
Per evitare una grossa crisi all’interno del Congresso, le due parti politiche in causa (ovviamente Democratici e Repubblicani) hanno solo bisogno di una cosa: usare il cervello. Con un’alleanza e uno scambio di favori dell’ultimo minuto potrebbero salvare centinaia di posti lavoro; la situazione sembra sbloccata, quando invece una razza aliena farà la sua comparsa mangiando il cervello delle parti in causa e riportando tutto al caos iniziale.

E poi, ovviamente, c’è l’horror: un genere visto però con un particolare occhio, più simile a quello demenziale di Mars Attacks! che non a quello che punta davvero all’inquietudine. Una scelta ponderata e giusta, se pensiamo che il progetto nasce principalmente come una comedy sui generis.

In questo primo episodio bilanciano perfettamente tutti i generi che vogliono mescolare, senza forzare troppo la mano ma soprattutto senza far scadere tutto nel trash, grande rischio della vigilia pronosticato da molti. Invece il risultato sono quaranta minuti godibili, a tratti divertenti e a tratti inquietanti, che lasciano lo spettatore con un amaro sorriso sulle labbra, forse sperando che tutta l’assurdità che sta dietro certe scelte politiche sia davvero frutto di una razza aliena che fa espellere il cervello dalle orecchie per assoggettare la vittima.
Anche la scelta del cast sembra essere andata a buona fine: certo, con una serie così particolare è difficile dare dei giudizi dopo una sola puntata, ma i protagonisti hanno già dato prova di essere calati nel ruolo. Su tutti, Mary Elizabeth Winstead, la vera e propria protagonista, ha una mimica facciale adatta sì alle comedy ma anche a un ruolo più serio, e l’attrice riesce a mescolare le due anime perfettamente. Anche Danny Pino, dopo i molti ruoli in serie poliziesche (Law & Order, Cold Case), riesce a calarsi nel personaggio di Luke Healy, politico senza pelo sullo stomaco che deve risolvere la gravissima crisi in atto.
I King sono bravi anche a costruire il tormentone della serie, che già spopola su YouTube: You Might Think, canzone degli anni ’80 preferita dalla razza aliena, che permea tutto il primo episodio avvisandoci che qualcosa di poco intelligente sta per succedere. La scelta della spensieratezza e libertà di quegli anni – racchiuse molto bene in questa divertente canzone – sottolineano ancora una volta come spesso decisioni importantissime per una nazione (ma anche per il mondo intero) vengano prese con una leggerezza d’animo che forse dovrebbe essere accantonata per un attimo, usando di più il cervello.

Se siete fan di comedy particolari – non solo basate sulle risate, ma anche su un tipo diverso di intrattenimento – date un occhio a questa prima puntata: non sappiamo se continuerà su questi livelli, ma se il buongiorno si vede dal mattino, potrebbe rivelarsi un perfetto e fresco guilty pleasure per tenerci compagnia nell’estate che abbiamo davanti.
Voto: 7

da non perdere il Previously on… dalla seconda puntata