
Il termine undo – letteralmente “disfare” – indica la possibilità di tornare indietro ed eliminare un’azione compiuta; molto utilizzata come funzione informatica, viene trasposta dalla mente di Elliot nella sua vita, proponendosi la possibilità di tornare sui suoi passi e fermare la distruzione della Evil Corp prevista dal piano da lui stesso ideato. Il personaggio di Rami Malek è quindi anche in cerca di redenzione dalle azioni compiute da e con Mr.Robot, la personalità meno inibita e più crudele che abita la sua geniale mente.
You know when you fuck something up and you wish you had the power to hit “undo”?
È proprio sul rapporto tra i due che si è sempre appoggiato il nucleo narrativo della serie, soprattutto dalla ormai celebre scoperta della natura dell’identità di Mr.Robot, rappresentante non solo di un lato del carattere poliedrico di Elliot ma anche replica della figura paterna assente nella sua infanzia. A questo punto dello show sappiamo che la situazione è radicalmente mutata rispetto alle scorse annate: Elliot è alla ricerca del controllo, è molto più consapevole di sé e della sua schizofrenia e sa come limitare considerevolmente i danni che la sua controparte potrebbe – ancora – causare. Non per niente il desiderio di tornare indietro è una volontà profonda dell’animo di Elliot, una spinta tanto forte e trascinante da permettergli di rivedere la realtà sotto un’altra prospettiva; esempio chiaro di questo processo cognitivo sono le riconsiderazioni sulla Evil Corp, tornata ad essere “E Corp” e privata di quel filtro percettivo, proprio del protagonista, che tendeva a vedere la multinazionale come maligna.

Ci sono però almeno altri due incontri/scontri importanti nell’episodio che riguardano Mr.Robot ai quali non si può non fare un accenno. Il primo è quello con Darlene, altro personaggio che ha privilegiato di un ottimo percorso di crescita nella serie: la donna sta ancora subendo le conseguenze psicologiche della morte di Cisco e rinnega ogni nuova implicazione nei piani di Elliot/Mr.Robot, anche se l’accordo con l’FBI sottolinea ancora un legame forte con il fratello e la volontà di tenerlo al sicuro, forse più da se stesso che da altri.
Il secondo confronto ha luogo tra il personaggio di Christian Slater e Krista, la psicologa di Elliot. In questo caso viene alla luce in maniera ancora più limpida la condizione frustrata e costretta di Mr.Robot che accusa la donna di essere complice della sua “prigionia”. Gloria Reuben è molto brava a trasmettere, attraverso il suo personaggio, la sensazione di impotenza e paura per il lato oscuro della mente di Elliot, una personalità che ha bramato di conoscere fino a ricredersi una volta che essa si è scatenata. Mr.Robot è un leone in gabbia che scalpita per essere libero di portare a termine il suo piano; Elliot è chiamato a combatterlo e a tenerlo a freno, oltre che a provare a rimediare alle sue azioni. Sembra dunque che la terza stagione si fonderà proprio su questo scontro.
Everybody knows crazy can be sexy.

Don’t mistake my generosity for generosity.
Nella multipolarità del plot di Mr.Robot non può non mancare una visione dall’alto, un approfondimento sulla situazione economica e geopolitica mondiale conseguente agli eventi narrati. Dal particolare dei personaggi coinvolti al generale del mondo che cambia intorno a loro, Sam Esmail non dimentica la confusione in cui versa la E Corp e i legami con il governo cinese, che tanto sono stati importanti l’anno scorso. Il creatore della serie, che continua a curare sia la scrittura che la regia, pone l’accento sulla diffusione della moneta virtuale e sulla svalutazione del dollaro, una situazione che porta Zhang, Whiterose e la Cina stessa, unico paese a non adeguarsi alle nuove regole economiche, ad avere il coltello dalla parte del manico nel processo che dovrebbe portare all’attuazione della fantomatica fase 2.
Difficile ancora dire se la stagione in corso possa essere più coesa e meglio architettata della precedente che, a questo punto della programmazione, non aveva ancora trovato enormi difetti, ma se il buongiorno si vede dal mattino Mr.Robot è sicuramente incamminato sulla via giusta per poter essere ancora quella “novità inaspettata” che è stata in passato. Con il suo stile unico e i suoi personaggi ben caratterizzati, lo show di Sam Esmail sta dimostrando di poter dire ancora la sua nel panorama televisivo affollato in cui ci troviamo.
Voto: 8

Complimenti Davide, ottima recensione.
Non è affatto semplice parlare di Mr. Robot perché a fronte del talento smisurato di Esmail ci sono ambizioni e velleità non sempre tenute sotto controllo, come dimostra la scorsa stagione.
Quest’anno l’inizio è stato davvero ottimo e l’autore sembra aver sapientemente iniziato a tagliare i rami secchi per concentrarsi sulle questioni principali della serie. Ed è così che emerge la qualità di una serie che dal punto di vista della messa in scena e dell’uso della musica ha davvero pochi rivali.
Incrociamo le dita.
Grazie! Oltre a ciò quello che per me ha più pesato l’anno scorso è stata una narrazione troppo poco lineare, che soprattutto nella seconda metà di stagione sembrava aver perso l’obiettivo ultimo a cui voleva arrivare. Troppe storyline poco collegate, ambiziose ma tenute insieme malamente, tanta confusione e poca sostanza. Quest’anno il percorso di Elliot e company sembra molto più preciso e calcolato, speriamo non si faccia di nuovo prendere troppo la mano.