Le puntate che hanno seguito l’ottimo pilot di How to Get Away with Murder – l’ultima fatica di Peter Nowalk e Shonda Rhimes – hanno confermato le buone impressioni suscitate dal primo episodio, facendone probabilmente il prodotto più riuscito tra quelli del giovedì sera della ABC targato Shondaland.
La serie infatti, pur presentando più di un punto in comune con l’altra creatura di Nowalk e della Rhimes,Scandal – dalla caratterizzazione della protagonista femminile alla sapiente calibrazione tra trama orizzontale e verticale – sembra porsi come una versione più matura e raffinata della sorella maggiore, che giunta alla quarta annata sta iniziando a perdere qualche colpo. Rispetto a Scandal la serie, oltre a giovare della fisiologica freschezza della novità, trae beneficio dalla messa in secondo piano delle trame sentimentali e amorose in favore di quella mystery, oltre che dall’adozione di un ritmo narrativo sostenuto ma non frenetico.
Ciò che in queste puntate è riuscito a tenere lo spettatore incollato allo schermo (e i buoni ascolti lo dimostrano) è proprio l’ottima gestione dell’aspetto investigativo. Tramite l’espediente narrativo del flashforward gli autori danno vita a due poli d’interesse: alla risoluzione dell’omicidio di Lila Stangard si affianca difatti il mistero circa la morte del marito di Annalise, Sam, che vede in qualche modo coinvolti i protagonisti e che sembra essere collegato all’assassinio della ragazza. L’utilizzo del flashforward non brilla certo per originalità, ma la decisione di percorrere a più riprese gli stessi momenti, facendoci scoprire di volta in volta un dettaglio diverso della vicenda, risulta vincente e accattivante, soprattutto quando riesce a svelare particolari inaspettati (come ad esempio il fatto che Wes abbia mentito sul risultato del lancio della moneta). Il finale di “Smile or Go to Jail” dà un’accelerazione significativa in vista dell’incontro delle due linee temporali: la decisione di Annalise di difendere Rebecca segna infatti il definitivo coinvolgimento dello studio, e quindi dei protagonisti, nel caso. Ciò costituisce ovviamente un grande passo avanti verso gli eventi che porteranno alla morte di Sam, dimostrando come gli autori non siano intenzionati a diluire eccessivamente il racconto.
Questa rete di misteri, unita all’ottima gestione dei cliffhanger (pensiamo ad esempio al finale di “Let’s Get to Scooping”, in cui Annalise mostra al marito il cellulare di Lila: “Why is your penis on a dead girl’s phone?”) costituisce certamente il principale fulcro d’attrazione per lo spettatore, ma non per questo costituisce l’unico pregio dello show. Anche i casi della settimana infatti colpiscono per il loro taglio volutamente spregiudicato e antimoralistico: emblematico è l’inquietante caso di “It’s All Her Fault” in cui l’uxoricidio viene sfruttato per vincere la causa e il matricidio ignorato. Un po’ come per Olivia Pope, ma in maniera ancora più accentuata, anche per Annalise l’obiettivo è quello di difendere il cliente, a prescindere dalla sua colpevolezza, e ciò dona freschezza e originalità alle trame verticali.
L’unica nota dolente della serie è forse costituita dai personaggi. Se escludiamo Annalise, che si conferma una donna forte e carismatica ma al tempo stesso piena di debolezze, gli altri protagonisti risultano ancora abbastanza stereotipati e di conseguenza poco interessanti. Anche quelli a cui è stato dedicato maggior screen time, come Wes, Michaela e Connor, non riescono ancora a emanciparsi dai ruoli bidimensionali che sono stati attribuiti loro nel pilot, anzi l’approfondimento delle loro vite sentimentali sembra confermare e rafforzare questa impressione. Non è però da escludere che queste caratterizzazioni così definite siano volutamente tali e che siano in questo senso funzionali a dei futuri ribaltamenti e colpi di scena, come già alcuni momenti del flash forward potrebbero lasciare intuire.
Questa prima manciata di episodi conferma How to get away with murder come uno show dall’alto tasso di intrattenimento, che pur non brillando per originalità o qualità di scrittura riesce a colpire nel segno grazie alla sapiente rivisitazione in salsa legal drama del classico whodunit.
Voto 1×02 “It’s All Her Fault”: 7+
Voto 1×03 “Smile or Go to Jail”: 7,5
Voto 1×04 “Let’s Get to Scooping”: 7
Ottima serie fino a qui, io trovo che Connor sia il personaggio più interessante fino ad ora, soprattutto per il modo in cui viene affrontata la sua omosessualità, vale a dire fuori dai soliti schemi quando si tratta di questo argomento. Wes, al contrario, secondo me è troppo stereotipato, ma rimane comunque un personaggio gradevole, e il fatto di aver mentito sull’esito del lancio della moneta mi fa ipotizzare a una sua evoluzione nel corso dei prossimi episodi. Sono d’accordo sul fatto che smile or go to jail sia stato l’episodio migliore fino a qui, anche perché è quello che mi ha più intrigato nelle sequenze di FF. Un ultima riflessione la devo fare per il finale di let’s get to scooping
Citazione da AllGreen97:
Ottima serie fino a qui, io trovo che Connor sia il personaggio più interessante fino ad ora, soprattutto per il modo in cui viene affrontata la sua omosessualità, vale a dire fuori dai soliti schemi quando si tratta di questo argomento. Wes, al contrario, secondo me è troppo stereotipato, ma rimane comunque un personaggio gradevole, e il fatto di aver mentito sull’esito del lancio della moneta mi fa ipotizzare a una sua evoluzione nel corso dei prossimi episodi. Sono d’accordo sul fatto che smile or go to jail sia stato l’episodio migliore fino a qui, anche perché è quello che mi ha più intrigato nelle sequenze di FF. Un ultima riflessione la devo fare per il finale di let’s get to scooping
Il finale di let’s get to scooping, che mi ricorda leggermente i finali tipici di sons of anarchy, di quelli che ti mettono una voglia matta di vedere l’episodio successivo. Staremo a vedere, per adesso, in ogni caso, ottima serie (scusate per il commento in 2 parti ma ho premuto invio per sbaglio).
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Ottima serie fino a qui, io trovo che Connor sia il personaggio più interessante fino ad ora, soprattutto per il modo in cui viene affrontata la sua omosessualità, vale a dire fuori dai soliti schemi quando si tratta di questo argomento. Wes, al contrario, secondo me è troppo stereotipato, ma rimane comunque un personaggio gradevole, e il fatto di aver mentito sull’esito del lancio della moneta mi fa ipotizzare a una sua evoluzione nel corso dei prossimi episodi. Sono d’accordo sul fatto che smile or go to jail sia stato l’episodio migliore fino a qui, anche perché è quello che mi ha più intrigato nelle sequenze di FF. Un ultima riflessione la devo fare per il finale di let’s get to scooping
Il finale di let’s get to scooping, che mi ricorda leggermente i finali tipici di sons of anarchy, di quelli che ti mettono una voglia matta di vedere l’episodio successivo. Staremo a vedere, per adesso, in ogni caso, ottima serie (scusate per il commento in 2 parti ma ho premuto invio per sbaglio).