
Blackface in TV: nuovi casi
Le manifestazioni su scala globale in sostegno di Black Lives Matter stanno avendo conseguenze più o meno profonde su diversi campi, primo fra tutti quello televisivo. Ci si è interrogati a lungo su come debbano essere rappresentate le minoranze in televisione, se sia giusto ricorrere all’uso massiccio di stereotipi in larga parte degradanti o se sia meglio ripiegare su una rappresentazione più rispettosa. L’attenzione è subito caduta sul fenomeno chiamato blackface, cioè l’atto di dipingersi la faccia di nero per interpretare o imitare personaggi afrodiscendenti in modo fortemente caricaturale. Fingersi neri per un’esibizione, o anche una festa o altri eventi, risulta essere una presa in giro nei confronti di chi è nero per davvero, con tutto ciò che ne deriva: aggressioni verbali e fisiche, discriminazioni, o anche semplici commenti negativi sul colore della propria pelle. Queste sono le motivazioni che stanno portando alla condanna del blackface in televisione, tanto che diversi episodi di serie TV che ne contengono degli esempi sono stati ritirati da alcuni siti di streaming. Una scena da The Office è stata editata perché un personaggio appariva con una blackface, così è successo ad un episodio di Golden Girls, momentaneamente rimosso da Hulu perché due delle protagoniste scherzavano sul fatto di non essere nere indossando una blackface fatta con una maschera di bellezza. Anche un episodio di Scrubs è stato messo offline a causa di questo tipo di rappresentazione, così come è successo a 30 Rock e Community. La critica maggiore a questa presa di posizione da parte dei produttori degli show citati si basa sul fatto che, in questi casi, la blackface non sarebbe usata in modo dispregiativo e quindi si tratterebbe di censura. Tuttavia, bisogna sottolineare che chi ha deciso che questa pratica possa essere utilizzata a proprio piacimento non sono le persone che ancora oggi subiscono discriminazioni simili sulla propria pelle, ma chi queste discriminazioni non le ha mai subite. La domanda che ci si pone a seguito di questi ritiri è la seguente: riusciranno queste forti prese di posizione a mandare un messaggio altrettanto forte di inclusività verso una minoranza da sempre bersagliata fuori e dentro il piccolo schermo?
Black Lives Matter e doppiaggio US: le ultime novità

Anche Alison Brie (Community) ha dichiarato di essersi pentita di aver prestato la sua voce a Diane Nguyen, donna di origini vietnamite in BoJack Horseman. “Vorrei non aver interpretato quel personaggio. Ora capisco che persone di colore dovrebbero doppiare personaggi di colore. Abbiamo perso una grande opportunità di rappresentare la comunità vietamita-americana in modo accurato e con rispetto, e per questo sono dispiaciuta“, ha dichiarato l’attrice, aggiungendo “Applaudo coloro che hanno fatto un passo indietro dal loro lavoro di doppiatori in questi giorni. Ho imparato molto da loro“. Il creatore di BoJack Horseman Raphael Bob-Waksberg ha dichiarato che non c’è mai stato uno sceneggiatore vietnamita nello show ed è stato solamente assunto un consulente vietnamita per l’episodio in cui Diane visita il suo Paese.
L’ultimo passo indietro è stato fatto da Mike Henry, che presta la voce a Cleveland Brown in Family Guy. Anche lui si è detto favorevole al fatto che personaggi di colore siano interpretati da attori di colore: in questo modo si potrà dare una profondità maggiore a quei personaggi, sperando che serva anche a liberarli dagli stereotipi che da sempre li caratterizzano.
Brooklyn Nine-Nine cestina la stagione 8 e la riscrive
Brooklyn Nine-Nine, comedy di NBC, ha cestinato tutta l’ottava stagione e la riscriverà a seguito delle fortissime proteste contro la violenza della polizia statunitense. La stagione otto è già confermata, ma si è deciso di riscrivere da capo tutto il materiale. “Il nostro showrunner Dan Goor aveva quattro episodi già pronti per essere prodotti, ma è stato cancellato tutto“, ha dichiarato Terry Crews (Terry Jeffords), aggiungendo che “hanno dovuto ricominciare dall’inizio, non sappiamo ancora in che direzione si deciderà di andare“. Sarà molto interessante vedere come lo showrunner deciderà di impostare la prossima stagione del suo show, che verterà quasi sicuramente sui temi legati al comportamento della polizia e ai numerosi casi di violenza che stanno scuotendo il mondo.
Falcon and the Winter Soldier: parla Falcon

Peacock: si parte il 15 luglio
Il nuovo servizio di streaming online Peacock – di NBC Universal – sarà disponibile ufficialmente dal prossimo 15 luglio. Al debutto sarà disponibile su tutte le piattaforme Google inclusi i device Android (Android TV, Chromecast, etc) e offrirà un piano gratis con più di 7.500 ore di film, show e programmazione live on demand. Nel piano Premium a pagamento saranno incluse 15 mila ore di contenuti ad un costo che si aggira sui 5 dollari mensili. Questo nuovo servizio di streaming permetterà ai suoi iscritti di vedere anche show storici come Parks and Recreation, 30 Rock, Saturday Night Live, Everybody Loves Raymond, Two and a Half Men e Frasier.
Fleabag e Normal People insieme per beneficenza
Amazon Prime e Hulu hanno stilato un accordo per confezionare uno sketch a sostegno di Comic Relief, un’organizzazione benefica irlandese che sta raccogliendo soldi a sostegno di tutte le persone colpite da coronavirus. Vediamo protagonisti Andrew Scott, nei panni dello stesso prete senza nome che appare anche in Fleabag, Paul Mescal e Daisy Edgar-Jones, co-protagonisti di Normal People, che tornano ad interpretare i rispettivi ruoli. In questo video benefico i personaggi si incontrano in un confessionale con lo scopo di confessare i propri peccati, ma nulla andrà come ci si aspetta. Ecco di seguito il video di beneficenza:
Fonti: variety, spoilerTV, the hollywood reporter, vulture
