Ad un soffio dalla conclusione, 24: Live Another Day riavvolge il nastro e avvia una nuova partenza mettendo in gioco inediti grovigli di potere, in una Londra che non smette neanche per un attimo di essere un pericoloso campo minato: per quanto gli stilemi si ripetano uguali a se stessi, la spinta adrenalinica riesce comunque a rinnovarsi di nuova linfa.
Uno dei punti di forza che ha decretato il successo della serie negli anni è l’armonica architettura compositiva che la sostiene: una storyline principale in cui vengono sapientemente disseminati filoni secondari pronti ad esplodere non appena le acque accennano a quietarsi. Ciò accade anche per questo ultimo appuntamento: all’esaurirsi della minaccia di Margot Al-Harazi – il cui veloce dispiegamento soffre molto dell’impianto ridotto della stagione –, le mine disseminate qua e là convergono tutte verso un punto di esplosione unitario, creando un filone narrativo che per livello di tensione potrebbe addirittura superare la minaccia appena conclusasi.
L’impianto di questi due episodi – di raccordo tra una crisi e l’altra – si presta ad una rappresentazione grafica di tipo sinusoidale: l’apice della tensione, con cui avevamo lasciato il presidente Heller nello stadio di Wembley, inizia lentamente a smorzarsi fino a raggiungere un punto di stasi al momento della morte di Margot e Ian. Dal ritrovamento del cadavere di Jordan, con Navarro che orchestra la sua fuga e il furto del dispositivo, l’arco narrativo comincia a risalire la china fino alla fine dell’episodio 10, in cui i cinesi da una parte e i russi dall’altra complicano una situazione già di per sé abbastanza tortuosa. 24 è capace di attingere a se stesso sfruttando le potenzialità espressive di uno scheletro narrativo collaudato, riuscendo a ricreare un nucleo di tensione emotiva in cui lo spettatore si riconosce e si getta senza porsi troppe domande: perché la sensazione del “già visto” si mischia a quella più pregnante del continuum.
Lo show creato da Joel Surnow e Robert Cochran, sin dagli albori, si impone nel panorama televisivo internazionale come un’intelligente innovazione dell’assetto procedurale del genere action-thriller, in cui il fattore real time ha contribuito a vivacizzare l’impianto a trama orizzontale al fine di creare nello spettatore un tipo di affezione che puntasse tutto sull’adrenalinica corsa contro il tempo. Questo stilema, ripetuto di stagione in stagione, è riuscito a non perdere vigore soprattutto per il fatto di essersi mantenuto – all’interno delle variazioni tematiche – qualitativamente uguale a se stesso: una stagione di 24 è sempre stata come un “nuovo giorno” in cui il nostro protagonista è chiamato a fronteggiare una differente situazione di emergenza; e nonostante ogni minaccia, per quanto diversa dalle altre, si presti ad essere affrontata allo stesso modo, la presenza di Bauer – e il suo essere perennemente fuori dal protocollo – diventa quella indefinita variabile che, mentre conferma la prevedibilità dello svolgimento della vicenda, riesce a portare lo spettatore verso soluzioni insperate e assolutamente non contemplate (a volte ai limiti del possibile, ma Jack può). Questa stagione ha i tratti del compendio: è come se l’intero corpus di 24 fosse stato diviso in tanti piccoli frammenti, e che questi siano stati utilizzati come tessere di un nuovo mosaico; il quadro che ne viene fuori, per quanto nuovo, trasuda della migliore essenza dell’originale.
Somewhere in your heart, you have to really accept that. Then you can begin to forgive yourself.
