
Descrivere Douglas Adams è davvero complicato, sia per la poliedricità della sua figura artistica sia per la complessità degli universi narrativi creati dalle sue opere, delle quali la più nota è senz’altro “Guida Galattica per Autostoppisti“.

Se siete fan di Doctor Who saprete che Adams ha avuto un ruolo cruciale anche nello sviluppo dell’universo del Dottore così come lo conosciamo oggi: nel 1978 e 1979, quando il Dottore era Tom Baker, Adams scrisse tre serial della sedicesima e diciassettesima stagione, tra cui il famosissimo “City of Death“; l’episodio fu rimaneggiato durante la fase di scrittura e parte del materiale fu utilizzato da Adams proprio per i romanzi di Dirk Gently, in cui compaiono vari riferimenti al Dottore e a Gallifrey.

Senza apprezzare la poetica di Adams è difficile comprendere e apprezzare anche questo Dirk Gently’s Holistic Detective Agency, sebbene la serie – creata da Max Landis, figlio del regista John, giovane e talentuoso autore di film, comics e serie tv come la recente Channel Zero – si distacchi dai romanzi originali, a cominciare dall’ambientazione che era negli anni ’80 l’Inghilterra e invece qui è la Seattle contemporanea; degli Eighties restano alcuni riferimenti visivi e un po’ di atmosfera nostalgica, ma soprattutto la storia si distacca da quella dei romanzi andando a costituire una sorta di prequel in cui però si intravede la volontà di trattare il materiale con ampia libertà, adattandolo alla narrazione seriale contemporanea senza però snaturarne lo spirito originario.

L’investigazione, in cui Todd (interpretato da Elijah Wood) si trova coinvolto suo malgrado e durante la quale finisce per diventare l’assistente di Dirk, coinvolge un miliardario fatto a pezzi da creature misteriose, un cane vagabondo che sembra apparire nei momenti più inaspettati, il rapimento di un’ereditiera, un’assassina psicopatica amante della buona conversazione, un gruppo di bulli violenti e tatuati di nome Ed, Fred e Zed, un gatto nero e una misteriosa malattia di nome pararibulitis.

Una sapiente fusione di buona recitazione, ritmo registico e precisione nella scrittura dei personaggi costituisce in questo pilot una buona base di partenza per la fluidità di uno show che altrimenti rischierebbe di essere fin troppo complesso, evitando sapientemente la confusione o l’appesantimento delle linee narrative.
Come il suo lunghissimo titolo, Dirk Gently’s Holistic Detective Agency è pieno, pienissimo: di dettagli, di oggetti, di eventi, di stranezze, di personaggi; un caos surreale, divertente e cartoonish che mette alla prova la resistenza di chi ama la coerenza narrativa ma sembra avere un ben preciso obiettivo. Se amate Douglas Adams vi piacerà senz’altro, se amate Doctor Who potrebbe essere una bella scoperta, ma in generale possiamo considerarlo un interessante e più che gradito regalo di Natale da parte di Netflix.
Voto: 6/7
