Search Party – 3×01 The Accused Woman


Search Party – 3×01 The Accused WomanDopo due lunghi anni di pausa, è tornata finalmente Search Party, dark comedy del 2016 che ha dovuto cambiare casa in corso d’opera, passando dal canale cable TBS ad un servizio di streaming che neanche esisteva quando, per la prima volta, è andata in onda: HBO Max. Questo trasloco online è servito per riuscire a connettersi meglio con un pubblico giovane e nativo digitale, che è anche il soggetto di cui parla questo show, fortemente influenzato da una serie che per prima ha puntato i riflettori sulla generazione dei millennials, Girls.

Parlare di “erede di” è sbagliato, ma Search Party è come se prendesse il discorso iniziato da Lena Dunham e decidesse di approfondirlo ancora un po’, utilizzando un punto di vista decisamente diverso rispetto a Girls, un po’ meno condiscendente verso i propri protagonisti, senza mai essere paternalistico. Il racconto dei giovani in modo ironico – stando però dalla loro parte – è stato efficace nelle prime due annate dello show, ma sembra aver raggiunto un nuovo livello con questa terza annata, introdotta da una premiere che ci mostra l’ennesimo cambio di rotta di Search Party; se la prima stagione è stata una mystery comedy e la seconda si è avvicinata a toni più surreali, questo nuovo ciclo di episodi sembra essere più dark rispetto al passato e, nonostante sia stato girato due anni fa, anche molto legato a temi sociali di strettissima attualità, come, per esempio, il white privilege e il modus operandi della polizia americana.

Search Party – 3×01 The Accused Woman

La terza annata di Search Party parte dagli eventi raccontati nel finale della seconda stagione – andato in onda nel dicembre del 2017 –, in cui abbiamo visto l’arresto di Dory all’evento per la candidatura politica di Mary Ferguson; la seguiamo in questa premiere nelle prime ore dell’arresto, quando ancora la protagonista deve rendersi conto di quello a cui sta andando incontro. È interessante come gli autori abbiano deciso di farci vedere una ragazza bianca di classe media alle prese con la giustizia americana; da un lato vediamo le reazioni della protagonista: nonostante le accuse che gli sono mosse, Dory si relaziona con i poliziotti che la prendono in custodia e la accompagnano in commissariato in modo molto calmo e, pur essendo spaesata per quello che le sta accadendo, non dà mai l’impressione di aver paura e perde il controllo solo per un istante, riuscendo subito dopo a riprendere in mano la situazione con estrema lucidità, segno che Dory non si senta – ancora – in pericolo né a causa delle accuse, né per il trattamento ricevuto da parte delle forze di polizia. Il secondo punto di vista da cui vediamo la relazione tra Dory e la polizia è quello della polizia stessa, che, sebbene abbia un mandato d’arresto per omicidio, usa sempre un certo riserbo verso la ragazza, sia quando la preleva dall’evento in “Psychosis”, sia quando deve gestirne i primi momenti in commissariato, toccando anche un estremo con la scena delle pillole, situazione che non si sarebbe mai venuta a creare se i poliziotti avessero avuto a che fare con un arrestato di un’altra etnia. Il tema della violenza della polizia, che in questo caso diventa indulgenza, era di attualità nel 2018 – quando è stata girata la stagione –, ma è incredibile quanto oggi sia centrale nel dibattito pubblico, riuscendo a far diventare questa premiere un racconto originale e molto efficace sul tema, che di solito viene trattato mostrando la violenza sulle minoranze e non il rispetto verso un gruppo più protetto – come in questo caso.

Search Party – 3×01 The Accused Woman“The Accused Woman” riesce ad entrare poco in quello che sarà lo sviluppo di questa terza annata, ma si intuisce, oltre ad un cambiamento nel tono del racconto che ora si fa più cupo, anche uno sdoppiamento del punto di vista, a cui si lega profondamente il secondo tema portato a galla dall’episodio: il white privilege. Se fino ad ora i millennials sono stati raccontati da un punto di vista interno a questa generazione di individui, ora ci aspettiamo che i protagonisti vengano raccontati anche tramite gli occhi delle stampa e di tutti coloro che seguiranno le loro vicende giudiziarie. Di questo tema ce ne viene dato un assaggio nel finale di episodio, con la folla che aspetta l’arrivo di Dory fuori dal commissariato, ma ci viene mostrato troppo poco per prevedere quanto sarà efficace questo sdoppiamento del punto di vista ai fini del racconto. Ascoltando le domande che i giornalisti pongono a Dory sembra che il giudizio più duro sulla protagonista arrivi da lei stessa, che, immaginando April tra la folla, riceve proprio da lei l’intervento più ostile. Non sappiamo ancora se l’opinione pubblica sarà clemente con Dory come lo è stata la polizia – che le riserva un trattamento di favore anche durante l’interrogatorio, in cui le danno da mangiare e le forniscono del ghiaccio per il naso –, ma da come è stato impostato questo episodio, è verosimile immaginare che il tema del white privilege non venga abbandonato molto presto.

Se Search Party è molto forte nel racconto di Dory, nei confronti degli altri protagonisti non riesce ad essere altrettanto efficace: Drew, Elliott e Portia hanno sempre avuto un ruolo abbastanza marginale all’interno delle vicende,  e questa premiere non lascia grandi speranze per un cambiamento in tal senso. L’unico a cui è stato dedicato più airtime è Drew, di cui ci vengono mostrate le decisioni rischiose, senza mai  indagare sul perché le compia e da cosa sia mosso: il suo motore è la paura o Drew ha in mente un piano per riuscire ad uscire indenne da questa situazione? Sarebbe interessante raccontare questo personaggio in profondità, perché è proprio  a causa sua che gli eventi di “The Accused Woman” hanno avuto luogo.

Per questi motivi possiamo dirci contenti del ritorno di Search Party che, a quattro anni dal debutto, sembra una serie con ancora molto da dire e che pare intenzionata a farlo mantenendo l’efficacia della sua rappresentazione dei millennials e introducendo contemporaneamente dei temi che prima non sono mai stati trattati; l’ennesimo cambio di scenario è una boccata d’aria fresca e ci permette di vedere Dory, Drew, Elliott e Portia sotto un altro punto di vista, senza però cambiare lo stile del racconto, da sempre onesto e spesso duro nei confronti proprio dei protagonisti. HBO Max, che ha già reso disponibile la stagione completa, ha rinnovato lo show per una quarta annata, confermando la fiducia dei suoi vertici in un progetto che ha le carte in regola per essere ricordato nel tempo.

Voto: 8 –

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Informazioni su Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

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