Jack Bauer, colonna portante dello show, trasferisce su di sé tutte le note stilistiche che abbiamo appena conferito alla serie: cristallizzato nella sua essenza – così chiara e circoscritta da poter essere definita topica –, tradisce i segni di una quasi impercettibile evoluzione caratteriale rimanendo sempre uguale a se stesso. La durezza esibita nel suo scontrarsi con la minaccia Al-Harazi è la diretta conseguenza di anni di lotta, dell’ultimo periodo d’esilio e soprattutto di quell’ostinazione alla vendetta che, come confida a Kate, non è stata capace di lenire il suo dolore. Dopo l’omicidio – non proprio indispensabile – di Margot, la brutalità di Jack sfuma verso un maggiore controllo: l’aggressione a Navarro è un pretesto per farlo trasferire in infermeria, luogo più adatto a mettere in atto il siparietto con Kate per indurlo a parlare. In ciò potrebbe avere un peso determinante il rapporto di complicità che si sta instaurando con l’agente Morgan: la scoperta dell’innocenza del marito e il fluire dei sensi di colpa che affliggono la donna, uniti alla sua ostinazione a rimanere in campo, creano una sorta di riflesso in cui Jack amaramente si specchia. Tra i due si è creata una sorta di rapporto filiale (notevole del resto la somiglianza tra la Strahovski e Elisha Cuthbert, storica interprete di Kim Bauer); entrambi si osservano l’uno attraverso gli occhi dell’altro scorgendo la stessa indomabile angoscia: guardarsi dall’esterno mostra chiaramente a Jack le derive del suo modo di affrontare le cose e nel momento in cui cerca di aiutare Kate a superare il dolore parla principalmente a se stesso. Partita con qualche incertezza, la prova della Strahovski è andata via via migliorando, arricchendosi anche di buone sfumature interpretative.
Well, I’m glad that I’m an obligation that you’re taking seriously.
Chi invece continua ad avere uno spessore bidimensionale è Mark Boudreau, il cui ruolo di marito geloso, finalizzato ad inserire il fronte russo nella caccia all’uomo, sguazza ampiamente in continui e sterili stereotipi di genere. Di conseguenza il personaggio di Audrey, ricco di potenzialità espressive nel suo tormento irrisolto per Jack, ne esce quasi ridimensionato, appiattito da una zona di confronto sterile che non si rinsangua neanche nel fronte paterno, che dal canto suo appare troppo spesso mortificato da necessarie accelerazioni diegetiche. Ciò nonostante, l’irrazionale avventatezza con cui Mark “consegna” Jack ai russi – nella misura in cui potrebbe compromettere la missione di recupero del dispositivo – crea la concreta possibilità che, in extremis, il confronto tra i due coniugi possa sfumare verso interessanti prospettive d’interazione.
Mentre da una parte la Russia dà sfogo alla sua insaziabile sete di vendetta, dall’altra la minaccia cambia volto: alle mire utopistiche di Adrian Cross – che hanno il merito di riportare Chloe in una posizione attiva – si sostituisce la spietatezza senza confini di Cheng. Il passato di Jack ritorna incombente e, sdoppiandosi, aumenta la valenza drammatica della sua portata intertestuale. La stagione risente molto della sua estensione ridotta che impedisce ulteriori approfondimenti in molti aspetti della messa in scena e della caratterizzazione dei personaggi, lasciando spesso l’impressione che le cose precipitino troppo velocemente – ad esempio l’esito della minaccia di Margot; tuttavia il sapiente ordine narrativo con cui gli eventi vengono portati avanti fa di questi due episodi il preludio ad un incandescente finale.
In coda alla precedente recensione concordavo con Federica (Barbera) nell’esprimere disappunto anticipato nel caso in cui si fosse scoperto che la morte di Heller non avesse realmente avuto luogo. Ora, non so cosa ne pensi lei, ma io sono il primo a rimangiarmi quanto ho scritto (XD): il modo in cui è stata gestita la dinamica degli eventi, con una prima mezz’ora d’episodio al cardiopalma (mi riferisco chiaramente al 9×09), non solo non mi ha fatto pesare la scelta effettuata dagli autori, anzi mi ha reso genuinamente contento della piega presa dagli eventi. Insomma, fra i superpoteri di cui Jack dispone, vi è anche quello di farmi cambiare idea.
