
Quello che viene dopo, e il punto in cui ci troviamo ora, è qualcosa di diverso, certamente non all’altezza del “prima”; tuttavia si presenta come una naturale prosecuzione che non inficia quanto fatto finora, capace di regalare ancora momenti di illuminante ironia senza togliere dignità e profondità ai personaggi e alle loro storie. Chi di serie ne guarda in quantità sa benissimo quanto tutto questo non sia scontato: molto spesso più in alto si è in grado di arrivare e più la caduta rischia di essere rovinosa.
Questo quintultimo episodio continua a tirare le fila che preparano alla conclusione definitiva della serie, portando tutti i personaggi verso una meta che sembra avere il focus su tutte quelle questioni che hanno costituito parti importanti nella vita dei protagonisti, a cominciare da Alicia e Peter.
I want a divorce.

Anche se il tempismo suggerirebbe il contrario, la piazzata da bullo di Peter nei confronti dell’affascinante investigatore ha davvero poco a che fare con la decisione di Alicia, ma è solo per lei il pretesto ideale per esternare una decisione già matura da tempo. La Florrick conosce bene l’uomo che ha sposato: lo sa dalla prima scena del pilot che la vede affranta accanto al marito fedifrago davanti ai riflettori. In questi sette anni l’evoluzione è stata costante, l’emancipazione è arrivata da tempo; quello che ancora mancava era l’accettazione che il destino di quell’uomo così diverso da lei non solo non la riguarda più, ma non le interessa neanche. E lo sguardo dell’avvocato nel pronunciare quella frase dice esattamente questo: non mi importa più di te.
One last favor.

La risposta di Alicia nel quadro d’insieme è forse poco significativa rispetto al suo futuro in ogni caso finalmente libero da quel matrimonio, ma il rifiuto forse più della stessa proposta di divorzio significherebbe chiudere la storia con un taglio definitivo, netto, quello che Peter si merita e che ancor più si merita Alicia. Non una vendetta, ma la rottura di uno schema tanto comodo per lui quanto ormai privo di senso per lei.
I like being a lawyer. That can be fun. But this isn’t. I’m not good at it.
Le questioni riguardanti gli altri personaggi risultano più tiepide rispetto all’intensità dedicata alla protagonista. Ci si avvicina alla conclusione con meno cura, a differenza di quanto accadeva nelle stagioni precedenti che hanno sempre visto tutti i protagonisti muoversi all’interno dei propri spazi, perfettamente incastrati ma allo stesso tempo indipendenti dalla vita di Alicia.

Cary invece capisce di non essere fatto per quel mondo di continue guerre e di arrivismo, in cui l’ambizione senza limiti è più importante delle competenze e capacità professionali. Cary è un ottimo avvocato, ma questo non è mai stato abbastanza, e non possiamo non essere felici di vederlo finalmente accettare la realtà e decidere cosa è meglio per lui. Sognare davanti al computer splendidi paesaggi esotici è soltanto un interessante escamotage per sottolineare la sua distanza interiore da tutto quello che lo circonda, la sua volontà di non trasformarsi in un come David Lee o suo padre, ma neanche come Diane o la stessa Alicia.

Unmanned costituisce un buon episodio nel complesso, importante negli sviluppi e dal ritmo all’altezza del progetto in cui è inserito. Il caso della settimana, con il ritorno di Anna Camp, affronta il tema del trade off privacy/sicurezza con il solito punto di vista originale, ma nulla di memorabile. Manca il guizzo, la libera e perfetta coesione di storie diverse a cui eravamo abituati; eppure gli elementi per aspettarci molto dalla volata finale ci sono tutti. Non ci resta che sperare che i King stiano tenendo il meglio per regalarci un finale non solo da lacrime, ma anche da applausi: The Good Wife non si merita nulla di meno.
Voto: 7
– Seguite The Good Wife Italia su Facebook per aggiornamenti sulla serie.

TGW mi mancherà davvero tanto. A dispetto del calo rilevato nella recensione, rimane una delle poche serie delle quali mi godo ogni singola scena.
Tutto bello, ma vogliamo dire che la chimica tra Alicia e il bell’investigatore e’ sottozero? Dai, la relazione con Will era credibile e ben recitata. La relazione con Jason puzza di plastica hollywoodiana lontano un miglio. Un po’ perche’ la chimica tra i due attori e’ zero, un po’ perche’ il personaggio di Jason e’ poco credibile – il classico cliche’ dell’investigatore dal passato turbolento e poco chiaro, di cui nulla viene pero’ spiegato e il badass lascia spazio alla brava persona nella recitazione. Per un personaggio cardine decisamente una pessima caratterizzazione. La sua relazione con Alicia fa traballare l’intera stagione.