
La forza di Will & Grace (una serie che, come molte altre, ha avuto stagioni decisamente più riuscite ed altre più deboli) è stata l’aver saputo brillantemente coniugare un reparto comico imbevuto ed intessuto di riferimenti alla cultura pop (e le molte guest star di successo stanno a dimostrare l’impatto avuto dalla serie di David Kohan e Max Mutchnick) con la costante voglia di raccontare la minoranza gay con tutta l’onestà possibile, ridendo delle proprie esagerazioni e ridicolizzando le vili accuse utilizzate dai moralizzatori d’assalto. Così una serie di tale portata poteva permettersi non solo una macchietta come Jack (fino a quel momento era questo tipo di personaggi ad andare per la maggiore), ma anche un Will più posato e “normalizzato”, che pure non rinunciava alla propria sessualità e alle proprie peculiarità. Insomma, si poteva rappresentare il mondo gay come più complesso e sfaccettato di quanto fosse comune fare fino a quel momento.
Undici anni dopo un finale da molte parti criticato e con la voglia di tornare a far parlare di sé, Will & Grace riappare dunque sul piccolo schermo, su quel canale che ha saputo curarla e coccolarla. Le difficoltà, tuttavia, si palesavano sin da subito molto ardue da superare: come poter riportare in TV una serie del genere senza tradirne l’essenza, ma al contempo renderla più attuale ed interessante nel panorama contemporaneo, ora che quel modello di comedy sembra sempre essere più stanco ed in difficoltà, residuo di un passato che ha pochi rappresentanti di successo?

L’impressione, in effetti, è che non sia cambiato niente e questo è il più evidente pregio ma anche il più eclatante problema di questa premiere: tutto è esattamente uguale a come lo avevamo lasciato undici anni fa, a partire dalla scenografia e passando per i protagonisti, così incredibilmente uguali a loro stessi, con le stesse dinamiche (e persino gli stessi giochi) che si ripetono come se stessimo davvero guardando un vecchio episodio. L’unica reale differenza, come se gli autori avessero voluto sottolineare l’effetto novità, è che si entra immediatamente sul campo di battaglia affrontando di petto il tema della presidenza Trump con una serie di trovate, alcune molto brillanti (che come al solito coinvolgono Karen) ed altre molto meno riuscite. Questo tentativo di attualizzazione è l’unico scampolo di vera novità di un episodio che altrimenti non lascerà certamente insoddisfatti i vecchi fan per la potenza della chimica tra i personaggi, ma che difficilmente potrà attirarne di nuovi (la serie ha mantenuto il suo cuore tardo anni ‘90, aggiornando la sigla ma lasciando inalterate le risate registrate). Le risate, insomma, non mancano, ma terminato l’episodio si rimane con la consapevolezza che, nel bene o nel male, si sta guardando qualcosa che ha le proprie radici in un passato televisivo piuttosto riconoscibile.
In una televisione che ha intrapreso nuove e più originali strade con la rappresentazione dell’omosessualità in TV, sia nelle serie drama che in quelle comedy, Will & Grace ha ovviamente perso quel lato prorompente che lo aveva reso vero fenomeno di costume; la rappresentazione della normalità omosessuale e dei rapporti con il mondo femminile (pare si voglia sviluppare una Grace più direttamente interessata alle istanze femministe) ha trovato altri sfoghi nel corso degli anni. Tenendo questo a mente, bisogna comunque ammettere che in questo caso non si stia parlando affatto di un brutto episodio, anzi: è in grado di strappare anche più di una risata, soprattutto da chi è già ben avvezzo a questi personaggi. Non dirà molto di nuovo a chi non conosce, invece, le dinamiche tra i quattro protagonisti, né a coloro i quali speravano in un aggiornamento del format che sapesse essere innovativo come lo fu quasi venti anni fa.

Il ritorno di Will & Grace, dunque, non può che essere accolto con soddisfazione da chi era già innamorato delle loro dinamiche; tuttavia, al contempo lascia perplessi la mancanza di qualsivoglia forma di attualizzazione del formato televisivo che rischia troppo presto di diventare, una volta svanito l’alone di nostalgia, vecchio e già visto.
Voto: 6

Non sono d’accordo che Will & Grace 9 non sia attualizzato. Quando si parla di comedy e soprattutto per questa comedy, attualizzare vuol dire parlare del presente, non importa se con metodi magari del passato. W&G fa un salto secondo me sostanziale in quest’ottica: se prima prendeva in giro la classe media americana, portando avanti una satira sociale, ora – o almeno nella 9×01 – si parla solo e soltanto di politica. La satira sociale diventa satira politica (qui il cambiamento) ed effettivamente fa strano sentirla dalle bocche di Will, Grace, Karen e Jack, questo non lo metto in dubbio. Tutto il resto non doveva cambiare e non l’ha fatto; non credo che l’intento di NBC sia stato quello di conquistare nuovo pubblico, di sicuro non l’avrebbero fatto con la nona stagione di una serie andata in onda più di dieci anni fa. Will & Grace – che secondo me ha avuto una vita splendida e un finale che chiudeva tutte le storyline in modo un po’ amaro, ma perfetto – doveva rimanere nella nostra memoria così com’era e se proprio è dovuta tornare, spero in cuor mio che torni ad essere più simile possibile alle puntate storiche – gli anni ’90 sono così di moda, meglio approfittarne.
Il problema per me è proprio questo: torni dopo tutto questo tempo e il tuo modo per farlo è attraverso la satira su Trump? Un bel po’ telefonato e prevedibile, a mio avviso. Chiaramente avrebbero dovuto farlo prima o poi, ed avendo Karen si sono potuti giocare anche dei momenti esilaranti, ma in linea di massima io ho visto tutto uguale a sé stesso, non è cambiato nulla in maniera quasi eccessiva (i giochi, l’appartamento, le dinamiche… tutto cristallizzato nel tempo). Spero in qualcosa di più sinceramente.
Su questo sono d’accordo. La satira su Trump è stata carina, ma meno efficace del previsto, perché ormai tutto è già stato detto – questo episodio è arrivato un po’ in ritardo. Secondo me i giochi, l’appartamento e le dinamiche sono rimaste immutate volutamente, come omaggio a se stessi, come citazione, come premio per i fan accaniti che trovano in quei dettagli il vecchio Will & Grace che adoravano. Per il momento W&G 2017 è meno incisivo del classico e non credo che possa fare di più di quanto abbia fatto nel passato.