
È proprio su questa sovrapposizione tra la persona Jimmy e l’avvocato McGill che si costruisce la profondità del personaggio. Cos’è la legge per lui? Sicuramente ciò che lo definisce e che lo rappresenta; è stato il mezzo grazie al quale ha potuto vendicarsi del successo del fratello ed è di gran lunga l’arte che esalta maggiormente la sua abilità oratoria e la sua scaltrezza. La qualifica di avvocato è anche una forma di riconoscimento nei confronti di tutti quelli che continuano a trattarlo con condiscendenza e implicita superiorità. Questo meccanismo psicologico è evidente quando nel finale del nono episodio si sfoga su Kim: “Yeah, you look at me, and you see Slippin’ Jimmy.”. Jimmy, infatti, sarà sempre tormentato dall’essere il fratello meno famoso, quello che non potrà mai competere con il grande Chuck e, anzi, è costretto a convivere con una nomea poco gratificante derivante dal suo discutibile passato. Ciò spiega anche la scelta di non nominare il parente morto davanti alla commissione per la riammissione, decidendo consapevolmente di rimuoverlo dalla testimonianza e di non lasciare che si potesse intromettere nella sua – poi svanita – risalita sociale.

Prendiamo Kim, per esempio. La donna, sebbene inizialmente disturbata dai metodi poco ortodossi del partner ed eticamente meno propensa a sbilanciarsi, si lascia trasportare dall’adrenalina che il caso Babineaux genera in lei e sceglie di reiterare l’imbroglio (“Let’s do it again”) ottenendo illegalmente un ufficio più grande per il suo cliente. È l’influenza di Saul a portarla sulla “cattiva strada”, che qui si intende come la scelta di affacciarsi temporaneamente oltre la sottile linea della morale per poi tornare ad essere un integerrimo e onesto avvocato. Così come quando truffavano i ricchi al bar quasi per gioco, Kim non è nuova a queste dinamiche nella relazione con Jimmy. È questa complicità ad avvicinarli e, paradossalmente, a segnare quello che sarà il punto di distanza massima tra i due: la già citata sfuriata che chiude “Wiedersehen”. Al di là del bellissimo dialogo che li vede protagonisti sulla cima del palazzo, è il ritorno a casa dei personaggi a rappresentare la summa artistica della serie di Gilligan (non per niente alla regia di questo episodio). Una serie di inquadrature che posizionano Kim e Jimmy sui due lati opposti di un corridoio – si diceva la massima distanza emotiva tra i due – e che sezionano l’immagine grazie al riflesso di uno specchio, coadiuvate da uno scavalcamento di campo per soffermarsi prima sull’uno e poi sull’altro. Alla fine sarà Kim a riavvicinarsi al protagonista, ma è chiaro che il rapporto è ormai definitivamente incrinato.

Better Call Saul racconta della difficoltà di migliorare la propria condizione e dell’impossibilità di modificare il proprio ruolo. Nacho lo sa bene: dopo aver tanto penato a causa della famiglia Salamanca – tanto da causare un incidente quasi mortale ad uno di loro – ora si ritrova nuovamente a prendere ordini da un soggetto ancora difficile da inquadrare, Eduardo detto Lalo, ma decisamente spaventoso. Sia lui che Gus temono la spavalderia con la quale questo individuo si aggira per le strade di Albuquerque dispensando consigli e falsi sorrisi; piccoli indizi che vengono seminati in una storyline solo apparentemente secondaria nei confronti di un finale che si preannuncia esplosivo.

Si spendono migliaia e migliaia di parole sul sopraffino lavoro tecnico e narrativo dietro Better Call Saul, e probabilmente continueranno a non bastare. Dietro il successo di un grande show c’è sempre un amore smisurato da parte degli autori per i suoi personaggi e questi due episodi dimostrano come mai prima d’ora il grande cuore di Vince Gilligan e del suo team.
Voto 4×08: 8 ½
Voto 4×09: 9
Note:
– Il finto sito della parrocchia di Coushatta ideato per sostenere Huell esiste veramente, è stata la pagina Facebook della serie a condividerlo.

L’insopportabile e pericoloso Lalo ovviamente farà una brutta fine (ma prima la farà fare a qualcun altro?), ma intanto si ritaglia un posto di tutto rispetto nella mitologia di BB: DLING! DLING!
Questa stagione è partita al rallentatore, ma adesso i pezzi si stanno mettendo al loro posto e immagino che fino al suo termine andrà avanti come un treno (merci?). Continuo a fare il tifo per Kim contro tutte le evidenze del mondo. Anche per me: 9.