
Sono poche le serie che possono vantare un salvataggio in extremis com’è accaduto a The Killing, fenomeno che non si è ripetuto una sola volta, ma ben due. Netflix ha deciso di darci la possibilità – in una distribuzione in blocco, com’è solita fare la compagnia – di dare un senso di chiusura al finale apertissimo e di enorme impatto che aveva caratterizzato la scorsa stagione.
Come abbiamo avuto già modo di vedere nella premiere di quest’anno, gli autori hanno preso la fortunata decisione di non accantonare sbrigativamente quanto accaduto con Skinner, cosa che avrebbe rischiato di azzoppare il personaggio di Linden, esempio di pregiata scrittura e superba recitazione. La donna, nonostante la sua esperienza e la sua capacità di saper mantenere il sangue freddo, è spezzata, disorientata, infranta in tante piccole schegge che è quasi impossibile ricomporre. Non solo il tradimento di Skinner si è rivelato in tutta la sua oscenità e crudeltà, ma adesso lei stessa è anche costretta a mentire e a ricordare. Ogni sparo è un sussulto, ogni sospetto è una ferita sanguinante.
I know women like you. You think by defying authority, you can get the respect you crave from your male colleagues. That’s not the way it works, Detective. Not in here, and not with me.

Ma Margaret Rayne non è solo questo. Non è solo una donna d’un pezzo, rigida e severa quanto i suoi abiti le impongono, ma una che si è perfettamente inserita nel mondo maschile senza dimenticare o rinnegare del tutto gli aspetti più evidenti del gentil sesso. Già ne avevamo avuto avvisaglie nello scorso episodio, ma anche qui ci conferma come agisca e pensi anche come madre nel tentativo di aiutare Kyle a gestire una situazione che avrebbe distrutto chiunque.
It’s like with lions. Now, when you tame them, you gotta put them on a pedestal.
You make them believe that they’re looking down on you, when all eyes are actually on them, and you’re the one who’s really in control.

Holder deve compiere l’ultimo passo, l’ultimo scatto evolutivo che gli manca ma di cui possiamo già vedere i prodromi: non è un caso, infatti, che ceda alla tentazione di comprare i cereali – cibo solitamente associato ad un’età infantile/adolescenziale – ma che alle sue spalle vi sia il reparto per neonati. Una sorta di richiamo, una sveglia per un Holder che ormai non può e non vuole più permettersi passi indietro.

Eppure non è tutto oro quello che luccica. Con un’ottima strategia narrativa, la certezza dell’estraneità di Kyle ci viene (in parte) strappata via dall’apparire della ragazza, le cui impronte digitali si trovano in ogni piano della “villa degli orrori” e le cui parole fin troppo esplicite lasciano immaginare che ci sia dell’altro che non ci è ancora dato sapere.
Anche questo secondo episodio, ancor più del precedente, ci pone di fronte ad un prodotto che avrebbe meritato molta più attenzione di quella che ha, purtroppo, ricevuto. Si tratta di una serie che riesce a scendere in profondità nell’animo preferendo seguire la via del silenzio, dei dettagli, delle tracce sottili. E così, sempre più vicini ad una conclusione che ormai è inevitabile, ci prepariamo all’ultimo apogeo che questa serie potrà regalarci.
Voto: 8 ½

E’ veramente un peccato che si chiudano qui le vicende di Linden e Holder. Insieme sono una vera forza, hanno una potenza scenica individuale e di coppia eccezionale, per non parlare anche della carica “comica” che sarebbe un errore considerare solo da parte di Holder – al netto delle tragedie personali, Linden è stata costruita con un ottimo potenziale ironico e si vede.
Non so come gestiranno questa vicenda in soli altri 4 episodi, però spero che sappiano mettere giù bene la storia perché purtroppo l’aspetto strettamente investigativo non è mai stato la punta di diamante della serie.
Oramai vedo Breaking Bad ovunque…
dopo la WW in gonnella in OITNB, i cold open di Utopia identici qui in The Killing l’atmosfera di ineluttabilità e di devastazione del percorso di vita dei personaggi non può non ricordarmi quella di WW e Jesse.
E mi basta questo per amare questa sottovalutatissima serie e questi sottovalutatissimi attori.