
Questo primo tentativo non aveva pienamente incontrato le aspettative dei fan della serie, considerata troppo maestosa e stereotipata rispetto alle pagine della trilogia, nonostante le grandi energie impiegate e i grandi nomi coinvolti. Oggi, Jack Thorne (Shameless, Skins) si assume l’onore e onere di portare su schermo una seconda volta il mondo forgiato da Pullman, supportato da un cast di tutto rispetto. La serie vede la luce il 3 Novembre del 2019.
La trama presentata da His Dark Materials appare semplice, ma, come ogni lettore sa, è solo l’inizio di un grande viaggio. Il pilot “Lyra’s Jordan” ha il merito di preparare il suddetto con rigore e puntualità, lasciando intravedere spiragli affacciati su di una vicenda ben più profonda, su di un’ambientazione sfaccettata e onirica. In un mondo parallelo al nostro, gli umani sono connessi e affiancati da animali chiamati daimon,possessori di proprietà particolari, in grado di comunicare con la persona a cui sono legati; il tutto è tenuto sotto stretta sorveglianza dal Magisterum, organo di controllo della Chiesa, benché istituzioni come il Jordan Oxford College, in virtù della loro eminenza accademica, posseggano una certa libertà nelle proprie ricerche. In questo ambiente protetto cresce la protagonista, Lyra Belacqua (la bravissima X-23 di Logan, Dafne Keen Fernández), una bambina vivace e dalla mente affilata. La sua monotona vita da studentessa sembra prendere una piaga improvvisa al ritorno dello zio, Lord Asriel Belacqua (un James McAvoy in grande rispolvero), rientrato da un importante viaggio nel profondo Nord, terra selvaggia e dalla forte impronta soprannaturale.
Come già accennato, il primo episodio si prende sapientemente il tempo per presentare la serie e l’ambientazione, senza debordare nella sua esposizione, ma instillando la giusta curiosità nello spettatore, anche grazie alle scenografie e ambientazioni curate nel minimo dettaglio. Questo pregio è chiaro dall’esemplare rappresentazione della cultura tribale gyziana, che viene ritratta durante un’importante cerimonia. La scena si anima nei canti rituali, si popola di comparse che caricano il momento di significato e aggiungono un importante tassello al worldbuilding ereditato dall’opera letteraria; il primo episodio si fregia spesso di queste accortezze, riproponendo un mondo vivo, non un mero sfondo. Ancor più forte e incisiva è la differenza fra i gyziani e l’ambiente accademico del Jordan Oxford College, come se fossero agli antipodi, pur vivendo gomito a gomito, e nella stessa maniera differisce il Magisterum, nel breve scorcio concessogli, con i suoi simboli imperiosi impressi su di un’architettura asettica.

La vivacità del suo carattere è palpabile e si staglia contro l’austerità del Jordan Oxford College , complici le scenografie dove i colori freddi dominano. Lo spettatore è partecipe della sua insofferenza rispetto alle mura del collegio, così come intende la sua confusione quando affronta eventi che non può ancora comprendere: siamo con lei quando riceve la Bussola d’Oro e complici in quel senso di speranza che l’Aletiometro porta con sé, come se potesse mettere in ordine il mondo con la sua semplice ma significativa qualità. Attraverso di lei, si sviluppano i personaggi che le orbitano attorno: numerosi sono i volti che popolano lo show, tutti ben definiti, dallo zio di Lucy, Lord Asriel, passando per Dottor Carne (Clarke Peters, Jessica Jones, True Detective), fino alla misteriosa Marisa Coulter (Ruth Wilson, The Affair). Nonostante la pletora di attanti, ogni personaggio è ben caratterizzato, senza cadere nella superficialità in favore dell’incedere della storia, e anche in questo, “Lyra’s Jordan” si prende il giusto tempo per raccontarsi. Molti dei suddetti tentano di proteggere Lyra, che però non ci appare mai inerme; con ciò si intravede anche una certa dinamica generazionale fra adulti e bambini, che sembrano vivere in due mondi differenti, come i gyziani e gli accademici. Due mondi destinati a incontrarsi e forse scontrarsi.

In definitiva, il primo episodio di His Dark Materials presenta in maniera ottimale una serie che può dare tanto ai suoi spettatori, a prescindere dall’interesse verso il genere fantasy. La BBC rende giustizia all’opera di Pullman, lasciando fluire nuova linfa attraverso il suo mondo, con un adattamento che promette di consegnare una storia in grado di trasportare in un altro mondo e renderlo partecipe di un sogno fatto di polvere magica e creature immaginifiche.
Voto: 8
