One Day at a Time – 4×01 Checking Boxes


One Day at a Time - 4x01 Checking BoxesDopo la cancellazione di Netflix alla conclusione della terza stagione, come accade spesso con le serie chiuse a fronte di un pubblico tenace e affettuoso, One Day at a Time è riuscita a trovare una nuova casa che accogliesse la serie e desse quindi una nuova possibilità a tutti quegli spettatori che nei mesi tra marzo e giugno non avevano mai perso le speranze insieme agli autori – Gloria Calderón Kellet e Mike Royce – e al cast dello show. A fine giugno è giunta la notizia ufficiale di una quarta stagione su Pop Tv e finalmente la tanto attesa data della season premiere è arrivata.

Già, perché con il cambio da piattaforma a rete è mutato anche il rilascio degli episodi, che non escono più tutti insieme ma che seguono la cadenza della puntata settimanale – un fattore che porterà inevitabilmente a conseguenze positive e negative. Se infatti l’uscita centellinata permette di non divorarsi una serie che in questi anni ha avuto come difetto quella di finire sempre troppo in fretta, dall’altra sarà inevitabile che, con puntate così brevi, eventuali cali o difetti salteranno ancora di più all’occhio – come di fatto accade con qualunque serie che segua questo tipo di rilascio. Sono poche tuttavia quelle che si ritrovano a cambiare natura in corsa, quindi potremo osservare con più attenzione se in questo caso One Day at a Time ne trarrà più vantaggi o svantaggi.

One Day at a Time - 4x01 Checking BoxesQuello che di sicuro possiamo dire è che la tanto attesa prima puntata della quarta stagione, “Checking Boxes”, non ha deluso le altissime aspettative. Sebbene anticipata da diversi sneak peek sui social – così tanti da coprire almeno un quarto della puntata –, la premiere colpisce nel segno e riprende il racconto senza alcuna fretta, riassestando i punti di arrivo raggiunti con lo scorso finale e muovendo lentamente la costruzione dei personaggi, quasi tutti impegnati a risolvere questioni personali e in particolare di cuore.
Era prevedibile che una serie così ancorata all’attualità rivolgesse una stoccata a quella piattaforma che l’ha abbandonata pur senza averla mai pubblicizzata abbastanza, ma il fatto di riservare proprio all’apertura dell’episodio una battuta a riguardo It’s like there’s nothing good on Netflix anymore – è anche un modo per chiudere immediatamente questo capitolo e voltare subito pagina. Kellet e Royce segnano quello che pare davvero un rigore a porta vuota (l’alta qualità di One Day at a Time è fuori discussione, così come quella ben più bassa di altri prodotti che vengono costantemente rinnovati da Netflix soprattutto perché spinti da una comunicazione molto più attenta), a seguito del quale la puntata inizia davvero lasciando la sensazione di non voler mai più guardarsi indietro.

One Day at a Time - 4x01 Checking BoxesL’evento che dà il via all’episodio è l’arrivo dell’addetto al censimento, Brian – interpretato da Ray Romano, comico famoso tra le altre cose per Everybody Loves Raymond, il che spiega la battuta di Lydia a riguardo –, che con le sue domande riaccende un argomento fondamentale della vita di Penelope. Se infatti lo scorso finale aveva portato Lupe alla consapevolezza di poter “essere abbastanza” anche senza un uomo al suo fianco, questo non vuol dire che non senta comunque il bisogno di qualcuno accanto, a maggior ragione considerando il suo legame con Max e il fatto di essersi separati non per mancanza d’amore ma per obiettivi diversi legati al tema dei figli. Con la solita delicatezza mista a ottima comicità, scopriamo in Penelope dei sentimenti che non sono solo legati all’idea di una relazione, ma anche alla paura – così tipica in chi ha figli che stanno per andarsene di casa e genitori ormai di una certa età – di rimanere da sola. È infatti la solitudine il tema che la donna affronta nella puntata, a partire dal discorso di Lydia su Tia Chuchi (con una Rita Moreno che – ma dobbiamo ancora dirlo? – è, in una parola, superba) fino alla seduta di terapia di gruppo, che torna in grande spolvero grazie, tra le altre, a una sempre eccellente Judy Reyes. L’idea che al censimento successivo Penelope potrà effettivamente vivere da sola, unita alla mancanza di Max, la spinge a uscire per una cena con un uomo, anche se è arrivata a quell’età per cui si vorrebbe direttamente avere l’intimità tanto desiderata senza passare da quella trafila infinita di appuntamenti conoscitivi, ricchi di tante incognite e altrettante possibili delusioni.

