Crearsi delle aspettative su Baskets non era per nulla facile: i nomi coinvolti, Louis CK e Zach Galifianakis, facevano ben sperare, certo, e le comedy FX si sono sempre dimostrate delle ottime scelte. Non era chiaro, però, che tipo di racconto aspettarsi, e lo stile di questo pilot ne dichiara fin da subito la natura unica e personalissima.
In questo senso, la prima sequenza non può che fare da esempio: si assiste ad una lezione in una scuola per clown a Parigi, in cui né lo spettatore né tantomeno il protagonista riescono a capire le parole del professore. Si tratta di una situazione ai limiti dell’assurdo, in cui Galifianakis si muove con la naturalezza e la goffaggine che lo rendono un personaggio divertente e un po’ triste allo stesso tempo; lo stesso effetto, insomma, a cui i clown sono generalmente associati.
Non stupisce quindi la scelta di raccontare la surreale vita di un uomo di nome Chip Chip Baskets, aspirante clown di professione che vuole passare per il nome più elegante di “Renoir”; fin da subito la scelta di questo genere di storia si adatta perfettamente allo stile scelto, che deve moltissimo alla comicità sperimentata in Louie e alle grandissime doti attoriali di un interprete come Galifianakis, che già in Birdmanaveva dimostrato le sue capacità recitative. La scrittura di Louis CK, in particolare, emerge nel delineare delle situazioni che vengono normalmente accettate pur risultando del tutto assurde ed impossibili, creando un’atmosfera buffa e surreale allo stesso tempo: un esempio su tutti è la madre di Baskets, interpretata da un uomo ma non per questo ridotta ad una macchietta demenziale, come se il sesso di chi la interpreta fosse qualcosa di solo marginalmente rilevante per la narrazione.
Così facendo, insomma, la serie si presenta come qualcosa di unico, caratterizzato da uno stile che mischia la risata ad elementi più seri con un’abilità innegabile, tanto che è impossibile scindere l’anima drammatica da quella comica di ogni scena senza privarla della sua identità. Ed è così che in questo pilot l’obiettivo di Baskets è quello di trovare 40 dollari per pagare l’abbonamento HBO della moglie francese che non lo vuole, mentre di giorno è costretto a scappare da tori impazziti che cercano di ucciderlo per una paga a dir poco ridicola; gli spunti ci sono sia per una serie comedy che per un drama più spinto, e Galifianakis e CK non hanno intenzione di abbandonarne nessuno, sfruttando qualsiasi situazione per sperimentare una comicità goffissima ed interessante.
Non è un tipo di risata adatto a tutti, sia chiaro: lo stile così unico non fa che rendere Baskets una serie indirizzata ad un pubblico ristretto – lo stesso pubblico, per intenderci, che continua a seguire Louie (che, per ora, è in pausa a tempo indeterminato) e a divertirsi con le sue risate melanconiche e ben studiate. È invece piuttosto facile che chi cerca la risata sguaiata o le punch line delle comedy più “vivaci” rimanga deluso, vista la natura così ibrida del prodotto in questione.
Ma forse è proprio questo che rende la scelta di FX di investire in uno show del genere ancora più curiosa: si tratta di una serie che non cerca molti compromessi, ma sviluppa una personalità che premia la voglia di assistere a qualcosa di nuovo, di sperimentale, che per ora – diciamolo – funziona alla grande. Alcune trovate sono anche piuttosto banali, ma è lo spirito che caratterizza la narrazione a renderla sempre convincente, sempre fluida e coerente con se stessa. Il personaggio di Galifianakis, inoltre, si presenta fin da subito come qualcosa di interessantissimo, tragico e buffo allo stesso tempo, capace di declinare lo stile comico dell’interpretazione di Louis CK senza, tuttavia, ricalcarlo in tutto e per tutto; convince, insomma, il fatto che l’influenza di Louie venga sfruttata solo come trampolino di lancio, e non come esempio da imitare ed emulare. Baskets sembra voler cercare un’identità tutta sua, che potrà convincere o meno, ma che per ora sembra essere indirizzata verso la direzione giusta.
Quelle che emergono da questo pilot sono quindi impressioni più che positive: la nuova serie FX è ancora in fase di definizione ed è sicuramente prematuro esprimere un giudizio certo dopo soli 25 minuti, ma per ora le idee presentate non possono che convincere per la loro freschezza ed originalità. L’impostazione così particolare dello show non lo rende certo adatto a macinare grandi ascolti, ma è anche per questo che Baskets si presenta come qualcosa di unico nel suo genere, capace di innovare il panorama televisivo e – si spera – di lasciare il segno, viste le potenzialità espresse con questo promettente primo episodio.
Ottima recensione Pietro. Hai colto perfettamente lo spirito della serie e le qualità che possono potenzialmente renderla una delle migliori novità dell’anno. Staremo a vedere.
Per i fan di quello straordinario performer di Galifianakis consiglio la trilogia di The Hangover, Due Date, The Campaign e Are You Here (diretto da Matthew Weiner).
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