
In questo senso, “New Captain” costituisce quasi una dichiarazione d’intenti, un manifesto della volontà degli autori per questa terza annata: una stagione che si prospetta ricca di novità, incarnate da una premiere che, al contrario di quanto successo con “Undercover”, prende la svolta del season finale scorso e la porta fino in fondo, sfruttando le potenzialità che una scelta del genere ovviamente offre.

Il capitano Dozerman, inoltre, riesce ad incarnare con successo le qualità su cui si basa il valore della serie stessa: l’originalità manca, è vero, ma la capacità di Goor e Schur di lavorare con temi ed archetipi così classici senza appesantire lo show si riconferma eccezionale, e l’ottima interpretazione di Bill Hader (noto ai più per la sua presenza nel Saturday Night Live) non è che l’ennesimo punto a favore.

A proposito degli sviluppi presentati in questa premiere, in ogni caso, si può dire che si tratta della solita gestione ormai collaudata dalla serie, che sfrutta espedienti e risoluzioni fin troppo abusati ma li rafforza con uno spirito comico e delle performance sempre convincenti; l’evoluzione della storyline, inoltre, si limita al solo episodio presentato, costruendo un arco che non suggerisce una connessione immediata con il futuro (lasciare la scoperta degli altri ad un’altra puntata forse sarebbe stato meglio) e che, quindi, pecca come al solito della mancanza di una conclusione adeguata e d’impatto.

In ogni caso, è perlomeno lecito domandarsi se questa condizione di isolamento verrà mantenuta per tutta la stagione, con il rischio di minare l’omogeneità dell’intero cast (forse il punto di forza per eccellenza dello show) e di continuare a puntare sulla rivalità con la Wuntch, che, per quanto sia un ottimo personaggio, ha ormai esaurito quasi tutto il suo potenziale nella ben gestita storyline riservatale nella scorsa annata. Tuttavia si tratta, con tutta probabilità, di perplessità che non hanno senso di esistere, vista l’apparente natura passeggera di questa situazione, in cui la successione di nuovi (e pericolosi) capitani sembra essere solo una piccola parentesi per la serie, una pausa in attesa del ritorno del personaggio di Braugher.
Brooklyn Nine-Nine, quindi, torna con una premiere nuova e spiazzante, che fa proprio della trasformazione della serie il suo punto forte. Prevedere in che direzione porterà questa scelta non è per nulla semplice, ma per ora non si può che premiare questo inizio di stagione per gli inevitabili rischi che sta correndo, considerando che la fiducia in due autori come Dan Goor e Michael Schur è, in genere, difficilmente mal riposta.
Voto: 7/8

“I hope it wasn’t a mistake.” “ ‘I hope it wasn’t a mistake’, title of your sex tape? Title of OUR sex tape!” Best quote of episode.
Bella recensione, sostanzialmente d’accordo con tutto quello che hai scritto Pietro. Vediamo quando durerà questa gag del nuovo capitano, sperando che nel caso duri più di un paio di episodi riesca sempre ad essere fonte di divertimento e non stanchi perso.
Per me Holt e Gina rientrano entro il terzo/quarto episodio 😉