Dopo un’ottima stagione d’esordio, Silicon Valley torna sugli schermi di HBO con una doppia sfida: non tradire gli standard qualitativi a cui ci ha abituato e, al tempo stesso, far fronte alla prematura scomparsa dell’attore Christopher Evan Welch. .
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That’s just the kind of guy that Peter was: warm, generous and not disappointed in Snapchat.
In “Sand Hill Shuffle” il lutto reale si traduce in quello fittizio per la morte di Peter Gregory, dando vita a un efficacissimo cortocircuito meta-narrativo che si va ad inserire in maniera coerente con il percorso di Richard e dei suoi compagni, da sempre costellato da ostacoli e imprevisti. La dipartita di Gregory – personaggio fondamentale nell’economia della prima stagione – agisce da vero e proprio catalizzatore degli eventi e dei momenti comici della premiere, permettendo inoltre agli autori di dire addio al compianto attore senza rinunciare alla peculiare ironia che caratterizza lo show. Non a caso una delle sequenze più riuscite dell’episodio è proprio quella della cerimonia a lui dedicata, in cui l’ipocrisia e l’ego smisurato dei personaggi che popolano la Silicon Valley emergono in tutta la loro esilarante icasticità, prima con il cameo del CEO di Snapchat Evan Spiegel e poi con il monologo di Gavin Belson, culminante nel volo di colombe che fa da sfondo alla notizia della citazione in giudizio della Pied Piper.
A colmare il vuoto lasciato da Welch troviamo Suzanne Cryer che interpreta Laurie Bream, la nuova managing partner di Raviga. L’introduzione del personaggio costituisce l’unico vero passo falso di questa premiere, in quanto la sua caratterizzazione risulta troppo simile a quella di Gregory, ma priva del suo fascino e della sua originalità. Nonostante ciò Cryer rappresenta una gradita aggiunta allo scarsissimo cast femminile della serie, nella speranza che nel corso della stagione riesca a calibrare meglio il suo personaggio, rendendolo meno stereotipico.
We want less, a lot less actually.
Come già dimostrato lo scorso anno, lo show riesce a bilanciare molto bene la sua anima di comedy con una dimensione più riflessiva, quasi da racconto di formazione. Qualche settimana dopo la vittoria al TechCrunch Disrupt la Pied Piper è corteggiata da tutti i venture capitalist della Valle ma, come ci ricorda Javeed, mantenere il successo è molto più complicato che ottenerlo. Proprio grazie alla sua esperienza e ai consigli di Monica, Richard potrà imparare un’altra paradossale lezione sulle dinamiche della Silicon Valley, dove il negging tra start-up e investitori è di casa e l’offerta più alta non è sempre la migliore. Alla fine di questa premiere quello che è chiaro è che il percorso di Richard e della sua Pied Piper, pur essendo giunto a un momento di svolta, è ancora ben lontano dalla conclusione e continuerà a essere disseminato da ostacoli e compromessi. La scelta di prendere la strada più lunga (ovvero minori finanziamenti ma con migliori prospettive di crescita) unita alla causa intentata da Gavin dovrebbe riuscire a garantire alla serie delle solide basi su cui impostare il racconto.
I don’t want to live in a world where someone else makes the world a better place better than we do!
Anche sul versante propriamente comico questa premiere non delude le aspettative, nonostante la necessità di fare il punto della situazione e porre le basi per la nuova annata sia preponderante. A farla da padrone in questo senso sono i monologhi di Belson: si parla di quello sopracitato alla cerimonia in onore di Gregory ma anche di quello sull’imminenza del “Data-geddon”, un divertentissimo concentrato di distorto filantropismo che mette bene in luce l’assurdità della posta in gioco, senza mai scadere nel moralismo.
Naturalmente è ancora presto per capire se lo show riuscirà a bissare il successo della prima stagione: la dipartita di Welch è stata un duro colpo che, per stessa ammissione degli autori, ha radicalmente cambiato le carte in tavola, costringendoli a imprimere al racconto una diversa direzione. Al netto di qualche imperfezione, il team di Judge sembra aver affrontato al meglio questo ostacolo, rallentando la scalata al successo della Pied Piper e confermando la centralità del ruolo di antagonista di Belson. Ma ciò che più importa è che la satira dell’industria tecnologica – e più in generale di certi aspetti della contemporaneità –, vero cuore pulsante dello show, non sembra aver perso neanche un po’ della freschezza che abbiamo avuto modo di apprezzare fin dal suo esordio.
Voto: 7,5
Note:
– La serie è già stata rinnovata dalla HBO per una terza stagione.
Ragazzi vi seguo da moltissimo, colgo l’occasione per lasciare il mio primo commento applaudendovi per il grande lavoro che fate e per applaudire questaa grande serie che mi sta piacendo sempre di piu’. Inizio col botto!
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Ragazzi vi seguo da moltissimo, colgo l’occasione per lasciare il mio primo commento applaudendovi per il grande lavoro che fate e per applaudire questaa grande serie che mi sta piacendo sempre di piu’. Inizio col botto!
Ciao Andrea, grazie e benvenuto!