Per quanto a Shamele
Sono passati sei anni dagli esordi di Shameless, due da un’acclamatissima quarta stagione, durante la quale ci chiedevamo, un po’ sorpresi e un po’ indignati, come fosse possibile che un prodotto simile e i suoi interpreti non venissero insigniti di meritatissimi premi (o perlomeno considerati per la vittoria).

Last week you wanted me to bang Tyler, now his wife. I’m not that kind of person, Frank.


Tratto comune nelle donne di Lip è il loro essere mentalmente stimolanti: se Karen era solo folle, in Amanda follia ed intelligenza convivono, mentre Helene, donna colta, acuta ed emancipata, è il culmine naturale del processo. Per Ian il mezzo attraverso cui rapportarsi con un altro uomo è il corpo, a partire dalle squallide sveltine nel retrobottega di Kash, passando per l’amore tossico e violento con Mickey fino a questa relazione più borghese e nuova con Caleb (sono le battute sui baci ad aprire il parallelo e a mostrare l’evoluzione rispetto alla storia con Mickey che, in occasione del loro primo rapporto sessuale, aveva detto “Kiss me and I’ll cut your fucking tongue out”).
Nonostante una certa prevedibilità dell’intreccio, la gestione di Ian genera numerose perplessità riguardanti la coerenza del personaggio. Accantonato improvvisamente il problema bipolarismo – a questo punto più che farsi domande sul perché sia scomparso bisogna chiedersi quando tornerà – , anche Mickey sembra essere stato dimenticato troppo facilmente in una sorta di “seinfeldiano” reiterarsi di disgrazie senza visibili conseguenze sui protagonisti.
Can I stay here tonight?

I soldi di Carl erano sempre stati la soluzione più semplice ma necessitavano, per essere accettati, della disperazione di Fiona e del contemporaneo desiderio di Carl di tornare a far parte della propria famiglia. In questo contesto si inserisce – fin troppo bene visti gli esordi – la figura di Nick, protagonista di una delle scene più disturbanti dell’intera serie; il probabile omicidio compiuto dal ragazzone mette Carl di fronte ad una realtà adulta che non è ancora in grado di affrontare. L’interpretazione di Ethan Cutkovsky che va da Sean in cerca di un posto in cui stare è profonda, emozionante e ci mostra un Carl vulnerabile (come lo era stato anche nel confronto con i rifugiati a casa di Kevin e Vee) che ha bisogno dell’appoggio di Fiona tanto quanto lei ha bisogno dei suoi soldi.
Shameless ha spesso avuto un rapporto conflittuale con i concetti di reale, realistico, vero, verosimile: ha sempre avuto la tendenza a prendersi libertà di tipo narrativo, concentrando i propri sforzi nel rendere il più possibile verosimili personaggi aventi caratteristiche poco realistiche (vedi Frank) e che si muovono in un mondo più artefatto che reale. Il rapporto di noi spettatori con i Gallagher è mediato dalla percezione che abbiamo di loro, da quanto veri riescono a sembrare. Probabilmente l’altro motivo per cui Shameless non è più il prodotto stupendo che era due anni fa va ricercato nel logorio di questo rapporto, fiaccato da un anno e mezzo in cui troppe volte è stata richiesta la sospensione dell’incredulità. “NSFW” si mantiene nel limbo, riuscendo, in certi momenti, a ricordarci perché abbiamo così tanto amato la serie. Per usare le parole di Andy Greenwald: “Quando gli show sono giovani, li portiamo sulle spalle come bambini in una parata. Quando inciampano, li accompagniamo al traguardo come maratoneti con la caviglia slogata”. Tutto sommato Shameless si è guadagnata il diritto di essere accompagnata ancora per un bel tratto.
Voto: 6+