Altrettanto adrenalinica è stata l’apertura dell’episodio 10 con l’inseguimento fra Bauer e Navarro, seguita da una parte centrale emotivamente forte con i dialoghi fra Jack e Kate da una parte e Chloe e Adrian Cross dall’altra. Ottima chiusura di puntata con il ritorno a sorpresa di Cheng Zhi – !!! – (col senno di poi, era scontato che rientrasse in gioco colui che infinite pene addusse a Jack e Audrey, ma giuro solennemente che a questa eventualità non avevo minimamente pensato) e cliffhanger esplosivo nel vero senso della parola. Due episodi per chiudere degnamente la serie non sono molti (nel Day 8, se ricordo bene, l’end game era imbastito su un arco di circa otto episodi), ma le carte in tavola ci sono tutte. Stiamo a vedere cosa hanno in mente. Di sicuro lo scontro fra Jack e Cheng, che non può non esserci, sarà “micidiale”, per dirla alla Ginetto di Mario.
Eccomi! Dunque, in realtà io davo per scontata la sopravvivenza di Heller perché davvero, non hanno MAI sbagliato un orologio a lutto, quindi non mi sono neanche illusa che non fosse successo! E diciamolo, se fosse morto sul serio sarebbe stato un twist davvero imprevedibile per i canoni della serie. Eppure mi sento di concordare con te sul fatto che sia stato gestito molto bene: certo, Margot e figlio che se ne accorgono quando hanno ancora un drone a disposizione è giusto un attimo prevedibile e scontato XD però io da 24 mi aspetto adrenalina pura, corse contro il tempo e Jack che guida un drone salvando Londra (e quindi il mondo xD) da morte certa. Quindi Sì, Sì e di nuovo Sì. Jack e Chloe insieme riuscirebbero a far resuscitare i morti, quindi salvare i vivi mi pare minimo sindacale!
Per il resto: concordo con Francesca sull’inutilità di Mark, che tra l’altro non è nemmeno aiutato dalla mono-espressione dell’attore. Ora, con americani, inglesi, russi e cinesi si prospetta un bel finale! Mi è piaciuta meno ad essere onesti la gestione di Chloe, che mi è parsa un po’ troppo raggirata e raggirabile: certo, ha perso marito e figlio, però credo che avrebbero potuto ad esempio evitare il risvolto romantico con Adrian che francamente lascia il tempo che trova.
Comunque Jack che fa volare Margot dalla finestra è già scena della stagione. Omicidio gratuito? Sì. Però perfettamente inquadrabile nella nuova psicologia di Jack e per quanto cruenta l’ho trovata una scena davvero perfetta.
Be’, l’utilità di Mark sta nell’aver tirato in ballo i russi per dar vita ad un finale che assomiglierà molto da vicino ad un’orgia di pallottole. Per me già questo è un merito. Inoltre, voglio essere fiducioso e sperare che nei prossimi due episodi il personaggio ci regali qualche “viva e vibrante soddisfazione”. XD
Per noi fans di “Wake the bitch up!” nella puntata 10 abbiamo avuto il glaciale sequel:”I can assure you: full immunity is not on the table…But your hand is”. #Jackathisverybest
Federica Barbera
Mark è stato ovviamente utile per reintrodurre i russi, ma io l’ho definito inutile proprio come individuo XD è di una piattezza esasperante! Ripeto, l’attore purtroppo non aiuta, ma diciamo che al fianco di pezzi da novanta come Heller e PERSINO Audrey – che io non ho mai particolarmente amato – il suo personaggio è veramente di una noia mortale, russi a parte. Il suo dilemma emotivo per la storia di Jack è stato messo in scena come il peggiore dei cliché e ogni mossa che fa è da facepalm immediato per la demenza, quindi ecco, per ora non ne esce bene! vedremo con le ultime =)
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In coda alla precedente recensione concordavo con Federica (Barbera) nell’esprimere disappunto anticipato nel caso in cui si fosse scoperto che la morte di Heller non avesse realmente avuto luogo. Ora, non so cosa ne pensi lei, ma io sono il primo a rimangiarmi quanto ho scritto (XD): il modo in cui è stata gestita la dinamica degli eventi, con una prima mezz’ora d’episodio al cardiopalma (mi riferisco chiaramente al 9×09), non solo non mi ha fatto pesare la scelta effettuata dagli autori, anzi mi ha reso genuinamente contento della piega presa dagli eventi. Insomma, fra i superpoteri di cui Jack dispone, vi è anche quello di farmi cambiare idea.
