
In linea generale, “The Queen Who Ever Was” sembra confermare la supremazia della fazione di Rhaenyra – grazie alla squadra di dragon riders in continua espansione, il favore del popolo di King’s Landing, l’esercito di Daemon e la flotta di Corlys –, gettando però al tempo stesso i semi di una sua possibile disfatta. La scelta di invitare i discendenti illegittimi della casata a cavalcare i draghi – senza dubbio una delle svolte narrative più interessanti di questa stagione – si potrebbe rivelare piuttosto rischiosa, non solo per il temperamento di Ulf ma soprattutto per la generale inesperienza dei nuovi cavalieri. Efficacissimi come semplici deterrenti, saranno sufficientemente affidabili e capaci in battaglia? L’altro ostacolo all’orizzonte è la flotta di mercenari della Triarchy assoldata da Tyland Lannister: di sicuro un tassello fondamentale nel disegno generale del racconto, ma che forse avrebbe funzionato meglio se inserita in una delle precedenti puntate.
Il principale punto di forza dello schieramento dei Neri che emerge da questo finale è però una maggiore unità interna – pensiamo al rinnovato giuramento di fedeltà di Daemon –, laddove invece i Verdi sembrano ormai allo sbando e sopraffatti da conflitti intestini. Il dispotismo di Aemond ha inevitabilmente portato al suo progressivo isolamento da tutti gli altri membri della famiglia e della corte, che in questo finale giunge alle sue estreme conseguenze: assistiamo infatti non solo al rifiuto di Haelena di scendere con lui in battaglia e alla sua ambigua apparizione nella visione di Daemon, ma anche al definitivo tradimento della madre e alla fuga del fratello, tutti elementi che, al di là di come si evolveranno gli eventi, non potranno non intaccare i suoi piani.

Decisamente più riuscito il lavoro fatto sulle due protagoniste femminili, Rhaenyra e Alicent, anche grazie alla bravura di Emma D’Arcy e Olivia Cooke. La scelta degli autori di andare ad approfondire e stratificare il loro rapporto rispetto a quanto raccontato dalla cronaca di Fire & Blood si conferma una scelta vincente: le due donne rappresentano senza alcun dubbio il cuore pulsante della storia, e non a caso sono loro le protagoniste del momento più intenso di questo finale. L’offerta di Alicent di aprire le porte della Red Keep alla Targaryen, per quanto sorprendente, arriva al termine di un percorso molto coerente nella sua scrittura e messa in scena, in cui la donna si è progressivamente resa conto degli errori commessi e del ruolo da lei ricoperto nell’avvio del conflitto. Anche Rhaenyra, dal canto suo, affronta un interessante arco di crescita, caratterizzato da un lato dalla tenacia con cui difende le sue idee da un consiglio di soli uomini sempre pronto a mettere in dubbio le sue capacità, e dall’altro dalla graduale presa di coscienza che questo scontro non potrà risolversi senza spargimenti di sangue – come dimostra l’insistenza sull’esecuzione di Aegon come conditio sine qua non per l’accordo con Alicent.
Nonostante la durata dell’episodio e la densità degli eventi raccontati, tante, troppe cose restano in sospeso: Rhaena si trova finalmente faccia a faccia con il drago selvatico che abita la Valle, ma non sappiamo se riuscirà nel suo intento di domarlo; intravediamo solo per una manciata di secondi Daeron, il figlio di Alicent cresciuto a Old Town, finora solo menzionato nella serie; Otto Hightower ricompare, dopo diversi episodi di assenza, prigioniero di qualcuno di cui ancora non conosciamo l’identità. Si tratta di classici cliffhanger che però, vista la scelta di rimandare ulteriormente l’avvio dello scontro, rischiano di esacerbare il senso di insoddisfazione degli spettatori.
A dispetto di queste considerazioni, nel complesso House of the Dragon ci ha regalato un’ottima seconda stagione. Salvo alcune storyline che hanno girato un po’ a vuoto, spesso l’impressione è stata quella di essere tornati ai fasti di Game of Thrones, in cui a fare la differenza erano la scrittura dei dialoghi e delle intricate trame di corte, senza nulla togliere alle epiche sequenze di battaglia, che pure in questa stagione non sono mancate – “The Red Dragon and the Gold” è subito entrato di diritto tra i migliori episodi del franchise.
Ryan Condal ha confermato che House of the Dragon si concluderà con la quarta stagione: il lungo prologo dovrebbe essersi concluso, quindi non ci resta che aspettare il 2026 per assistere all’inizio della danza dei draghi.
Voto episodio: 7
Voto stagione: 8


Le due donne, mi dispiace, ma non sono il cuore pulsante della narrazione.
Il cuore pulsante della narrazione sono Rhaenyra ed Aegon, e lo scontro tra l’erede designata (ma donna) e l’erede non designato (ma uomo). Se ricordiamo è esattamente la trama che ha mosso tutta la prima stagione. Alicent è semplicemente una coprotagonista.
A me sta bene che cambino la storia, che diano ad Alicent un ruolo enormemente più importante di quello che in realtà ha nel libro, ma lo devono fare bene. Non a caso o, nella migliore delle ipotesi, in modo estremamente noioso.
Quella parte di trama è rimandata a settembre (cioè alla prossima stagione)
Quando un paio di anni fa debuttò, House of the Dragon ci sorprese e ci stupì riportandoci allo splendore delle prime, indimenticabili stagioni di Game of Thrones; seppur con molte meno location rispetto alla serie madre che poteva contare su una varietà di atmosfere, colori e personaggi enorme, la season 1 di HOTD riuscì a tenerci incollati grazie ad una narrazione elegante e serrata, regalandoci emozioni e, come tradizione, un bel colpo di scena finale. Insomma, sembrava davvero che avessero imparato dagli errori e le sciatterie del passato e invece, il vero colpo di scena di questa stagione 2, è stato proprio lo sgradevole sentore di quegli ultimi due capitoli di GOT.
Per carità, stagione bella e, probabilmente come dici tu Simona, transitoria, però discontinua e con un finale che ci ha “scioccato” introducendo ancora un nuovo personaggio (un mix fra Oberyn Martell e Euron Greyjoy), tagliando via (letteralmente: scena girata e non montata) lo Stark presentato in apertura di stagione e facendo correre per tutto l’episodio una povera Rhaena alla ricerca del suo drago.
Visti certi, diciamo, allunghi (del brodo) mi chiedo se sarà davvero necessario chiudere addirittura in una quarta, futura annata!