
Il grande assente, David Lynch, si è salvato in corner con una particolare incursione video, condita di varie bizzarrie e anticipata da un monologo biografico di Lindelof. L’autore ha approfittato del suo ruolo di cerimoniere per ricordare l’influenza della serie sulla sua adolescenza da giovane weirdo. “Nel 1990 ero al secondo anno di liceo, uno strano disadattato […]. Poi l’8 Aprile la mia vita è cambiata per sempre con quel corpo morto e le parole “È morta avvolta nella plastica”. Non ero più solo. Ero a Twin Peaks. Senza Twin Peaks non ci sarebbero The Sopranos, The X-Files, True Detective, Fargo, Lost… Devo la mia intera carriera a questo show e per dirlo non posso pensare a un posto migliore della Sala H del Comic Con.” Il palcoscenico è stato quindi occupato dal profilo digitale di Lynch, che tra un evento strambo e l’altro (lo schianto dal quarto piano di qualcuno fuori campo e la presentazione dell’ultima pallina da golf giocata da OJ Simpson prima dell’incarcerazione in Nevada), ha salutato i fan sulle note leggendarie di Angelo Badalamenti.

Non sorprende che lo stesso sentimento di riverenza e ammirazione aleggi nel panel e inciti gli attori partecipanti a sfoderare a più riprese lodi al regista di tutti i diciotto episodi di Twin Peaks: The Return (il cui 11esimo è stato proiettato in anteprima qui). “Se Lynch chiama, tu rispondi” sembra essere stata la regola condivisa all’unanimità, emersa dai racconti del dietro le quinte di questo attesissimo ritorno, che ha costretto gli attori a rigorosi silenzi mediatici per non lasciare trapelare alcun dettaglio.

“Quando leggi una sceneggiatura di David Lynch non hai idea di cosa stia succedendo” commenta anche Matthew Lillard, che interpreta William Hastings, il preside del Liceo accusato di omicidio: “La scena nell’episodio 9 è stata la cosa più spaventosa che abbia letto da attore.” Alla domanda “Com’è David Lynch?“, Lillard non ha dubbi: “È un uomo pieno di gioia e di vita, ha una visione chiara di quello che vuole, è un essere umano fantastico”. “Il modo in cui crede nella sua visione, nel suo punto di vista – aggiunge MacLachlan – è così profondo e focalizzato da ispirarmi e da spingermi a seguire quello in cui io credo”.
Lindelof domanda poi come sia da spettatori vedere questi episodi di Twin Peaks, soprattutto considerando che praticamente tutti gli attori hanno letto solo le loro parti. La Watts ha confessato di non avere ancora visto lo show, preferendo la visione unitaria di tutti gli episodi. MacLachlan ama guardare le puntate da solo, in compagnia di un bicchiere di vino; Ashbrook si è detto molto entusiasta di vedersi sullo schermo con attori eccezionali e vecchie conoscenze; Tim Roth invece vorrebbe vedere l’intera serie, dalla stagione uno, con i suoi figli (“Non so che conseguenze questò avrà su di noi”, dichiara con preoccupazione l’attore). Nessuno è rimasto indifferente di fronte all’esperienza. Ma sarebbe strano il contrario, trattandosi di Twin Peaks.
Qui trovate il video del panel:
