
Già, perché con il cambio da piattaforma a rete è mutato anche il rilascio degli episodi, che non escono più tutti insieme ma che seguono la cadenza della puntata settimanale – un fattore che porterà inevitabilmente a conseguenze positive e negative. Se infatti l’uscita centellinata permette di non divorarsi una serie che in questi anni ha avuto come difetto quella di finire sempre troppo in fretta, dall’altra sarà inevitabile che, con puntate così brevi, eventuali cali o difetti salteranno ancora di più all’occhio – come di fatto accade con qualunque serie che segua questo tipo di rilascio. Sono poche tuttavia quelle che si ritrovano a cambiare natura in corsa, quindi potremo osservare con più attenzione se in questo caso One Day at a Time ne trarrà più vantaggi o svantaggi.

Era prevedibile che una serie così ancorata all’attualità rivolgesse una stoccata a quella piattaforma che l’ha abbandonata pur senza averla mai pubblicizzata abbastanza, ma il fatto di riservare proprio all’apertura dell’episodio una battuta a riguardo – It’s like there’s nothing good on Netflix anymore – è anche un modo per chiudere immediatamente questo capitolo e voltare subito pagina. Kellet e Royce segnano quello che pare davvero un rigore a porta vuota (l’alta qualità di One Day at a Time è fuori discussione, così come quella ben più bassa di altri prodotti che vengono costantemente rinnovati da Netflix soprattutto perché spinti da una comunicazione molto più attenta), a seguito del quale la puntata inizia davvero lasciando la sensazione di non voler mai più guardarsi indietro.


È rassicurante vedere, dopo gli eventi della scorsa stagione, che per Penelope la spalla su cui appoggiarsi e l’amico con cui sfogarsi è sempre Schneider: non che avessimo molti dubbi a riguardo, ma il comportamento avuto con Alex durante la sua ricaduta poteva avere conseguenze non di poco conto in termini di fiducia tra i due. Non è così, per fortuna, e in questo modo Penelope si convince a ricercare Max, che però è partito per lavorare all’estero: insomma, la premiere stabilisce subito la necessità di andare oltre ciò che è accaduto fino ad ora, e sarà sicuramente importante vedere come Penelope se la caverà in questa nuova situazione.
Anche gli altri componenti di questa grande famiglia allargata, come si diceva all’inizio, affrontano il tema della relazione di coppia, in modi più o meno approfonditi. Se per quanto riguarda Lydia il pensiero di Berto è ormai una nota costante – Berto is in here, and in here… and in… – e la relazione con il dottor Berkowitz continua sulla scia del “rapporto platonico esclusivo” (anche se attendiamo resoconti del loro viaggio a Cuba, con cui si era chiusa la scorsa annata), la coppia più approfondita è sicuramente quella di Elena e Syd. La loro storia, che raggiunge dei livelli di co-dipendenza simpatici quanto prevedibili data l’età, si trova davanti alla prospettiva della separazione in vista del college, come capita a ogni relazione duratura adolescenziale di qualunque teen drama che si rispetti.

Le sorprese in termini di coppia sono invece legate a Schneider, che inizierà la sua convivenza con Avery, e ad Alex, che svela solo in chiusura di puntata di avere una ragazza. Se per quanto riguarda il primo sarà interessante vedere come la presenza di una compagna influenzerà la presenza di Schneider all’interno delle dinamiche della famiglia Alvarez, per Alex c’è da scommettere che le reazioni più gustose saranno quelle di Abuelita, che proprio a inizio episodio aveva puntato l’asticella decisamente troppo in alto per una qualunque ragazza adatta al nipote – Because it is impossible to find a woman who is good enough for him… who is not me.
Con “Checking Boxes” possiamo quindi ufficialmente dire che One Day at a Time è tornato, privo purtroppo della versione completa della sua meravigliosa sigla (la durata dell’episodio su una rete commerciale è standard e la theme song cantata da Gloria Estefan era troppo lunga per PopTV), ma con tutto il resto al suo posto, lì dove lo avevamo lasciato. La famiglia americano-cubana-canadese che abbiamo imparato ad amare avrà cambiato casa e modalità di rilascio di episodi, ma è per fortuna rimasta se stessa: consoliamoci sapendo che, con una cadenza settimanale, avremo più tempo da passare insieme agli Alvarez & co.
Voto: 8
