
L’obiettivo della serie, come indicato anche dalla sinossi su Netflix, è di andare oltre i limiti della decenza, mettendo in scena una serie di sketch che hanno l’obiettivo di portare sul piccolo schermo tutti quei pensieri cattivi e perversi che ci attraversano la mente ogni giorno e che cerchiamo di nascondere. Nel caso di Tom Segura, invece, questi pensieri non vengono nascosti ma diventano terreno fertile per un racconto provocatorio e disturbante.
La struttura degli episodi è molto semplice: ogni puntata è composta da varie gag che ruotano attorno ad un tema, introdotto e spiegato quasi a metà episodio dallo stesso Segura in una sequenza dove il comico si trova in un’ambiente neutro. L’uso dello sfondo bianco per indicare un luogo non corporeo, creando quasi una manifestazione fisica dell’interno del nostro cervello, sfrutta espedienti narrativi già visti in numerosi film, mostrando l’interesse da parte del comico di creare una narrazione che non sia solo dar voce a pensieri non propriamente adatti ad un pubblico generalista ma che voglia mettere in discussione anche i format a cui come spettatori si è abituati, creando parodie dei principali generi.

L’uso di celebri format cinematografici e televisivi ben riconoscibili dal grande pubblico come sfondo delle proprie battute e come un vero e proprio set up delle stesse, al fine di rafforzare l’effetto comico della scena, non è una novità in questo format seriale. Infatti, Bad Thoughts per molti aspetti ricorda la struttura di un’altra serie comedy Netflix: I think you should leave con Tim Robinson. Entrambe sono composte da diversi sketch comici che trasformano setting di film e serie tv, ma anche della vita reale, in luoghi surreali dove poter mettere in scena situazioni al limite del cringe che lasciano lo spettatore esterrefatto e in imbarazzo. Nonostante le similarità di fondo fra queste due serie tv, tuttavia, vi sono due aspetti principali che le differenziano portando a due prodotti finali con rese opposte: la prima è l’uso del cast e la seconda è legata allo stile di comicità dei due protagonisti.

Sebbene sia una scelta comprensibile, trattandosi comunque di una serie prodotta e creata dal comico, sfruttare al meglio le potenzialità del resto del cast sarebbe potuto essere utile per dare un twist ad alcune delle storie e per spezzare il ritmo imposto dalla costante presenza di Segura. Proprio come invece viene fatto nello show di Robinson che fin dalla prima stagione in alcune gag lascia completamente la scena ad altri personaggi, mantenendo comunque costante lo stile comico ma, non essendo sempre in prima linea, permette di dar spazio a nuovi e vecchi talenti e di concentrare le proprie performance solo su alcuni ruoli, dando respiro alla narrazione.
Infatti, ciò che distingue maggiormente le due serie è proprio il diverso stile dei due comici: se da una parte abbiamo Tim Robinson che sfrutta il suo intero corpo per dar vita alle proprie battute, dall’altra vi è lo stile più smorzato di Tom Segura. Ciò che infatti appiattisce un po’ alcuni sketch in Bad Thoughts è principalmente la delivery di Segura che passa da una battuta alla successiva senza creare quella tensione che amplifica l’effetto della punchline, rendendola memorabile e d’impatto.
Non vi è uso di particolare mimica facciale o gestuale né di inflessioni della voce che aiutano a creare dei personaggi unici e divertenti; ogni protagonista è essenzialmente Tom Segura con una diversa parrucca, cosa che non facilita l’immersione dello spettatore nella realtà che lo sketch vuole proporre; rendendo in verità ancora più difficile il lavoro del comico, che riducendo al minimo l’impatto esterno dovrebbe poter contare su battute d’alto impatto, cosa che invece non accade.

In Bad Thoughts, invece, le principali tematiche portate avanti riguardano l’umiliazione sessuale – spesso i personaggi degli sketch si trovano in situazioni in cui non vorrebbero essere e sono costretti a partecipare a svariate pratiche sessuali – e tutto ciò che si può o non si può più dire al giorno d’oggi – sempre secondo l’autore. Il filo conduttore di tutto? La sottintesa domanda “Vi state offendendo?”
La risposta è strettamente legata alla propria sensibilità e propensione ad un certo tipo di comicità ma certamente ciò che viene messo a terra da Segura non risulta scandaloso come vorrebbe. Ovviamente vedere un uomo che continua a prendere shot misteriosi per far crescere a dismisura il proprio pene, per poi doverlo tagliare con un’ascia, non è una scena piacevole alla vista ma è assente l’aspetto principalmente – e più interessante per certi versi – del black humour: far ragionare lo spettatore. Tutto ciò che viene mostrato negli sketch di Bad Thoughts ha come unico obiettivo l’effetto shock e creare qualche facile risata senza però andare oltre, creando una battuta che riesca a coinvolgere a 360° lo spettatore. Lo stesso sketch citato prima aveva il potenziale per essere un interessante punto di vista sul desiderio nascosto degli uomini di sembrare più mascolini avendo un grande pene, giocando sulle loro insicurezze, ma invece ciò che resta alla fine è solo l’immagine del protagonista con in mano un’ascia, la risata smorzata da una scena al limite.

Segura difende il sé passato con una doppia linea, portando avanti il tema della separazione fra opera e artista, insistendo che le sue battute erano figlie di un lui passato e che nella sua vita privata non direbbe mai cose così e difendendo la libertà delle arti, invitando le persone intorno a lui a leggere le sue parole nel contesto in cui sono state dette, ossia all’interno di uno spettacolo comico. Purtroppo, lo sketch termina rapidamente con il protagonista che accetta una situazione non ideale pur di non dover continuare a mettersi in discussione sul proprio passato. Un finale interessante che rivela molto sulla personalità del comico e che sarebbe stato bello veder sviscerato più propriamente in altri sketch dell’episodio, invece si continua sulla linea del creare un effetto shock nello spettatore senza davvero mettere in discussione il pensiero di nessuno.
Complessivamente, Bad Thoughts è una serie che scorre, grazie anche alla sua struttura che vede il proseguimento di alcuni sketch nell’episodio successivo ma si tratta di una visione che, nella sua totalità, non ha un vero impatto nella mente dello spettatore, andando semplicemente a generare risate facili basate su situazione al limite. Nonostante si sia consapevoli che la comicità è strettamente legata al tipo di sensibilità di chi la guarda, si percepisce in Bad Thoughts un potenziale non davvero espresso, con un debole filo conduttore fra i diversi sketch.
Tom Segura non è riuscito, dunque, nell’intento di ampliare la propria audience attraverso un format innovativo ma ha invece semplicemente sfruttato il proprio repertorio, creando un senso di nostalgia per chi lo segue da tempo ma tutto sommato riciclando la stessa struttura di battuta per l’intera stagione.
Voto: 5
