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Non è necessariamente un male sapere già come andrà a finire questa storia: avere già intuito, non solo da questi episodi ma addirittura dallo scorso season finale, che Alicia si candiderà – a dispetto di tutti quei poco convinti “I’m not running” –, non scalfisce minimamente la visione del percorso che si accinge a compiere. Soprattutto se si considerano l’inizio della quarta puntata e il finale della quinta, è possibile vedere sin da subito come i problemi in questa candidatura saranno più d’uno: non solo pratici, ma soprattutto morali ed emotivi.
6×04 Oppo Research


Le conseguenze peggiori di questo suo atteggiamento si riscontrano nel rapporto col fratello Owen, che reagisce come più o meno tutti farebbero sentendo la loro privacy invasa (e nemmeno per loro scelta), e soprattutto con Bishop. Il problema di quest’ultimo come cliente “ma solo per le attività legali” si è ormai già evidentemente scontrato con il fatto che questa divisione è sempre più labile, come Cary sa ormai benissimo; ed è curioso come sia proprio il sito messo in piedi da Bishop a convincerla (prima di scoprire che appartiene a lui, ovviamente) a candidarsi, rendendo Alicia forte di un sostegno che lei crede appartenere al popolo, e dunque con un risvolto morale ancor prima che economico. Questo, invece, non è che un altro modo per l’uomo di riciclare denaro sporco – e tangenzialmente avere un Procuratore di Stato tra le sue mani; tuttavia, la facilità con cui Alicia accetta questa scoperta getta un velo oscuro sui suoi comportamenti, ben lontani dall’essere moralmente ineccepibili come invece tutti vorrebbero.
Tra i primi tentativi di screditare la figura di Alicia – la rapidità con cui si arriva alla scena del controllo per guida in stato di ebbrezza è indice del fatto che ne vedremo delle belle – e alcuni bastoni tra le ruote posti da persone insospettabili – ma Kalinda davvero non poteva tacere con Bishop? –, la puntata scorre bene nonostante sia praticamente divisa a metà, e prepara ottimamente la strada per l’episodio successivo.
Voto: 7/8
6×06 Shiny Objects
Se c’è una cosa che questi due episodi hanno in comune è che in entrambi i casi riusciamo a vedere cosa avviene nella testa di un personaggio. Non è la prima volta che i King usano questo escamotage, ma se nel primo caso, nella puntata precedente, serve per farci immedesimare in Alicia – che, una volta scoperto del figlio Zach, fatica a non ripensare a quei giorni, a non immaginarsi cosa possa essere successo – qui lo scopo è tutt’altro.


Nella stroyline “candidatura di Alicia” si consuma invece uno dei momenti migliori non solo dell’episodio, ma di tutta questa prima parte di stagione. La scelta di Finn di supportare la donna si scontra con le esigenze del Governatore, e probabilmente anche con le sue malcelate gelosie; ma se Eli e Johnny discutono su motivazioni prettamente politiche e d’immagine, il confronto che si svolge tra Alicia e Peter è uno dei più duri visti fino ad ora, in cui scopriamo per l’ennesima volta come le vecchie ferite non si siano mai richiuse, e come, anzi, si stiano riaprendo proprio in occasione della “rinascita” della donna sotto un’altra veste. Non è un caso che ormai da puntate si continui a fare riferimento all’inizio, a quella famosa immagine da “brava moglie” che i King, partendo da Hillary e Bill Clinton, hanno deciso di usare come trampolino di lancio per questa serie.

È però evidente come il trauma da cui ogni cosa è iniziata sia tutto fuorché digerito, e colpisce come (a distanza di molto tempo) Alicia ancora utilizzi il tema delle prostitute per quasi ogni litigata con Peter: passano gli anni, si cambia, ma certi dolori non se ne vanno, e riemergono ogni volta che non ci si sente ascoltati, compresi o supportati; come se si fosse in credito a vita, il che forse non è la cosa più giusta del mondo, ma di sicuro è la reazione più umana che vediamo da Alicia da qualche puntata a questa parte.
Ecco che quindi l’arrivo di Peter esattamente quando lei sta per salire sul palco, le sue parole e lo sguardo che la donna gli dona rappresentano davvero la prima volta in cui Alicia si sente ascoltata e apprezzata, ma soprattutto in cui si sente la cosa più importante: non più la moglie struccata e distrutta a fianco del marito accusato di ogni nefandezza, ma la donna che si è ricostruita solo con le sue forze, e che proprio con queste è riuscita a ribaltare i ruoli, a riconquistare se stessa e la sua vita.

Voto: 7 ½
Note:
– Passa quasi inosservato il commento di Peter su Johnny Elfman nella puntata Oppo Research, ma vale la pena di riportarlo perché di certo getta un’ombra scura su questo personaggio:
Peter: “Oh, I heard he was in a motorcycle accident. Scar on his face or something like that.”
Eli: “I can’t see anything. Uh, I got to go.”
– È tornata la risata di Diane, quindi il mondo è come sempre un posto migliore.
– I King tornano con la loro satira sulle serie altamente simboliche e intricate (qui riusciamo a scorgere True Detective e Hannibal), ma anche sulle trasmissioni che passano ore e ore a parlare degli sviluppi di queste senza pensare a cosa la gente voglia davvero sapere. Vedere Alicia che cerca di evitare lo spoiler a tutti i costi e la sua espressione rassegnata quando non ci riesce sono, come sempre, un’aggiunta d’autore.
– “Yes, well, I don’t like my kids seeing who I sleep with. How could they get out in time for their abortions?” Una di quelle occasioni in cui capiamo perché Eli tema l’ironia di Alicia in pubblico.
– Seguite The Good Wife Italia su Facebook per gli aggiornamenti sulla serie.

Me n’ero persino dimenticato, ma l’escamotage narrativo dei due piani affittati da Diane/Will per espandere gli uffici della L&G nella quinta stagione e che adesso torneranno utili alla nuova Florick/Agos/Lockhart nella sesta è geniale! Senza quello, un personaggio riuscitissimo come David Lee e tutta la vicenda legata agli ormai ex L/G, sarebbero stati sprecati, mentre così gli amati siparietti comici legati ai dispetti tra i membri dei due studi rivali tornano prepotentemente di moda, e non vedo l’ora.
Della Tascioni, l’altro grande recupero, pensavo fosse solo un po’ strana. Anche qui non ricordavo minimamente che fosse presumibilmente affetta da una qualche forma di autismo o quale che sia la sua condizione debilitante, ma se ci fanno adesso il favore di inglobarla nel nuovo studio di Alicia/Diane (Carey lo vedo ormai prossimo a lasciare, per tornare con Lee), con lei nuove e salutari risate saranno praticamente assicurate.
Di Kalinda e delle sue amanti dal “complicato” passato non me ne potrebbe sinceramente fregare di meno. Ho letto che la Panjabi potrebbe lasciare a fine stagione e non mi mancherà: personaggio ed attrice secondo me sempre troppo sopravvalutati.
Dateci solo più Diane, più Alicia-bitch e più meta-telefilm, che TGW è ancora in gran forma!
PS: Sulla rec della 4×04 di “Homeland” i commenti mi risultano disabilitati, editate pure quando avete provveduto.
Ciao Namaste, grazie per la segnalazione! In fase di pubblicazione ci sarà scappato un “tick” involontario, ora abbiamo riaperto 😉
Penso anch’io che il trip nella mente della Tascioni non abbia dato i risultai sperati . Speriamo che chiudano qui questa parentesi imbarazzante. Adoro il personaggio, ma preferisco non sapere cosa cosa avviene nel suo cervello.
Non capisco perchè dici che il commento di Peter getta un ombra sul personaggio di Elfman. Io l’ho inteso diversamente. Peter lo ritiene uno sfregiato e Eli glissa sul fatto che invece è un manzo niente male…
@Namaste: ammetto di essere stata molto preoccupata nelle precedenti puntate dall’esclusione della L/G dalle varie storyline: è vero che non essendoci più né Diane né Will non è più la L/G che conoscevamo, ma far fuori due pezzi da novanta come Canning e Lee era pura follia, così come il farli diventare semplici avversari sporadici in tribunale. La questione degli uffici è invece perfetta, quindi sono molto contenta che l’abbiano ritirata fuori!
La vicenda “Kalinda e i suoi amanti” l’ho volutamente tenuta fuori.. un po’ perché in una recensione doppia inevitabilmente qualcosa viene tralasciato, ma un po’ – soprattutto – perché è diventata un personaggio secondario, che mi fa venire i nervi la maggior parte delle volte che la vedo perché penso a cosa era nelle prime due stagioni e non me ne capacito! Qui, poi, quando spiffera tutto a Bishop mi fa chiedere davvero a che gioco stia giocando.
@Momi: il commento di Peter è tutt’altro che estetico, esprime un fatto, cioè che da quello che lui sa Elfman ha avuto un incidente e ne è rimasto sfregiato, cosa che nessuno di noi può vedere sul suo volto. Io su due piedi avevo addirittura pensato che quello NON fosse il vero Elfman! Però ovviamente non so quale sia il motivo. Certo è che se avessero voluto far dire a Peter un semplice commento volto alla sua persona, non avrebbero usato una scusa come un incidente, il governatore non avrebbe nessun problema a dare a qualcuno del cesso a pedali XD
