
La più evidente prova di questo posizionamento nella “zona intermedia” si evince dall’assenza di elementi originali e dalla presenza di un’atmosfera fortemente derivativa, non solo nella dimensione narrativa, ma anche nella volontà produttiva di USA Network di accodarsi – con furbizia più o meno efficiente – alla fortunata e invadente sequela di detection-drama antologici incentrati su un crimine famoso della storia americana e sulle forze coinvolte nell’eventuale caso investigativo a esso correlato. In questo senso il pilot di Unsolved: The Murders of Tupac & The Notorious B.I.G. risulta essere l’apripista di un prodotto a prima vista molto simile a show come American Crime Story: The People v. O.J. Simpson (con cui condivide Anthony Hemingway, qui in veste di produttore esecutivo e regista), Waco e Manhunt: Unabomber; talmente simile da risultare quasi colpevole di una forzata volontà di congruenza o sovrapposizione a un’equazione creativa ormai a dir poco “precotta”, caratterizzata dalla presenza fissa di certi elementi: un crimine abbastanza importante da sconvolgere parte dell’asse politico-sociale; un’indagine o una caccia all’uomo in grado di influenzare fortemente l’opinione pubblica; un caso mediatico fomentato e mitizzato sia per la presenza di celebrità sia per la vicinanza a temi importanti come il razzismo, la malavita e le disparità.

L’episodio è sviluppato sulle due principali linee temporali attraverso cui si dipaneranno le azioni e i movimenti dei personaggi principali durante la stagione: una prima, ambientata nel 1997, dedicata alle operazioni investigative del detective Russel Poole (interpretato da Jimmi Simpson) e una seconda, incentrata invece sulla nascita di una nuova task force capitanata dal poliziotto Greg Kading (interpretato da Josh Duhamel) e incaricata di riesumare l’irrisolto caso a distanza di dieci anni.
Risulta evidente come l’aspetto narrativo, la materia prima del racconto, non si discosti molto, come si diceva, da tante produzioni del genere di riferimento: la storia dell’assassinio di due tra i più importanti cantanti della scena mondiale degli anni ’90 (e forse di sempre), pur vantando con facilità un posto nella hall of fame dei crimini compiuti contro personalità degne di nota, costituirebbe infatti una variazione sul tema non troppo meritevole d’attenzione, se non fosse per una diversa e accattivante modalità di approccio alla storia e al canovaccio già usato da altri.
Diversa perché legata fedelmente all’evocativo e ingombrante mondo della musica hip hop, alle sue atmosfere e alle sue influenze, perché febbricitante e repentina nella rappresentazione dell’alternarsi delle linee temporali e allo stesso tempo sempre prodiga di dettagli chiarificatori; accattivante perché smaccatamente accostata al genere soap e molto più pop rispetto alla concorrenza sopra citata, ma anche perchè cinica, grintosa e realistica nell’incrocio di tematiche, come il narcotraffico, la corruzione e il razzismo, legate a doppio filo con le vicende narrate.
Questo elemento di distacco, che all’apparenza non sembra poi tanto rilevante, è tra le soluzioni più felici adottate dal pilot di Unsolved per risolvere l’assenza di cartucce originali in canna e costruire uno spettacolo d’intrattenimento solido, spedito e consapevole delle proprie potenzialità. La manifesta volontà di cavalcare una moda produttiva e la conseguente mancanza di dirompente innovazione (o almeno particolarità) non giova al pilota, ma di certo non pesa troppo su una narrazione capace di scrollarsi di dosso quei difetti già presenti in partenza, controllare l’estensione di una storia che non lesina in complessità e intrecci e far dimenticare la sensazione di già visto attraverso un impianto robusto e un gruppo di attori affiatato.

Il nucleo del racconto dedicato alla task force costruita dall’LAPD nel 2007 e incaricata di investigare non soltanto sul caso di omicidio, ma anche sulle azioni compiute dai detective operativi dieci anni prima potrebbe rivelarsi l’elemento d’eccellenza, lo scatto in grado di spingere la serie a ragionare nel dettaglio sui meccanismi di conduzione di un’indagine e su quelli appartenenti al mondo criminale legato alle figure di Biggie Smalls e Tupac, e poi nell’ottica più ampia della formazione di un affresco realistico di un mondo vicino e lontano, esotico e pericoloso allo stesso tempo.
Perseguendo la strada suggerita dal pilot, Unsolved: The Murders of Tupac & The Notorious B.I.G. potrebbe in futuro raggiungere lodi meritate; decidendo invece di rimanere su tracciati più convenzionali e sicuri si collocherebbe nella fascia medio bassa di prodotti di genere sviluppati su un intrattenimento leggero e limitato.
Voto: 7
