

Proprio la natura stessa dello show, che più che narrare una storia racconta un ambiente con i suoi legami sociali e familiari che formano un mondo finzionale completo, la rende potenzialmente prolungabile all’infinito, quasi come fosse la versione irriverente e cruda di una soap opera. E parte della natura “infinita” di Shameless sono senz’altro gli infiniti problemi che si trovano a fronteggiare i suoi protagonisti e comprimari, problemi che sono da una parte legati al tessuto sociale in cui la serie è ambientata (in cui i guai, specie di ordine economico, sono la normalità) e dall’altra alla natura di trouble maker dei personaggi stessi.
Queste potenzialità di lunghissima durata si sono quindi tradotte in ben 6 stagioni (con una settima già confermata) che con alti e bassi hanno retto più che dignitosamente allo scorrere del tempo, all’evoluzione dei caratteri e anche alla crescita fisica e psicologica dei fratelli Gallagher, che hanno iniziato la serie adolescenti o bambini e si stanno trasformando in adulti sotto i nostri occhi. Il maturare dei personaggi che conosciamo è uno dei motivi per cui gli spettatori sono così affezionati a questa serie, perché per molti di noi ormai i Gallagher insieme ai loro vicini e amici sono una seconda famiglia con cui empatizzare e a cui interessarci, vivendo insieme a loro gli stravolgimenti eccessivi, divertenti o drammatici, delle loro pittoresche esistenze.
Hold on. I can get a loan?

Gli anni sono effettivamente passati e non è possibile pensare a uno show che per sempre possa ruotare intorno al tavolo della colazione e a Fiona, motivo per cui la storia si deve evolvere (in effetti lo sta già facendo, nettamente, già dalla scorsa stagione) e portarci, lentamente ma inesorabilmente, verso la logica conclusione che i Gallagher non potranno sempre stare insieme ma sono destinati a vivere vite indipendenti.
All’inizio era stato il college per Lip, la strana convivenza a 4 di Ian a casa di Mickey e il matrimonio di Fiona. Quest’anno, nonostante momenti come quelli dello scorso episodio in cui gli eventi avevano portato alla riunione e collaborazione tra i fratelli, il legame si allenta ulteriormente stabilendo nuovi equilibri e creando i presupposti per separazioni che potrebbero essere ancora più nette e definitive.
Fuck that house, and fuck your God damn dead beat family

Questo accade perché per una serie corale come questa le unità di spazio sono uno strumento narrativo fondamentale in grado di dare allo spettatore quella sensazione di familiarità che, come si diceva sopra, è forse la principale ragione dell’affezione verso lo show. Ma succede anche perché, a livello di plot, casa Gallagher è sempre stata (anche se ha gradualmente perso la sua centralità di stagione in stagione) una certezza rassicurante nel caos generale per i personaggi, un approdo sicuro nel mare in tempesta delle difficoltà con una valenza tanto più fondamentale se si considera il significato simbolico ambivalente della casa nella cultura americana.
Una casa che è simbolo di radici e di famiglia (non per niente parliamo di una famiglia irlandese, dunque da questo punto di vista più tradizionale e vicina agli standard europei rispetto alla media americana) e rappresenta quindi specialmente per Fiona l’unico veicolo per preservare il precario equilibrio della vita. Una casa che però è anche sempre precaria, non è mai davvero posseduta ed è sempre fonte di preoccupazioni tra affitti e cambi di proprietà; fin dall’epoca di Jimmy il luogo in cui vivere è stata una delle grandi problematiche di Shameless, cresciuta anche solo in potenza con l’avvento della gentrification (spettro nella scorsa stagione, realtà in questa) che ha investito il quartiere come uno tsumani sociale.
“You just got out of juvie and you have three thousand dollars?” “heh YEAH”

Ma soprattutto, creerebbe i presupposti per dare alle singole storyline una forma indipendente, danso soprattutto a Lip e Ian il giusto spazio sempre più necessario per effetto della loro crescita fisica e psicologica, ma anche utile a sviluppare le loro potenzialità come personaggi. Perché se le dinamiche legate strettamente a Fiona (sempre meno investita del ruolo di madre e sorella e sempre più donna, tanto più con un figlio in arrivo) sono già sviluppate in un filone della storia che tocca soltanto in modo marginale gli altri membri della famiglia, e Frank ha sempre avuto un ruolo a se stante che spesso è stato il traino degli sviluppi più interessanti e divertenti di Shameless, ora è ai due fratelli maggiori che si rivolge l’attenzione come fonte di una potenziale nuova era.
Sorry if I was a bore.

Per Lip invece, già separato dal proprio ambiente e dalle storie della famiglia grazie alla vita universitaria, sarà forse la storia con la professoressa il momento che darà una svolta alla sua eterna ambivalenza tra casa e futuro, tra le radici proletarie e la brillante carriera che gli si prospetta. La relazione è uno dei plot ereditati dalla scorsa stagione che sembravano avere poco da dire, ma in realtà si sta rivelando interessante. Certo, è la più stereotipata delle storie di differenza d’età, con tutte le ovvietà legate al partner maturo che insegna all’altro a “vivere” e il più giovane che trasmette al più cinico e adulto una nuova fiducia nella vita e nei sentimenti; ma, pur coi suoi limiti, potrebbe essere la spinta necessaria per un Lip che necessita di fare i conti con la vita adulta e sviluppare una maggiore capacità di autoconservazione ed egoismo.
Lip ha sempre avuto un debole per le donne “da salvare”, probabilmente in virtù della propria superiorità intellettuale e morale rispetto al suo ambiente; ma questa non è una ragazzina da proteggere o una bambina da crescere, è una persona adulta con cui relazionarsi tenendo conto dei problemi e delle difficoltà della relazione presente e anche delle esperienze passate. Da un rapporto del genere potremmo veder uscire un Lip radicalmente cambiato, nel bene o nel male.

Voto: 7

Non so. Temo di essermi un po’ disamorata di Shameless. Perché se è vero che i momenti puramente “shameless” funzionano sempre, come quelli di Kev e soprattutto quelli di Frank e Debbie, è pur vero che per me le storyline “serie” che riguardano Lip e Fiona non funzionano granché.
La storia di Lip con la prof finora la trovo banale e molto poco interessante, e la storia di Fiona col surrogato di papà mi dà i brividi.
Vedremo come gestiranno la faccenda della perdita della casa.
Non è che si trasferiranno a casa di Yannis? Comunque, per ora giudizio sospeso in attesa di ulteriori sviluppi.
Ciao Teresa, sono abbastanza d’accordo con te sul fatto che Shameless ha sicuramente superato da almeno un paio di stagioni il suo picco creativo (anche se Ian e Mickey la stagione scorsa hanno regalato momenti molto intensi). Potenzialmente è una di quelle serie che possono andare avanti per sempre, complice anche la crescita fisica dei personaggi, ma le dinamiche non sono più le stesse.
Sono d’accordo anche su Fiona che ormai secondo me come personaggio deve subire un’evoluzione forte altrimenti si spegnerà, non se ne può più dei suoi poligoni amorosi. Meno su Lip, perché per quanto la storia con la prof sia, come ho scritto anch’io, un cliché, spero apra la strada a un percorso nuovo per Lip in sé. Tutto sommato io continuo ad essere affezionata a tutti, e a seguirla, aspetto la fine della stagione per capire se ho fatto un investimento giusto 😉