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La nuova serie, creata appunto da Robert Kirkman e Dave Erickson, è ambientata a Los Angeles durante i primissimi giorni della nascita dello strano virus che resuscita i morti. La storia si concentra su una famiglia molto particolare, dove una consulente scolastica – fidanzata con un insegnante divorziato – cerca di prendersi cura dei due figli, uno tossicomane e l’altra bellissima e molto brava a scuola. L’intreccio del dramma familiare si sposa con l’horror del franchise, in una puntata che regala momenti di vera tensione, come forse da troppo tempo non si vedono in The Walking Dead.
Ad un primo impatto, i creatori sono stati molto abili nel non ricreare il modus registico e stilistico della serie madre, ma hanno cercato di discostarsene il più possibile per rendere fin da subito questo prodotto il più autonomo possibile, per quanto i nomi che ci gravitano attorno (e, ça va sans dire, il titolo) permettano di fare.

Il suo fidanzato Travis Manawa è interpretato dal neozelandese Cliff Curtis, noto per i ruoli dei famosi film del suo paese d’origine (Lezioni di piano, Rapa Nui) e per qualche parte in pellicole più recenti; i figli sono i giovani attori rampanti Frank Dillane (Harry Potter e il Principe mezzosangue, Sense8 – figlio dell’attore Stephen Dillane) e la bella Alycia Debnam-Carey (The 100). L’affiatamento sembra esserci, anche se la prova del nove si avrà solo nelle prossime puntate.

Anche in questo caso, gli zombie sono resi molto bene visivamente, con un lavoro di trucco e parrucco (e effetti speciali) che non ha eguali nel panorama televisivo di questo genere. È molto interessante notare quindi le reazione della gente che sta per essere catapultata in un’apocalisse, creando un piacevole contrasto con quanto i fan di The Walking Dead sono ormai abituati a vedere, ovvero la più totale noncuranza verso l’orrorifico, ormai di compagnia giornaliera.
Anche l’ambientazione a Los Angeles è particolarmente azzeccata: anche qui il contrasto con la serie principale è netto, mettendo in contrapposizione gli ampi spazi della prima con l’estremo caos della megalopoli californiana, che sembra imbrigliare i sani in una morsa sempre più stretta a contatto con gli zombie.

L’operazione, almeno in partenza, è quindi riuscita: parlare sì di zombie, parlare sì della (quasi) stessa storia, ma staccandosi in maniera netta per quanto riguarda la scrittura, molto meno introspettiva e molto più d’azione. Certo, aiuta il fatto di avere solo sei episodi a disposizione (come fu per The Walking Dead), ma non era assolutamente facile far dimenticare per un’ora cinque stagioni in un colpo solo.
Detto ciò, Fear The Walking Dead inizia con il piglio giusto, regalandoci (forse) una mini stagione da fine estate tutta da gustare.
Voto: 7 ½

Non la vedo come te.Di sicuro ci sono stati ottimi momenti,ottima tensione ma su una puntata di un’ora, 30 minuti buoni sono lenti e noiosi.Va benissimo mostrare i protagonisti,va benissimo mostrare i lati prettamente psicologici di ognuno ma era proprio necessario stare metà puntata sui problemi di droga del ragazzo?E’ troppo presto per dare giudizi ma mi sembra che questo Fear parta coi pressupposti di Walking:lentezza!ho il presentimento che anche qui vogliano allungare il brodo a dismisura per fare 10 stagioni.Detto ciò io continuerò a vederlo anche se dovesse scag…ops cadere verso l’ignobile(a tratti)come la serie madre.Spero di essere smentito.P.S:lo so che non è il luogo adatto ma devo dirlo:il fumetto di Walking Dead è spettacolare!!!
Gli autori sono stati chiari è un family drama con sfondo horror.
Hanno già firmato per una seconda stagione quindi non c’era bisogno di partire col botto e hanno dosato bene presentazione dei personaggi e l’arrivo dell’Apocalisse.
In più non avranno la spada di Damocle del riferimento fumetto come c’è l’ha la serie madre con annessa critica dei lettori.
Mah, a me è sembrato un pilot che aveva quegli intenti, ma ha cannato nella rappresentazione. Se volevano fare un family drama ai tempi dell’apocalisse zombie, potevano pure sprecarsi a rendere interessanti, almeno un po’, i suoi protagonisti.
Abbiamo il figlio drogato, la figlia geniale, la madre boss e il compagno con i sensi di colpa. E il tutto è stato ripetuto così tante volte da annoiare allo sfinimento.
Va bene che vogliono provare a discostarsi dalla serie madre nell’ambientazione, va bene che il comparto tecnico è buono, ma se continuano con una sceneggiatura del genere, per me è assolutamente un no.
Come pilot non é stato un granché. Secondo me, almeno lo spero, punteranno su un climax ascendente per portare piu scene di tensione e zombie.
Volevo solo fare un appunto, secondo me il figlio drogato, pur avendo una storia gia vista,ha delle potenzialitá attoriali enormi..