
“Only Women Bleed” è il titolo di una delle canzoni più note di Alice Cooper, le cui note risuonano sul montaggio che mette fine alla stagione. La canzone descrive una donna vittima degli abusi del suo uomo ed imprigionata in una relazione malsana, ma in Better Things sembra perdere il significato letterale assumendone uno nuovo: è un pianto di sollievo, l’espressione di una più matura consapevolezza.

È quanto emerge dalle azioni di Sam, genitore attivo e moderno, la cui giornata è un inesauribile susseguirsi di scontri e litigi. Per la donna barcamenarsi nel triplice ruolo di madre, figlia e donna in carriera è un compito improbo, quasi impossibile che le lascia in eredità una sensazione fastidiosa, debilitante: “Even when I do my best everyone gets a little screwed“.
Sono i due momenti principali dell’episodio a veicolare questo concetto: nella scena iniziale Sam si rende conto di non poter soddisfare le aspettative proprie e della madre, di non potersi costringere in un ruolo che non sente suo. Phyl, d’altro canto, nonostante sia indipendente, amichevole e creativa, è una donna narcisistica ed affettivamente bisognosa che trae piacere dalle attenzioni ricevute, apprezzando il fatto che la figlia si prenda cura di lei; creare ed esacerbare i problemi è il suo modo per garantirsi le cure e la presenza della figlia.
Il rifiuto categorico e crudele di Sam porta alla luce dinamiche nascoste, che possiamo solo intuire, delineando un rapporto malsano in cui Phyl, ingombrante figura materna, incombe sulla figlia che, a sua volta, si occupa della madre solo perché convinta che farlo sia parte integrante del suo ruolo.

A fronte di una profondità di scrittura e della complessità delle protagoniste di cui si è già parlato, è passata sotto traccia la competenza registica – in questo caso a dirigere è la stessa Adlon –, che permette di trasmettere molteplici sensazioni durante la visione. È difficile per lo spettatore non immedesimarsi nella quotidianità di Sam, non sentirsi soverchiati ed inadeguati di fronte a quella che doveva essere una semplice colazione ma che si è tradotta in un viavai di persone che aiutano, criticano, osservano, giudicano. Sam fallisce nell’esercitare il controllo, nel far valere la propria autorità, posseduta da una sensazione di inadeguatezza che viaggia in coppia con la difficoltà di gestirsi nel suo molteplice ruolo di madre, amica, giudice.

La prima stagione dello show è stata una novità sostanziale anche all’interno di un panorama televisivo amplissimo e pericolosamente vicino alla saturazione. Il punto di vista, la drammaticità, l’abilità introspettiva, la profondità e la sensibilità con cui certi temi sono trattati sono, ad ora, un unicum della cui ottima riuscita bisogna dar atto. Trattare argomenti simili, scrivere una comedy sull’essere genitori, sull’essere una donna che non riesce ad essere la madre e la figlia che vorrebbe è prerogativa di pochi; farlo con la stessa efficacia – probabilmente – di nessuno.
Voto episodio: 8+
Voto stagione: 8