E niente, questa puntata non va che a confermare tutto ciò che viene detto sulla parabola discendente di Shameless. Sebbene ci siano degli spunti interessanti, tipo l’uccisione del bambino da parte dell’amico e Carl e il suo conseguente riavvicinamento alla figura di Fiona, le altre storyline rasentano il papetico. La scenetta tra Fiona e Gus è una delle scene più fastidiosa e vistosamente costruita di tutto Shameless atta solomente ad aumentare il carico di drammaticità sulle spalle di Fiona. Con quella scena siamo tutti portati ad odiare Gus ma quel poveraccio in fondo ha ragione, perché concludere (probabilmente) la sua storyline in quel modo? Per non parlare di Ian, lo stereotipo del pompiere gay e dell'”appuntamento” è ai limiti dell’omofobia. La crescita individuale di Lip è ferma ormai da diverse stagioni e questo rapporto con la professoressa, per come è stato trattato, non dice niente.
Ps. Forse il fatto che gli sceneggiatori siano a corto di idee lo si può notare da un PALESE indizio. Il fatto che abbiano fatto nuovamente adottare dei bambini a Kev e Veronica per risollevare la loro debole e forzata storyline.
A me questo episodio è piaciuto abbastanza. Già dal precedente, si è delineata quella che credo sarà la direzione finale della stagione: i Gallagher che prendono strade separate.
Fiona che dice che non vuole essere più la madre dei suoi fratelli, ma solo la sorella, e che sta costruendo qualcosa con Sean; Ian e Lip sempre più autonomi; e Debbie che per ora occupa la quota shameless, quindi si vedrà.
A proposito di Debbie, vorrei dire una cosa che riguarda la recensione: è strano come chi l’abbia scritta si sia soffermato sulla mancanza di profondità (a parer suo) nel trattare la maternità della ragazzina, e invece poi abbia ignorato l’aborto di Fiona.
Posso dire una cosa? Credo che un recensore donna non l’avrebbe fatto. Su certi argomenti, le sensibilità sono diverse tra uomini e donne.
Comunque, l’aborto di Fiona secondo me è stato trattato bene. Grande Emmy Rossum mentre era su quel lettino, la sua faccia mi ha fatto “vivere” la cosa. E poi neanche una parola da parte del personaggio sull’aborto, ma alla fine un crollo tra le lacrime che è un po’ per tutto quello che le è successo. Coerente con quello che è sempre stata Fiona, e coerente con Shameless, che quando si tratta di temi importanti non si sbrodola mai addosso, e sa esibire un’asciuttezza che non ti aspetti.
Tornando a Debbie, secondo me per ora non c’è alcuna profondità da aspettarsi da una ragazzina di 13 anni, che vive questa cosa come un’eccitante avventura.
Per quanto riguarda Lip, spero proprio che la storia con la prof sia archiviata. E’ stata brutta e inutile. Vorrei invece che si approfondisse il suo rapporto col prof ubriacone, che mi sembra molto più interessante, e che può portare buoni sviluppi.
E per concludere voglio dire solo: Sherilyn Fenn! La nonna di Chuckie è la mitica Sherilyn Fenn di Twin Peaks! Possibile che nessuno l’abbia menzionata? ragazzi, mi cadete sui fondamentali 😛
Nulla da eccepire sulla mia limitata sensibilità maschile. E faccio mea culpa anche per essermi dimenticato della scena dell’aborto: è stata toccante ma al momento di scrivere la recensione l’ho completamente rimossa.
Parlando di Debbie, non è il personaggio che deve avere profondità (è vero, ha solo tredici anni) ma sono gli autori che dovrebbero affrontare il tema con maggiore attenzione. Si tratta comunque di sensazioni, ancora non sono il legittimo possessore della Verità.
Per quanto riguarda il professore alcolizzato, io lo lascerei per strada, è soltanto un Frank più in alto nelle gerarchie sociali (anche fisicamente è uguale).
Ma dire che il prof e un Frank più in alto non è assolutamente vero. Per Lip quel prof oltre ad essere un mentore è anche una figura paterna, ovvero tutto il contrario di ciò che Frank è sempre stato. Inoltre il rapporto fra i due è costruito in modo veramente buono e forse sarà proprio lui ad indicare la strada definitiva per il più grande dei maschi Gallagher
Grande Emmy Rossum mentre era su quel lettino, la sua faccia mi ha fatto “vivere” la cosa. E poi neanche una parola da parte del personaggio sull’aborto, ma alla fine un crollo tra le lacrime che è un po’ per tutto quello che le è successo. Coerente con quello che è sempre stata Fiona, e coerente con Shameless, che quando si tratta di temi importanti non si sbrodola mai addosso, e sa esibire un’asciuttezza che non ti aspetti.
Perfetta Teresa