Dark Crystal: Age of Resistance – Stagione 1 1


Dark Crystal: Age of Resistance – Stagione 1L’idea era di fare il prequel di un film che aveva avuto un discreto successo 37 anni fa, incentrato su dei burattini dalle sembianze fantastiche, in una storia che difficilmente poteva davvero interessare i più piccoli, a causa della sua profonda anima dark, e allo stesso tempo con il pregiudizio degli adulti su prodotti di questo tipo.

Già messa così era evidente quanto sarebbe stata difficile una scommessa di questo genere. Certo, con il passare degli anni The Dark Crystal era diventato un piccolo cult, ma l’insuccesso nel creare una nuova saga produttiva e la morte del suo creatore (e vero e proprio eroe nazionale) Jim Henson nel 1990 non poteva che spaventare qualsiasi produttore tradizionale. Per fortuna Netflix non è un produttore tradizionale, anzi: negli ultimi anni sembra guardare con sempre maggior interesse quei prodotti capaci di creare un pubblico fedele e appassionato, che possa riempire internet di meme, immagini, discussioni (d’altronde, bisogna in qualche modo ovviare al problema fondamentale del binge-watching, ovverosia la rapidità con cui si smette di parlare di una certa serie).

Ecco dunque che è arrivata questa The Dark Crystal: Age of Resistance, una serie in dieci episodi che ha il compito di compattare (ma non ultimare, come vedremo) il racconto del 1982, facendo leva su una costruzione mitologica (world-building) in grado di arricchire ulteriormente e meglio sfruttare quanto già creato nel film originale. Si tratta di un difficile equilibrio tra tradizione e innovazione, con il compito dichiarato di superare il sospetto che si voglia solo sfruttare un brand – cosa assai frequente ultimamente – senza portare niente di nuovo, un reperto di un glorioso passato. Innovazione e tradizione, dunque.

Dark Crystal: Age of Resistance – Stagione 1Tradizione nel senso che il cuore pulsante di Thra e della narrazione ideata e voluta da Jim Henson è ben presente in questa serie, con quasi tutti i propri personaggi e la maggior parte delle ottime idee del film originale. E dunque ritornano gli Skeksis, ritornano i gelfling, tutto quello che ci era familiare è di nuovo presente (o lo sarà entro la fine della stagione). Quel che più conta, però, è che la CGI è utilizzata con grande parsimonia, in pratica solo per eliminare in post-produzione i burattinai, e dunque i personaggi non sono resi digitalmente: i burattini ci sono, spesso si vedono, altre volte invece si amalgamano così bene con il contesto che l’ampiezza delle espressioni e dei movimenti che riescono a compiere è incredibile. Ogni singolo burattino è così profondamente studiato da risultare credibile e unico: Mother Aughra e gli Skeksis in particolare sono degli autentici capolavori d’artigianato. Anche i fondali e in generale le scenografie si mantengono di altissimo livello, non ancorati ad una sterile ripetizione del passato ma rispettosamente aggiornati e migliorati con le tecnologie offerte dall’era digitale. Ci sono molti momenti in cui bisogna mettere in pausa la visione per ammirare gli scenari che questi artisti sono riusciti a creare.

Se visivamente siamo di fronte a qualcosa di straordinario, un’impresa unica resa possibile dall’avanzamento tecnico e dal lavoro artigianale di grande esperienza, sul fronte della trama si conferma il bisogno di unire il conosciuto con il nuovo. Ciò che più colpisce lo spettatore moderno sin dal primo un po’ faticoso episodio è il cambio di narrazione, che passa da un film con moderatamente pochi personaggi ad un’impresa corale, ricca di varie sfaccettature: le differenze tra i clan, ciascuno riconoscibile, l’arricchimento di contrasti interni, la moltitudine di creature differenti che popolano Thra. Siamo di fronte dunque a un ottimo lavoro nella costruzione della mitologia della serie, ma certo non ci si trova nella stessa condizione di sorpresa quando alle prese con la trama: e anzi se di difficoltà possiamo parlare è proprio in quest’ambito. In altre parole, la narrazione è molto lineare (anche prescindendo dal fatto che possiamo ampiamente aspettarci dove andrà a parare) e priva di grandi scossoni. Oltre a qualche accenno allo sfruttamento della Natura e a delle generiche critiche sociali, le stesse del film originale, non c’è molto altro e il passaggio del tempo e i cambiamenti nella società non sembrano avere impatto laddove un impatto avrebbero potuto avercelo. Si tratta di un’avventura con molti spostamenti, che preferisce dar vita a immagini sempre nuove senza riuscire davvero a fornire una storia di grande forza. Alcuni passaggi, poi, avrebbero necessitato di una maggiore cura e di più tempo per essere sviluppati: prendiamo ad esempio Seladon, il cui passaggio al lato oscuro è bellissimo e gestito con grande efficacia, ma viene disatteso davvero troppo velocemente, come altrettanto velocemente viene perdonata per i suoi errori passati. Sembrava più importante per gli autori concludere l’arco personale di Brea piuttosto che dare a Seladon la necessaria conclusione. Se poi Rian è poco originale ed è più interessante nel suo rapporto col padre che per altro, siamo in tutt’altro campo con Deet, il gelfling decisamente meglio riuscito. Non solo perché è l’outsider che deve ambientarsi in un mondo profondamente diverso dal proprio, ma soprattutto perché è l’anima più gentile e legata alla natura (e quindi perfetta in questo tipo di racconto); è certamente quella di cui si attende scoprire l’esito nella prossima stagione. E non si può dimenticare che ciò che funziona è anche il suo rapporto con Hup, il vero eroe della serie, il paladino improbabile per cui è impossibile non provare un debole.

