Dopo la pausa invernale, Crazy Ex-Girlfriend torna con un’ottima mid-season premiere doppia che conferma tutti i punti di forza della serie targata CW, portando diverse storyline a un punto di svolta.
I due episodi assolvono infatti in maniera pressoché impeccabile due compiti: da un lato quello di risolvere il conflitto tra Rebecca e Paula, il quale ha costituito l’ossatura della prima parte della stagione, e dall’altro quello di aprirsi a nuovi scenari in vista del finale.
That is my brave little cookie
“Who Is Josh’s Soup Fairy?” in particolare intesse un racconto estremamente stratificato, che solo in apparenza – come potrebbe far pensare il titolo – vede il suo fulcro nell’illuminazione di Josh circa l’identità della sua “soup fairy”. Il vero cuore della narrazione è costituito infatti dall’evoluzione che Paula e Rebecca hanno vissuto fino ad ora e che qui giunge per entrambe a una tappa decisiva, riflettendosi inevitabilmente nella loro relazione. Paula, dopo esserci stata presentata come il classico personaggio secondario delle rom-com, si è rivelata essere in realtà una figura molto più complessa e degna di attenzione, tramite la quale lo show, nel corso di questa seconda annata, è riuscito a riflettere in maniera mai banale su temi complessi come l’aborto, il desiderio di realizzazione professionale e la gestione del matrimonio e della famiglia. Il tradimento e la conseguente (almeno momentanea) separazione dal marito non fanno che portare, se non a compimento, a un momento cruciale, il percorso di empowering della donna, che nonostante gli “insegnamenti” del padre si rifiuta di vedere l’adulterio come una punizione per i suoi desideri, ma riesce a reagire senza rinunciarvici.
Fondamentale in questo senso è l’aiuto di Rebecca, a sua volta alle prese con il suo egocentrismo – come sottolinea in maniera efficacissima ed esilarante Mrs. Hernandez – e con la ferrea convinzione di vivere in una commedia romantica. Il brano “So maternal”, concentrandosi sul labile concetto di “istinto materno” sottolinea al tempo stesso l’ingenuità di Rebecca e, indirettamente, le difficoltà affrontate da Paula, lontana anni luce dal ritratto di mamma/moglie/donna in carriera perfetta; ma è la reazione della donna alla dichiarazione di Josh a rappresentare il climax dell’episodio. Per la prima volta, infatti, vediamo Rebecca mettere l’amicizia di Paula davanti ai suoi sentimenti per Josh, scardinando definitivamente una gerarchia che vorrebbe la storia d’amore tra i due al centro della sua vita e, di riflesso, dello show. Crazy Ex-Girlfriend non è mai stata (solo) una rom-com, ma al di là della riflessione consapevole sui suoi topoi, a emergere con sempre maggior forza è la centralità di altri temi, come appunto l’amicizia femminile, che qui finalmente si libera dalla subordinazione alla vita sentimentale di Rebecca per rivendicare una sua autonoma dignità narrativa.
Do we really need a new guy this far into the season?
Pur essendo messa al servizio della riconciliazione tra le due donne, la dichiarazione di Josh non resta ovviamente priva di conseguenze: il ritorno di fiamma tra i due è difatti al centro di “When Do I Get to Spend Time with Josh?”, l’episodio di certo più debole tra i due, ma comunque in grado di cambiare nuovamente le carte in tavola e di aprire scenari futuri solo in apparenza di facile previsione. Come abbiamo già sottolineato, infatti, Crazy Ex-Girlfriend riflette e gioca costantemente con gli stereotipi della romantic comedy, genere in cui, almeno superficialmente, si inserisce, presentandoli al suo pubblico in maniera riconoscibile per poi ribaltarne le aspettative. Ne è stato un esempio eclatante la costruzione del triangolo tra Josh Rebecca e Greg, il cui esito, con la partenza di quest’ultimo, è stato quanto di più lontano ci si sarebbe aspettati da una commedia romantica.
È in quest’ottica quindi che va valutata l’introduzione del personaggio di Nathaniel: come evidenzia alla perfezione “Who’s the New Guy?” – capolavoro di riferimenti meta narrativi espliciti come mai prima d’ora nello show – il suo ingresso in scena sembrerebbe a prima vista una scelta di comodo, atta a risollevare gli ascolti introducendo un nuovo love interest per Rebecca a soli tre episodi dal finale, ma, come spesso accade in Crazy Ex-Girlfriend, la situazione è molto più sfumata di così. Certo, proprio come Paula e i suoi colleghi, non possiamo sapere con certezza in che modo la presenza di Nathaniel – sfacciatamente costruito sul modello di Mr. Darcy – andrà a influire sull’economia del racconto; quel che è certo però è che la sua figura si è fin da subito rivelata funzionale al percorso di crescita di Rebecca, che grazie a lui si ritrova a dover fare i conti non solo con il suo passato da avvocato senza scrupoli, ma anche, e soprattutto, con l’illusorietà di quel “vissero per sempre felici e contenti” interamente fondato su un ideale di amore romantico che inizia finalmente a mostrare anche a lei tutti i suoi limiti.
