The Boys – 5×01/02 Fifteen Inches of Sheer Dynamite & Teenage Kix


The Boys - 5x01/02 Fifteen Inches of Sheer Dynamite & Teenage KixLa quinta stagione di The Boys si apre con due episodi che hanno il compito di reinserire il pubblico nel mondo creato da Eric Kripke: dopo la chiusura tumultuosa della quarta stagione, che aveva lasciato il paese sotto l’ombra di un potere dei Super sempre più istituzionalizzato e con i Boys frammentati e indeboliti, questi primi due capitoli dell’annata finale riposizionano le pedine e ricordano quanto sia alta la posta in gioco.

L’universo narrativo di The Boys è ormai saturo, ovvero sembra che abbia già detto tutto quello che aveva da dire e questi primi due episodi di quella che è la stagione finale della serie lo mettono in mostra in modo evidente. Se da una parte appare chiara la funzione re-introduttiva delle prime puntate è anche onnipresente la sensazione di aver già visto gran parte di quello che accade e di poterlo prevedere facilmente: insomma, era davvero necessario che questa quinta stagione fosse conclusiva per porre fine a storyline ormai dilungate negli anni senza giustificazioni. Perlomeno avremo così occasione, nel corso dei prossimi episodi, di vedere diversi – se non tutti – i personaggi ancora irrisolti arrivare a un dunque e concludere il loro percorso.  

Il ritmo di questo inizio è meno incalzante di quanto ci si aspetterebbe visti i pregressi e, in generale, anche meno sorprendente rispetto ai picchi delle stagioni precedenti, ma in un certo senso più riflessivo. È sempre più evidente che il nucleo narrativo continui a risiedere nell’eterna lotta tra i due personaggi di Homelander e Butcher, ancora una volta antagonisti per eccellenza. 

The Boys - 5x01/02 Fifteen Inches of Sheer Dynamite & Teenage KixDa un lato Homelander continua a incarnare la minaccia più insidiosa fatta di potenza fisica ma anche di capacità di plasmare il consenso popolare con un ruolo sempre più “politico”; il Super per eccellenza è però come sempre minabile grazie alla sua fragilità narcisistica, che lo rende imprevedibile. Antony Starr conferma nuovamente la sua abilità nel rendere questo personaggio perfetto, con una presenza scenica magnetica e profondamente inquietante. La serie sfrutta questa ambivalenza per mostrare come il vero pericolo non sia solo la violenza ma la legittimazione mediatica e politica di quest’ultima. 

Dall’altra parte Butcher (Karl Urban) è più spietato e determinato che mai, consumato da una missione che lo pone in conflitto non solo con i Super ma anche con i suoi stessi compagni. La tensione con i Boys è anche ideologica, assistiamo infatti a uno scontro tra la visione estrema e concreta di Butcher che vuole eliminare tutto il marcio della Vought a costo di sacrificare anche se stesso e tutta l’umanità, e il resto della squadra – soprattutto Hughie (Jack Quaid) – che invece ha timore che il virus possa avere ripercussioni fuori controllo.  

In questo senso i ruoli di Starlight e Kimiko sono fondamentali: Annie non è più solo la coscienza morale del gruppo ma diventa un agente sempre più attivo e lo stesso vale per Kimiko che acquista finalmente una sua voce. Entrambe si mostrano pronte a sacrificarsi, come fa a sua volta A-Train. Quest’ultimo completa già in queste puntate il suo arco narrativo e lo fa con una redenzione e una degna chiusura circolare. Memore di aver investito e ucciso la fidanzata di Hughie nel pilot dello show, infatti, cade nelle mani di Homelander proprio per evitare di uccidere nuovamente una persona innocente. A-Train ha così un suo riscatto, a differenza di The Deep, un personaggio che finora è sempre stato ambiguo ed egoista, anche se non è escluso che possa essere raggiunto da un’estrema illuminazione e che anche lui possa ottenere un lieto fine.

