
La serie, attesa per il 16 gennaio con il pilot, è stata in realtà anticipata da un pre-air della stessa SyFy, che ha reso disponibile il primo episodio su YouTube negli ultimi giorni del 2018.
Per non farsi mancare un’adeguata attenzione mediatica, SyFy e Sony si assicurano dei nomi di grande rilevanza dietro l’apparato produttivo della loro serie: l’autore dell’omonima serie a fumetti Rick Remender, in veste di sceneggiatore nel primo episodio, Benedict Wong (Doctor Strange) in uno dei ruoli principali e i fratelli star del momento a Hollywood, Anthony e Joe Russo (Avengers Infinity War) come produttori. A dirigere “Reagan Youth” troviamo Lee Toland Krieger (Adaline – L’eterna giovinezza), che tra le altre cose ha lavorato in passato sui primi episodi dei già citati Riverdale e Chilling Adventures Of Sabrina.
La storia, ambientata nel 1987, è quella di Marcus Lopez, un ragazzo che individua nel presidente Reagan e nelle sue politiche sociali la causa della sua condizione di orfano, senzatetto e ricercato per omicidio. Alla ricerca di un luogo dove vivere, viene intercettato e accolto alla King’s Dominion, una scuola elitaria nella quale le famiglie criminali di tutto il mondo spediscono i propri figli al fine di trasformarli in spietati assassini. Proprio come in un liceo americano, gli studenti devono seguire le lezioni e affrontare dei test, guidati dagli insegnamenti dei professori e dalla spietatezza di Master Lin, anche preside della scuola.

La trama di “Reagan Youth” ruota per intero attorno alla figura di Marcus (Benjamin Wadsworth), seguendolo dalla iniziale condizione di disadattato, alla ricerca di un luogo dove poter sopravvivere e che possa dare una prospettiva alla sua vita. Il problema di questo approccio, tuttavia, emerge nel momento in cui il protagonista non è poi così interessante, specialmente alla luce dei compagni che incontra. Non ci sono particolari sforzi da parte della scrittura nel dare spessore a Marcus – a parte un brevissimo excursus animato sulla sua infanzia –, personaggio di cui lo spettatore alla fine dell’episodio sa poco e nulla e con il quale, di conseguenza, fatica ad empatizzare. Questo permette alle figure secondarie di rubargli la scena: Lana Condor (X-men: Apocalypse), per esempio, è splendida nei panni di Saya, esponente della Yakuza, così come María Gabriela de Faría che interpreta un personaggio omonimo legato alla criminalità messicana. C’è da dire che l’afflato internazionale della scuola – gli studenti provengono da tutte le parti del mondo – contribuisce a rendere interessante lo sviluppo di tutti i comprimari, anche caratterizzati dalla loro cultura e tradizione – la prima apparizione di Maria la vede calarsi nell’abbigliamento tipico del Dias de los Muertos – sempre sperando che alla lunga non si trasformino in figure monodimensionali stereotipiche.

Il pilot di Deadly Class non sorprende e non colpisce particolarmente, ma getta qualche seme interessante in vista degli episodi successivi. Da come gli autori decideranno di proseguire sulle questioni più annose sollevate da “Reagan Youth” – crearsi un’identità rispetto ai numerosi drama scolastici, la caratterizzazione del protagonista, la direzione che prenderà il discorso sulla moralità – si capirà quanto effettivamente vale questo show.
Voto: 6½