One Day at a Time - 4x01 Checking BoxesLa cena al ristorante rappresenta il picco più assurdo dell’episodio – Max nell’insalata è talmente imbarazzante da fare tutto il giro ed essere comunque divertente – ma non fa altro che sottolineare, seppur in modo leggero, come tutti quei riti legati ai primi appuntamenti possano essere sicuramente divertenti a vent’anni, ma non lo siano più quando ci si sente come se il tempo stringesse e non ce ne fosse abbastanza per trovare qualcuno che sia davvero giusto per sé.
È rassicurante vedere, dopo gli eventi della scorsa stagione, che per Penelope la spalla su cui appoggiarsi e l’amico con cui sfogarsi è sempre Schneider: non che avessimo molti dubbi a riguardo, ma il comportamento avuto con Alex durante la sua ricaduta poteva avere conseguenze non di poco conto in termini di fiducia tra i due. Non è così, per fortuna, e in questo modo Penelope si convince a ricercare Max, che però è partito per lavorare all’estero: insomma, la premiere stabilisce subito la necessità di andare oltre ciò che è accaduto fino ad ora, e sarà sicuramente importante vedere come Penelope se la caverà in questa nuova situazione.

Anche gli altri componenti di questa grande famiglia allargata, come si diceva all’inizio, affrontano il tema della relazione di coppia, in modi più o meno approfonditi. Se per quanto riguarda Lydia il pensiero di Berto è ormai una nota costante – Berto is in here, and in here… and in… – e la relazione con il dottor Berkowitz continua sulla scia del “rapporto platonico esclusivo” (anche se attendiamo resoconti del loro viaggio a Cuba, con cui si era chiusa la scorsa annata), la coppia più approfondita è sicuramente quella di Elena e Syd. La loro storia, che raggiunge dei livelli di co-dipendenza simpatici quanto prevedibili data l’età, si trova davanti alla prospettiva della separazione in vista del college, come capita a ogni relazione duratura adolescenziale di qualunque teen drama che si rispetti.
One Day at a Time - 4x01 Checking BoxesIn One Day At A Time, però, la narrazione non segue mai quei temi triti e ritriti che siamo abituati a vedere, anzi spesso li utilizza solo per poter riscriverli dall’interno, soprattutto quando ha a che fare con personaggi che quei cliché li rifiutano costantemente come ordinamento interiore: e quindi non stupisce vedere come le due ragazze tentino di sfuggire a qualsiasi catalogazione cercando in tutti i modi di controllare la narrazione della loro stessa storia e programmando una separazione che ha tutta la logica dalla sua parte, senza considerare che l’amore segue leggi che la testa non considera. Quindi sì, alla fine ci ritroveremo davanti al racconto di due giovani ragazze che devono separarsi entro la fine dell’anno scolastico, ma solo perché hanno vagliato l’altra possibilità – quella più adulta e matura – e hanno scientemente deciso che non è la loro: è questo ciò a cui One Day at a Time ci ha abituati ed è un piacere riscontrarlo di nuovo sin dal primo episodio.
Le sorprese in termini di coppia sono invece legate a Schneider, che inizierà la sua convivenza con Avery, e ad Alex, che svela solo in chiusura di puntata di avere una ragazza. Se per quanto riguarda il primo sarà interessante vedere come la presenza di una compagna influenzerà la presenza di Schneider all’interno delle dinamiche della famiglia Alvarez, per Alex c’è da scommettere che le reazioni più gustose saranno quelle di Abuelita, che proprio a inizio episodio aveva puntato l’asticella decisamente troppo in alto per una qualunque ragazza adatta al nipote – Because it is impossible to find a woman who is good enough for him… who is not me.

Con “Checking Boxes” possiamo quindi ufficialmente dire che One Day at a Time è tornato, privo purtroppo della versione completa della sua meravigliosa sigla (la durata dell’episodio su una rete commerciale è standard e la theme song cantata da Gloria Estefan era troppo lunga per PopTV), ma con tutto il resto al suo posto, lì dove lo avevamo lasciato. La famiglia americano-cubana-canadese che abbiamo imparato ad amare avrà cambiato casa e modalità di rilascio di episodi, ma è per fortuna rimasta se stessa: consoliamoci sapendo che, con una cadenza settimanale, avremo più tempo da passare insieme agli Alvarez & co.

Voto: 8

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Informazioni su Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

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