Vedremo in futuro! 😉
Darei un nove pieno solamente per il dialogo della quinta puntata in corridoio. Lo stesso, in cui, una ferita Alicia nella prima puntata dava uno schiaffo a Peter. Ah, che gioia vederla gridare contro il governatore, a cui si chiede un favore.
Che gioia quel “suck it up Peter”. Sono, ovviamente, d’accordo con la recensione, e non ho molto da aggiungere.
Leggendo il commento di Namaste ho però scoperto della forse-lasciata della Panjabi. Ho provato più gioia per quello che per tutte le stagioni di TGW. Attrice sopravvalutata, personaggio che non è mai cresciuto, voce talmente bassa che istiga alla violenza, recitazione abbastanza piatta. Non mi è mai piaciuta.
E poi, scusate una cosa, possibile che in sei lunghi anni questa non si è mai sciolta i capelli?
ahahaahha oddio ora che mi ci fai pensare, no! Credo li abbia sempre avuti legati!
Comunque è vero, l’attrice in sé e per sé non è ‘sto granché, ma te la ricordi nelle prime stagioni? Era una badass fatta e finita e anche quel tipo di atteggiamento ci stava bene.. poi l’hanno un po’ rovinata con quella storyline dell’ex marito e da lì non si è più ripresa.
Quando ho saputo che sarebbe uscita dal cast (se vuoi leggere la notizia la trovi qui https://www.seriangolo.it/2014/10/20/langolo-delle-news-1319-ottobre) non mi sono certo strappata i capelli dalla disperazione, ecco.
Sui capelli, dopo le prime due stagioni ho cominciato a farci caso, e da lì, diciamo, è diventato il mio The Good Wife – Game (anche perché sia al the walking game che al fanta game faccio abbastanza pena quindi me ne sono inventata uno io per risollevarmi il morale e ho acquistato una marea di punti!).
Per quanto riguarda le prime due stagioni io l’apprezzavo tantissimo il personaggio di Kalinda, proprio per la sua particolare caratterizzazione – continuando a non apprezzare l’attrice, sarei sciocca a non lodare comunque il personaggio scritto bene.
Mentre tutti però, chi più chi meno, è andato avanti, si è evoluto, ha seguito un percorso, sia lei che Cary non hanno trovato una propria strada – la storia secondo me, è stata fatta anche per l’esigenza di avere una storyline secondaria che attirasse l’attenzione dei telespettatori su questi big, mai veramente decollati dalle prime stagioni. Purtroppo neanche in tal modo non ci sono riusciti.
Purtroppo (purtroppo per la serie) sono d’accordo con te, sia su Cary che su Kalinda. Mentre però Kalinda è stata proprio un lento declino (ripeto, a partire dall’orrenda storia dell’ex marito che l’ha declassata da badass a rimbecillita), Cary ha fatto un po’ su e giù, e questo spiace perché secondo me ha molto potenziale come personaggio. Già dalla scorsa se non altro non è stato più sottoutilizzato, speriamo che in questa – con la questione Bishop – non se lo dimentichino di nuovo nel cassetto dei calzini spaiati
Sarà proprio questa questione di Bishop a farlo affondare come personaggio. Ora, ovviamente NON lo auguro alla serie, ma questa storia è più un pretesto per far cambiare il “I’m not running” che per dare a lui una vera storyline. In prigione o in altre situazioni Cary farà veramente poco, perché i King almeno secondo il mio modesto parere puntano ad una alleanza Alicia-Diane, almeno per questa stagione. Che è una cosa fighissima, per carità, ma va a discapito di altri personaggi. Attendo comunque con ansia la recensione del prossimo episodio, ho da dire molto su quello, specialmente riguardo Cary! 😀
Mmm per quanto riguarda la 6×05, vorrei far notare la similitudine con un altro episodio oltre quello iniziale! La scena in cui Alicia e Peter parlano è, secondo me, più una ripresa della volta in cui Peter annunciò la seconda candidatura! Solo che i ruoli erano invertiti! Per quanto riguarda gli episodi direi che, a mio parere, sono stati molto buoni, direi quasi >=8… e sono veramente colpito dal modo in cui Alicia progredisca nelle diverse stagioni, ma questa cosa un pò mi lascia pensare: man mano che prende il controllo della sua vita non diventa sempre meno vicina alla morale?