Questa seconda annata di Orange is the New Black ha confermato la qualità, già elevata, della prima stagione, proponendo una serie di episodi davvero notevoli. It Was The Change, pur presentando qualche difetto (che potremmo anche definire endemico), si può annoverare tra i meglio riusciti.
Il punto di forza di questa puntata è senza dubbio la struttura, convenzionale ma robusta: l’autrice, Sara Hess, ha fatto confluire le diverse storyline in un unico spazio narrativo, sfruttando la più classica delle notti tempestose per accendere una serie di micce, che nel prossimo (ed ultimo) episodio non tarderanno a far esplodere la bomba.
La disposizione e concatenazione di eventi e flashback, inoltre, serve alla perfezione il percorso di “scoperta” che è stato pianificato per lo spettatore, fino ad arrivare ad un cliffhanger finale inaspettato e brutale.
Vee & Red
Lo scontro tra le due donne è di fatto un confronto tra due mondi diversi, portatori di istanze e valori completamente differenti ma non per forza inconciliabili – anche a livello di scrittura. Red incarna, infatti, la leggerezza necessaria a guardare con un certo distacco “l’universo parallelo” del penitenziario e, per estensione, il lato più ironico dello show. Il personaggio di Vee, invece, ha conferito al racconto una gravità che perfino i pericolosi exploit di Pennsatucky non avevano mai raggiunto. Questi due approcci così diversi hanno convissuto brillantemente per l’intera stagione, senza che uno prevalesse sull’altro: drama e comedy si sono mischiati più volte, dando vita adun cocktail sofisticato e godibilissimo. Un processo che culmina proprio in questo episodio, con una Vee capace di pronunciare una delle citazioni più riuscite dell’episodio “You just tried to strangle me with plastic wrap so that you can sell mascara in jail” per poi aggredire Red alle spalle negli ultimi secondi della puntata. Quella che sembrava non solo una tregua, ma anche una presa di coscienza sull’effettiva natura del loro “soggiorno” a Litchfield si conclude quindi con un punto a favore di Vee e, se vogliamo, della componente drama di OITNB. Ma siamo ancora al penultimo episodio e, ne siamo certi, la vicenda non finisce qui.
Taystee & Poussey
Non sempre la parabola di Taystee in questa stagione è stata pienamente convincente, anzi. Il fatto che il riavvicinamento con Poussey sia scaturito dalla contestuale cacciata da parte di Vee, inoltre, non fa molto onore al personaggio, che avevamo imparato a conoscere come forte ed indipendente. Tuttavia, la sequenza in biblioteca è sicuramente una delle più convincenti tanto dell’episodio quanto dell’intera storyline che le vede protagoniste, grazie anche all’ottima prova di Danielle Brooks e Samira Wiley. Il pianto con il quale danno sfogo a tutto il dolore e la frustrazione accumulati nelle settimane precedenti è coinvolgente e autentico, capace di conferire dignità e spessore ad un “dramma” che in certi frangenti ha rischiato di sfociare nell’infantile.
Daya & John
Così come quella di Taystee e Poussey, non sempre la relazione tra il secondino e la dolce latina ha regalato grandi soddisfazioni al pubblico della serie. Eppure, per quanto il cambiamento di Daya sia stato percepito come troppo repentino, non si può negare che abbia dato i suoi frutti all’interno di una storyline che ha rischiato più volte di stagnare. Uno dei punti deboli di quest’ultima, almeno nella scorsa annata, era la quasi totale assenza di realismo: come mai nessuno si preoccupava seriamente delle sorti di questa creatura? E com’era possibile che John accettasse il tutto a cuore fin troppo leggero? Adesso, se non altro, è stata finalmente introdotta una questione etico/morale che tocca tanto il destino di Pornstache quanto quello del bambino, gettando anche un’ombra sul futuro della coppia. Da apprezzare, poi, il tentativo di responsabilizzare la giovane donna, fino ad ora mostrata soltanto come una ragazzina capricciosa. Non convince, invece, l’insistenza sulla presunta incapacità di John di provvedere ai bisogni dell’amata, che propone una visione paternalistica estranea all’impostazione generale della serie.
Caputo & Figeuroa
Altra coppia in guerra, Fig e Caputo sono sempre più ai ferri corti. Ma la resa dei conti è vicina: Piper ha trovato i documenti che incastrano la donna, ed ormai è solo questione di tempo prima che vengano usati contro di lei. Proprio a ridosso della disfatta, però, Hess decide che è arrivato il momento di mostrarci il lato umano della donna, concentrandosi maggiormente sulla sua vita privata. Da qui la rivelazione sull’omosessualità del marito – piuttosto telefonata – che serve a completare un quadro fatto di squallidi compromessi e rapporti finti da cui la prima ad essere disgustata è proprio Fig. Non è certo un ritratto originale, ma assolve dignitosamente il compito di umanizzare una figura finora pressoché ignorata o al limite presentata solo come odiosa antagonista: d’altra parte in OITNB c’è spazio per tutte le storie, ed ognuno ha diritto a una seconda occasione.
Un’opportunità di riscatto che speriamo sia concessa anche a Red, il cui destino verrà svelato nell’ultimo episodio. Un season finale dalla lunghezza atipica (circa 90 minuti), che andrà a chiudere un’annata fino ad adesso quasi perfetta.
D’accordo con la recensione. Credo che l’introduzione di Vee in questa stagione abbia fatto benissimo alle dinamiche interne alla prigione, creando una divisione interna non solo tra lei e Red ma anche tra le carcerate stesse.
Purtroppo invece la parte di Daya continua a risultarmi sempre scritta a metà, a volte sembra che si muova verso nuove direzioni, ma spesso rimane semplicemente stagnante anche quando in realtà accadono nuovi eventi.. ad ogni modo questa seconda stagione a me sta piacendo molto di più della prima, che già era molto buona!
eheh comprensibile!!!! Red è uno dei personaggi migliori, a mio modestissimo avviso, dell’intera serie.
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D’accordo con la recensione. Credo che l’introduzione di Vee in questa stagione abbia fatto benissimo alle dinamiche interne alla prigione, creando una divisione interna non solo tra lei e Red ma anche tra le carcerate stesse.
Purtroppo invece la parte di Daya continua a risultarmi sempre scritta a metà, a volte sembra che si muova verso nuove direzioni, ma spesso rimane semplicemente stagnante anche quando in realtà accadono nuovi eventi.. ad ogni modo questa seconda stagione a me sta piacendo molto di più della prima, che già era molto buona!
Non credo sarà possibile, ma se mi muore Red scrivo formale protesta agli autori.
eheh comprensibile!!!! Red è uno dei personaggi migliori, a mio modestissimo avviso, dell’intera serie.