
I’m 27 and I’ve got a six-figure salary at the biggest clongomerate in history, and I’m just getting started. That’s who I am.

La scelta del casting di scritturare attori con occhi grandi e sporgenti sembra una riflessione scherzosa, invece è stata particolarmente azzeccata: la regia fatta di primissimi piani (e di figure spesso decentrate nell’inquadratura) danno quel giusto senso di disagio che stanno provando in quel momento i protagonisti, messi alle strette e in un angolo, osservati in modo implacabile e giudicati per le loro azioni.
Perfetto per inquadrare il cambiamento della bionda è il dialogo che sostiene con un amico di suo padre al bancone del bar, dove non esita a rispondere per le rime, rinfacciando la sua posizione lavorativa e il suo stipendio a sei cifre: una cosa che l’Angela che abbiamo conosciuto non avrebbe mai fatto, ma che ormai è stata forgiata per dire bugie e lanciata verso una vendetta che non vede l’ora di portare a termine.

“Benvenuto nella tua vita, non c’è modo di tornare indietro” sono le prime parole della canzone e fanno accrescere l’ansia per un destino che sembra già segnato per tutti, specie per Elliot, che anche non comparendo mai in questo episodio è sempre in qualche modo presente a incombere con le sue scelte sulla vita degli altri protagonisti.
“I’m sure we can figure something out.”
“I already have.”

Spettacolare la sezione di puntata che la vede protagonista insieme agli altri tre membri della F Society, quando, eccitati dalla conference call che hanno ascoltato, si dimenticano di essere in casa di qualcun altro e non controllano il GPS che li avrebbe avvertiti del ritorno a casa della legittima proprietaria. La comparsa sulla soglia di Susan Jacobs è una delle innumerevoli variabili che possono modificare/rovinare un’equazione fin lì riuscita bene. La serie ha anche quindi la capacità di tenere tesa una situazione ai limiti del thriller, però con alcune derive assurde che l’hanno sempre contraddistinta, come il caso che decide di dare una mano a Trenton facendo scivolare la Jacobs e mettendola ko.

Ma raramente le situazioni in Mr. Robot si risolvono per il meglio, e la maledizione che sembra perseguitare gli Alderson – “niente finisce mai bene” – continua a infierire su Darlene con l’ultimo plot twist della puntata. Nemmeno Cisco è affidabile, e anche lui tradisce la fiducia della ragazza vendendola ai cinesi della Dark Army. La mazzata con cui Darlene probabilmente gli spacca la testa è la stessa che prendiamo noi metaforicamente, sottolineato anche dal fatto che manca qualunque accompagnamento musicale ai titoli di coda: uno stordimento che continua anche quando il nero ci inghiotte, facendoci riflettere su come ognuno di noi, in fondo, sia irrimediabilmente solo.

Curiosi di vedere come si evolverà la situazione del protagonista, non possiamo che essere felici e tranquilli di una cosa: anche senza di lui, Mr. Robot funziona.
Voto: 7/8

Questo episodio ha due grandi pregi: smonta alla grande l’accusa rivolta a Mr. Robot di essere poca cosa senza la presenza di Elliot, ed è la lampante dimostrazione del fatto che le critiche a questa seconda stagione di Mr. Robot sono in gran parte esagerate.
E tali critiche sono eccessive tanto più se confrontiamo il severissimo metro di giudizio seguito per MR con quello accondiscendente applicato per altre serie come Game of Thrones (le cui ultime due stagioni, salvo tre o quattro episodi, sono mediocri e indegne dei libri di G. R. R. Martin) o Person of Interest (terminata in maniera più che pessima), per fare un paio di esempi.
Altro che”fumo negli occhi” o sciocchezze simili! Questa seconda stagione sarà anche lenta, ma sta elaborando con cura una costruzione organica che la sta liberando egregiamente dal farcello di essere un remake di Fight Club. Esmail sa quello che fa e lo fa bene. E poi a chi importa se MR è lenta? Anche Breaking Bad era lenta ed era un capolavoro!
Buon episodio ma francamente i precedenti sono stati Elliot-centrici e l’avanzare della trama è stato lentissimo. Non confondiamo il ritmo lento con la trama lenta….confronto con BB poco azzeccato!
Le critiche ci stanno tutte e ben venga se siamo in ripresa, certo prima di dire che funziona senza Elliot vediamo se regge 5\6 stagioni!
Abbiamo subito mezza stagione di pipponi mentali bruciati da un plot twist un pó scontato mentre per il resto i comprimari hanno fatto poco e niente.
Lasciamo perdere la questione hackeraggio FBI che fa ridere i polli!