Altrettanto adrenalinica è stata l’apertura dell’episodio 10 con l’inseguimento fra Bauer e Navarro, seguita da una parte centrale emotivamente forte con i dialoghi fra Jack e Kate da una parte e Chloe e Adrian Cross dall’altra. Ottima chiusura di puntata con il ritorno a sorpresa di Cheng Zhi – !!! – (col senno di poi, era scontato che rientrasse in gioco colui che infinite pene addusse a Jack e Audrey, ma giuro solennemente che a questa eventualità non avevo minimamente pensato) e cliffhanger esplosivo nel vero senso della parola. Due episodi per chiudere degnamente la serie non sono molti (nel Day 8, se ricordo bene, l’end game era imbastito su un arco di circa otto episodi), ma le carte in tavola ci sono tutte. Stiamo a vedere cosa hanno in mente. Di sicuro lo scontro fra Jack e Cheng, che non può non esserci, sarà “micidiale”, per dirla alla Ginetto di Mario.
Eccomi! Dunque, in realtà io davo per scontata la sopravvivenza di Heller perché davvero, non hanno MAI sbagliato un orologio a lutto, quindi non mi sono neanche illusa che non fosse successo! E diciamolo, se fosse morto sul serio sarebbe stato un twist davvero imprevedibile per i canoni della serie. Eppure mi sento di concordare con te sul fatto che sia stato gestito molto bene: certo, Margot e figlio che se ne accorgono quando hanno ancora un drone a disposizione è giusto un attimo prevedibile e scontato XD però io da 24 mi aspetto adrenalina pura, corse contro il tempo e Jack che guida un drone salvando Londra (e quindi il mondo xD) da morte certa. Quindi Sì, Sì e di nuovo Sì. Jack e Chloe insieme riuscirebbero a far resuscitare i morti, quindi salvare i vivi mi pare minimo sindacale!
Per il resto: concordo con Francesca sull’inutilità di Mark, che tra l’altro non è nemmeno aiutato dalla mono-espressione dell’attore. Ora, con americani, inglesi, russi e cinesi si prospetta un bel finale! Mi è piaciuta meno ad essere onesti la gestione di Chloe, che mi è parsa un po’ troppo raggirata e raggirabile: certo, ha perso marito e figlio, però credo che avrebbero potuto ad esempio evitare il risvolto romantico con Adrian che francamente lascia il tempo che trova.
Comunque Jack che fa volare Margot dalla finestra è già scena della stagione. Omicidio gratuito? Sì. Però perfettamente inquadrabile nella nuova psicologia di Jack e per quanto cruenta l’ho trovata una scena davvero perfetta.
Be’, l’utilità di Mark sta nell’aver tirato in ballo i russi per dar vita ad un finale che assomiglierà molto da vicino ad un’orgia di pallottole. Per me già questo è un merito. Inoltre, voglio essere fiducioso e sperare che nei prossimi due episodi il personaggio ci regali qualche “viva e vibrante soddisfazione”. XD
Per noi fans di “Wake the bitch up!” nella puntata 10 abbiamo avuto il glaciale sequel:”I can assure you: full immunity is not on the table…But your hand is”. #Jackathisverybest
Mark è stato ovviamente utile per reintrodurre i russi, ma io l’ho definito inutile proprio come individuo XD è di una piattezza esasperante! Ripeto, l’attore purtroppo non aiuta, ma diciamo che al fianco di pezzi da novanta come Heller e PERSINO Audrey – che io non ho mai particolarmente amato – il suo personaggio è veramente di una noia mortale, russi a parte. Il suo dilemma emotivo per la storia di Jack è stato messo in scena come il peggiore dei cliché e ogni mossa che fa è da facepalm immediato per la demenza, quindi ecco, per ora non ne esce bene! vedremo con le ultime =)