Dark Crystal: Age of Resistance – Stagione 1Mother Aughra non è troppo diversa da quella del film originale, ma qui funziona molto bene nonostante sia generalmente difficile gestire un personaggio dotato di poteri straordinari (e di preveggenza). La vera forza della caratterizzazione dei personaggi riguarda però gli Skeksis. Arricchiti dai propri doppiatori, alcuni dei quali svolgono un lavoro superbo, i villain della serie riescono ad risultare interessanti nonostante siano, per l’appunto, i nemici del racconto. Anche se non proprio tutti hanno il tempo di cui necessitano, in generale si può dire che ciascuno possiede delle proprie caratteristiche che lo rendono unico, sia nelle situazioni di comic relief  (il camp regna sovrano!) che nei momenti di maggior dramma. Ecco dunque che l’Imperatore, il Ciambellano, il Generale, il Cacciatore, e lo Scienziato tra gli altri sono immediatamente riconoscibili nelle loro differenze pur mantenendo un sostrato condiviso. E la caratterizzazione della loro natura viene arricchita poi dalla presenza dell’Eretico, e dunque dalla possibilità di Skeksis non malvagi: il lore della serie è espanso – come necessario in questo caso. La stessa Thra, poi, è intesa più e più volte come un vero personaggio, che si manifesta in vari modi e con tante facce diverse: si tratta d’altronde di una società il cui nemico è alieno, diviso da Thra stesso (la punizione tremenda per gli Skeksis è appunto non tornare a Thra quando muoiono) e che solamente i propri abitanti possono salvare. Animali, piante, c’è una ricchezza tale di creature in questo pianeta che fa davvero venir voglia di farvi visita.

Dark Crystal: Age of Resistance – Stagione 1Che futuro, dunque, per questa serie? Il finale non si ricollega al film: manca ahinoi il genocidio dei gelfling, che sappiamo arriverà prima che le vicende di Jen e Kira possano cominciare. La scelta di non concludere le vicende e la guerra dei gelfling, anzi fermarsi con la creazione dei terribili garthim, rende chiaro che le intenzioni siano di proseguire quest’avventura. Ci sarà però da lavorare parecchio, per la prossima stagione, perché quel che mancherà sarà la stessa sensazione di sbalorditiva ammirazione nel traguardo tecnico e visivo della serie ed una maggiore attenzione al profilo narrativo, proprio quello che è risultato essere il tallone d’Achille di questa stagione. È dunque necessario per questa serie darsi da fare per non rimanere bruciata dal peso delle aspettative. Intanto, però, torniamo a Thra e godiamoci questo meraviglioso mondo, che con le sue storture e le sue paure rappresenta una delle esperienze visive più ricche e soddisfacenti che si siano viste negli ultimi tempi.

Voto: 8

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Informazioni su Mario Sassi

Un po' romano un po' napoletano, ha preparato la sua valigia di cartone e se n'è andato a Philadelphia, nella speranza di incrociare Rocky alle prese con un nuovo allenamento. Tra letteratura, cinema e serie TV si domanda ancora come faccia a trovare tempo per respirare.


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Un commento su “Dark Crystal: Age of Resistance – Stagione 1

  • John

    Decisamente d’accordo con quanto detto dal recensore: impressionante dal punto di vista tecnico, con qualche scivolone nella trama e nella caratterizzazione dei protagonisti, eccezion fatta per Deet.
    La cosa che mi duole di più è la poca considerazione avuta di questa serie in Italia, ma, anche al tempo, il film ebbe più risonanza in USA che da noi.
    Dal canto mio non vedo l’ora esca la seconda stagione!