
“We Become What We … Frank!” è un episodio introduttivo, in cui ogni personaggio ci viene presentato nel suo attuale stato di consapevolezza: Fiona alle prese con il suo nuovo investimento, Lip che lotta contro il desiderio di bere, Carl che danza agevolmente tra l’identità di caporale e quella di trafficante di metanfetamina, Debbie che si giostra tra Franny, la scuola e il lavoro e Ian che tenta di riconquistare Trevor, cercando di provare a se stesso quanto il passato sia davvero passato.
Per quanto possa sembrare apparentemente strano, dato lo standard della serie, in questa premiere non vi è nessun plot twist che faccia da perno al prosieguo della stagione. Tuttavia, pare essere proprio questa la novità su cui la stagione potrebbe concentrarsi: costruire un racconto che riesca a dipanarsi in maniera graduale, permettendo così ai vari personaggi di rinsaldare quelle caratteristiche che danno sostegno alla loro evoluzione. Ogni personaggio, perfino Frank, si trova al di là di se stesso, proiettato verso il futuro con un desiderio di rivalsa tramutato in forza, senza per questo perdere le proprie peculiarità fondanti: i Gallagher sono sempre grotteschi e socialmente disagiati, ma insieme alla classica ironia adesso su di loro aleggia uno strano senso di consapevolezza che illumina ogni personaggio di nuova luce.
«What kind of person would I be if I just left him there like that?»
«The kind of person who uses Tinder to intentionally avoid intimacy on an almost daily basis».

Il desiderio di avere una relazione, di incontrare un uomo con cui creare una condivisione, di cui parla con Lip all’inizio della puntata, ci mostra come Fiona sia passata al livello successivo di consapevolezza: ha compreso che tutto ciò che ha ottenuto non è stato solo un colpo di fortuna, ma il risultato di un lavoro svolto con metodo e dedizione.
I always feel like a drink.

La risolutezza con cui Lip si appresta alla sua decisione di non bere è minata e al tempo stesso rafforzata dal confronto con tutto ciò che ha perso, Sierra in primis, ma anche il pensiero del college, di una vita fuori dalla cucina di un fast food e dal South Side, non vissuto più come una prigione ma come un luogo di espiazione, quel purgatorio necessario per giungere al paradiso della piena consapevolezza di sé. L’episodio si conclude proprio con uno dei suoi momenti peggiori, quando la vista di Sierra e Charlie lo fa sprofondare nel rimorso per ciò che la sua dipendenza dall’alcol gli ha fatto perdere. Senza dire nulla, con uno sguardo che tradisce la voglia di bere, corre via da casa di Sierra con il peso del passato sul corpo. Per quanto la fiducia in se stesso e nelle proprie capacità cresca ogni giorno un po’ di più, Lip è ancora schiacciato da un senso di colpa soffocante; ed è proprio il bisogno di creare un ponte tra passato e presente che lo porta sulla soglia del Professor Youens, investendo la sua eredità nel tentativo di ‘pagare’ parte delle sue colpe.
All things are in a constant state of flux. All is changing, and no permanent state exists by itself.

Nel corso di questo primo episodio assistiamo a come ognuno dei personaggi utilizzi l’eredità di Monica per costruire, in un modo o in un altro, la base del proprio futuro. Anche Frank fa lo stesso, ma per lui la ripartenza non può coincidere con l’accumulo di denaro: Mr Gallagher non potrebbe mai trovare la pace semplicemente vendendo la droga che Monica gli ha lasciato.
Quindi Frank, torna lì, in quel limite che lo definisce, nell’oblio delle droghe, e fumando tutta la metanfetamina trova un varco per elaborare il lutto.
Per quanto irrazionale, ai limiti della sanità mentale, la ‘nuova’ consapevolezza di Frank è perfettamente in coerenza con il personaggio e con lo scopo da raggiungere: liberarsi dallo spettro di Monica e al contempo donarle nuova vita. Fare ammenda con tutti coloro che ha offeso e fatto soffrire per rinascere nella consapevolezza di sé, ammettendo che Monica ha bloccato i suoi chakra per trent’anni, è una soluzione tanta grottesca quanto efficace, che ci conferma come, ancora una volta, nonostante gli estremismi a volte ridondanti, il personaggio di Frank riesca a conservare una potenza drammaturgica che si fa perno per l’espansione dell’intero racconto.
The most American thing is the pursuit of free enterprise, Fiona.

Non mancano i siparietti comici di cui sono sempre stati baluardi Veronica e Kevin, anche se adesso l’ombra di un possibile cancro per Kevin potrebbe portare anche questa frazione del racconto verso una stratificazione più drammatica.
Già rinnovato per una nona stagione, Shameless mantiene intatti i suoi punti di forza e apre nuovi varchi verso cui indirizzare un racconto sempre in bilico tra comedy e drama, capace di trattare con ironica crudezza alcune delle più spinose questioni della nostra contemporaneità, vedasi l’esibizione di Liam come simbolo dell’integrazione mentre ai margini del South Side l’ICE Police fa ronde di ‘pulizia’ nei locali.
In definitiva, “We Become What We … Frank!” è un buon inizio per una stagione che ha tutte le carte in regola per inaugurare una nuova era di Shameless.
Voto: 7½

E’ semplicemente Shameless.
Non ci posso rinunciare 🙂