
Era dunque prevedibile che, nell’ottica di rilanciare e riportare un po’ di interesse verso i personaggi Marvel in tv, si partisse dall’unica vera serie che aveva messo d’accordo tutti, per l’appunto WandaVision. Ecco dunque che oltre al primo spin-off di cui si parla oggi è già in cantiere un nuovo progetto con protagonista Paul Bettany intitolato Vision Quest che dovrebbe vedere la luce nei prossimi anni; anche questo show sarà supervisionato da Jac Schaeffer, alla quale pare che Feige abbia affidato il compito di sviluppare una sorta di WandaVision universe con la speranza che possa radunare un seguito importante e potenzialmente dare una scossa all’intero MCU. Il primo passo di Schaeffer in questa direzione è proprio Agatha All Along – titolo definitivo di uno show che in origine doveva chiamarsi “Agatha: House of Harkness”, poi “Agatha: Coven of Chaos” e ancora “Agatha: Darkhold Diaries” –, serie in nove episodi che esce a cavallo della Halloween Season, con protagonista Kathryn Hahn (Parks and Recreation, Transparent) che riprende il ruolo di Agnes/Agatha Harkness, la strega antagonista di Wanda interpretata nella già citata serie madre.

L’inizio del primo episodio che, come si è detto, omaggia e allo stesso tempo parodizza i trope delle serie crime, è un elemento di continuità rispetto a WandaVision e nello specifico al modo in cui gli autori riescono ad integrare elementi meta-narrativi e originali in un universo come quello Marvel che invece tende a standardizzare i suoi prodotti e a farli assomigliare un po’ tutti. L’elemento di rottura che ha rappresentato la sceneggiatura intelligente di Schaeffer nel primo show riemerge anche in Agatha All Along, perlomeno per quanto riguarda il pilot: dalla finta sigla e il nome della serie – “Agnes of Westview” – al modo in cui l’attrice protagonista si cala in modo caricaturale nei panni di una detective fredda e solitaria. Il primo segmento narrativo, quello che arriva fino alla scoperta di Agatha dell’inganno in cui era confinata, è di gran lunga il migliore di questi primi due episodi che dopo si assestano su uno stile e una narrazione più lineare e prevedibile.

Siamo di fronte ad un prodotto che da un lato cerca di ricusarsi dagli altri che l’hanno preceduto – le varie serie Marvel che hanno floppato negli ultimi anni – ma dall’altro abbraccia comunque una struttura piuttosto classica per il genere. Come si è detto dopo la prima parte Agatha All Along sceglie una strada narrativa decisamente più convenzionale: lo stile con il quale incontra una dopo l’altra le sua future compagne di viaggio richiama l’impianto classico delle storie in cui il protagonista deve affrontare una quest e ha bisogno di un gruppo di supporto; inoltre il modo in cui le recluta non è particolarmente brillante ma una semplice carrellata di presentazione dei personaggi che la affiancheranno nel viaggio. Molto spesso sono persino gli altri personaggi a raccontare il background delle altre streghe, solo al fine di dare una motivazione credibile al motivo per il quale si dovrebbero unire ad Agatha.

Agatha All Along debutta con due buoni episodi – il primo migliore di gran lunga del secondo – e introduce una storia che, se sarà sviluppata in modo intelligente e saprà far sua l’anima più horror della serie, potrà davvero rendersi riconoscibile rispetto a quasi tutto il resto delle produzioni Marvel su Disney+. I punti a favore dello show risiedono nel cast, formato da attori di spessore e giovani talenti su cui puntare, e nelle possibilità quasi infinite per Jac Schaeffer e il team di autori di sviluppare la trama e le ambientazioni. Ora che ci siamo addentrati nella Witches’ Road, quello che ci aspetta è tutto da scoprire.
Voto 1×01: 7 ½
Voto 1×02: 6