Fresco del rinnovo per una terza stagione, lo show di Bloom e McKenna si dirige quindi a passo spedito verso il finale, confermandosi come il più brillante commentario della commedia romantica attualmente in circolazione.
Contentissimo che stiate iniziando a recensirla episodicamente!
Grande ritorno, con un sacco di stile e perfettamente in linea con il resto della stagione. Concordo nella superiorità innegabile di “Who Is Josh’s Soup Fairy?” (che, per gli ultimi cinque minuti, potrebbe diventare uno degli episodi più iconici dello show, sebbene il resto della puntata sia assolutamente all’altezza), nonostante grande qualità sia presente anche nei a quaranta minuti successivi – ma a quello ormai siamo abituati, eccome.
Ormai la CW non la ferma più nessuno. Questo è lo show con gli ascolti peggiori della televisione americana, ma la rete dimostra di non badare più a fattori quali i Nielsen ratings e non esita a rinnovare una delle gemme più brillanti attualmente presenti sul piccolo schermo. Grandissimi.
Esatto Filippo, fai molto bene a sottolineare la qualità di una rete per troppo tempo ingiustamente snobbata dai più, quegli stessi che oggi non capiscono da che parte stia andando la televisione perché stanno cercando ancora The Wire. Ieri la CW faceva il suo lavoro benissimo, creando un pubblico attraverso una programmazione targhettizzata che tra i network generalisti è fantascienza; oggi (da qualche anno in realtà) la rete ha cambiato marcia, ha deciso di non accontentarsi e di dare libertà creativa ad autori giovani e capaci, realizzando due delle serie più originali e belle degli ultimi anni, Jane the Virgin e Crazy Ex-Girlfriend, l’universo espanso supereroistico più interessante e virtuoso in circolazione con le serie di Berlanti e uno young-adult distopico di grande interesse come The 100.
Tanto altro è ancora da vedere e molti sono i progetti in arrivo (tra qualche settimana Riverdale, per esempio), ma per ora non c’è dubbio che la qualità di questa rete risieda anche nella fiducia che dà ai suoi autori, tanto da rinnovare i propri show in blocco, anche quelli con ascolti bassissimi come Crazy Ex-Girlfriend. E lo fa da una posizione in cui gli ascolti sono davvero rilevanti per vendere le inserzioni pubblicitarie, dimostrando molto più coraggio di HBO per esempio (tanto per fare un nome a caso, ma neanche tanto).
Esattamente quello che penso. Davvero grazie, Attilio, mi hai tolto le parole di bocca e le hai modificate per il meglio.
E colgo l’occasione per congratularmi con tutta la redazione: il sito è ormai diventato migliore di gran parte delle testate giornalistiche americane, per quanto mi riguarda; leggervi è sempre un enorme piacere.
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Grande ritorno, con un sacco di stile e perfettamente in linea con il resto della stagione. Concordo nella superiorità innegabile di “Who Is Josh’s Soup Fairy?” (che, per gli ultimi cinque minuti, potrebbe diventare uno degli episodi più iconici dello show, sebbene il resto della puntata sia assolutamente all’altezza), nonostante grande qualità sia presente anche nei a quaranta minuti successivi – ma a quello ormai siamo abituati, eccome.
Ormai la CW non la ferma più nessuno. Questo è lo show con gli ascolti peggiori della televisione americana, ma la rete dimostra di non badare più a fattori quali i Nielsen ratings e non esita a rinnovare una delle gemme più brillanti attualmente presenti sul piccolo schermo. Grandissimi.
Esatto Filippo, fai molto bene a sottolineare la qualità di una rete per troppo tempo ingiustamente snobbata dai più, quegli stessi che oggi non capiscono da che parte stia andando la televisione perché stanno cercando ancora The Wire. Ieri la CW faceva il suo lavoro benissimo, creando un pubblico attraverso una programmazione targhettizzata che tra i network generalisti è fantascienza; oggi (da qualche anno in realtà) la rete ha cambiato marcia, ha deciso di non accontentarsi e di dare libertà creativa ad autori giovani e capaci, realizzando due delle serie più originali e belle degli ultimi anni, Jane the Virgin e Crazy Ex-Girlfriend, l’universo espanso supereroistico più interessante e virtuoso in circolazione con le serie di Berlanti e uno young-adult distopico di grande interesse come The 100.
Tanto altro è ancora da vedere e molti sono i progetti in arrivo (tra qualche settimana Riverdale, per esempio), ma per ora non c’è dubbio che la qualità di questa rete risieda anche nella fiducia che dà ai suoi autori, tanto da rinnovare i propri show in blocco, anche quelli con ascolti bassissimi come Crazy Ex-Girlfriend. E lo fa da una posizione in cui gli ascolti sono davvero rilevanti per vendere le inserzioni pubblicitarie, dimostrando molto più coraggio di HBO per esempio (tanto per fare un nome a caso, ma neanche tanto).
Esattamente quello che penso. Davvero grazie, Attilio, mi hai tolto le parole di bocca e le hai modificate per il meglio.
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