottica è di certo la scena finale, in cui Nygaard decide deliberatamente di mandare la moglie incontro alla morte: se il primo uxoricidio aveva costituito una reazione istintiva e irrazionale, questo si pone al contrario come una scelta fredda e calcolata, indice della definitiva scomparsa del vecchio Lester – incarnato dal piumino arancione, che non a caso assume un ruolo fondamentale nell’uccisione – sotto il peso della spietatezza del nuovo, disposto a tutto pur di sopravvivere.
I’d call it animal, but animals only kill for food.
Al contrario Malvo, nonostante la spaesante sequenza iniziale (che per un attimo ci fa quasi credere al suo ingresso nel settore odontoiatrico), si dimostra incapace di rompere alcuni pericolosi schemi comportamentali che lo delineano sempre più come un personaggio ambiguo e contraddittorio: la sua eccessiva sicurezza lo porta infatti a sottovalutare nuovamente la polizia e a tornare a Bemidji, e ciò, unito alla sempre più marcata tendenza a seminare il caos al suo passaggio, potrebbe costargli caro. Ad ogni modo, anche in questo episodio il personaggio conferma il suo ruolo di perno delle vicende e motore della narrazione: a lui si deve in particolare latensione che, dalla fuga di Lester, pervade l’intero episodio, dettandone il tono (si pensi ad esempio alle scene ambientate nella baita di coeniana memoria). Tale atmosfera raggiunge però il suo picco nella sequenza della tavola calda, in cui il tanto atteso incontro con Molly viene evitato per una manciata di secondi, ma probabilmente solo per essere posticipato alla prossima puntata.
Nel complesso l’episodio non fa che riconfermare la qualità della serie, in grado di ricreare alla perfezione l’atmosfera violenta e surreale del film dei Coen, regalandoci almeno un paio di scene memorabili e ponendo delle ottime basi per il finale di stagione.
Con A Fox, a Rabbit, and a Cabbage Fargo sembra volerci dire che la storia è destinata a ripetersi, ma questa volta il finale potrebbe essere diverso.
Splendida evoluzione per queste puntate finali: il salto temporale è la chiusura perfetta, ora manca solo l’epilogo finale. Permettetemi due menzioni: un fantastico Martin Freeman un Billy Bob Thornton da pelarsi le mani. Il personaggio sembra disegnato sulla sua meravigliosa faccia da schiaffi!
“Time is a flat circle”. Non riuscivo a pensare ad altro guardando questo episodio!
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