Accanto a loro vediamo personaggi secondari diventare sempre più centrali: Ashley nel ruolo di vicepresidente e Sister Sage sempre più potente accanto a Homelander. Le due in queste prime puntate hanno guadagnano spazio e peso narrativo: Ashley rappresenta sempre più la contaminazione tra i Super e il potere politico, un ponte inquietante che rende credibile la complicità istituzionale, mentre Sister Sage è il volto ideologico del nuovo ordine, che plasma il consenso e normalizza la repressione attraverso la cultura e la retorica. 

The Boys - 5x01/02 Fifteen Inches of Sheer Dynamite & Teenage KixUno dei fili più tesi è quello connesso al virus: la possibilità di un’arma biologica sviluppata contro i Super per fermarli una volta per tutte è trattata con cautela e ambiguità. Lo show non nasconde il dilemma morale che accompagna i Boys da quando questa ipotesi prende una piega più concreta: quella che appare come una soluzione definitiva mette sul piatto della bilancia delle conseguenze collaterali drastiche. Butcher la presenta come l’unica opzione ma gli altri la percepiscono più come una scelta da prendere con cautela, proprio per i potenziali rischi imprevedibili che l’uso di un’arma del genere potrebbe avere.
Non è detto che l’esito sia lineare e da questo punto di vista la questione di Soldier Boy rimane un elemento destabilizzante: la sua non è una chiusura – lo vediamo infatti “risorgere” nell’ultima scena di Teenage Kix – e questo aggiunge un ulteriore livello di incertezza ed esplosività alla stagione perchè la sua presenza potrebbe riaccendere conflitti e complicare i calcoli di tutti i protagonisti.

Sul piano stilistico e di ritmo è giusto ammettere che questi due episodi risultano, come già accennato, lenti e ripetitivi: la serie ripropone temi già esplorati come propaganda, disinformazione e resistenza, che danno una sensazione di stanchezza creativa e mancanza di nuove idee. Tuttavia, giunti alla quinta stagione, è comprensibile che gli autori vogliano chiudere archi narrativi complessi e dare spazio a diversi personaggi, quindi sarebbe giustificata un’attenzione più ampia alla preparazione delle chiusure a discapito della ricerca continua dell’effetto sorpresa. The Boys conserva comunque la capacità di colpire quando decide di farlo: alcune sequenze e dialoghi ci ricordano perché lo show sia diventato un punto di riferimento per la satira sociale e la critica dei media anche se sono solo alcuni highlights un inizio di stagione sottotono. 

Un elemento positivo da sottolineare è invece, ancora una volta, la capacità di The Boys di portare in scena il proprio universo in modo drammaticamente vicino alla nostra realtà attuale. In questi primi due episodi vediamo centri di detenzione e AI, ma anche Super “influencer” su TikTok, la disinformazione strumentalizzata e persino il deep fake. Visti come temi di un prodotto seriale di finzione sembra sempre tutto distopico, ma guardando con occhio più critico ci si rende conto che sono molto più aderenti al mondo reale di quanto non sembri.

The Boys - 5x01/02 Fifteen Inches of Sheer Dynamite & Teenage KixNel tentativo di ipotizzare delle conclusioni per la serie si possono prospettare un’incontrollata propagazione del virus, una sconfitta politica di Homelander – delegittimato dall’opinione pubblica -, uno smantellamento del sistema Vought ma anche il sacrificio di alcuni personaggi chiave. Per quest’ultima ipotesi sarebbe scontato ma plausibile nominare Butcher o Hughie, che potrebbero scegliere di pagare un caro prezzo pur di impedire ripercussioni peggiori in un eventuale scontro finale. Sarebbe comunque plausibile immaginare una conclusione tragica ed esplosiva, coerente con il carattere di The Boys e in grado di dare un ultimo momento memorabile allo show.
In tutti gli scenari il fantomatico virus verrà prima o poi impiegato in modo mirato, e due esiti sembrano narrativamente interessanti: un fallimento totale che metta in discussione la legittimità della lotta stessa oppure un esito positivo che scateni una spirale di violenza e vendetta. Entrambe le opzioni permetterebbero di esplorare le implicazioni etiche con connessioni che cambiano la prospettiva sugli eventi precedenti e costringono i protagonisti a fare i conti con le proprie azioni. 

In conclusione l’inizio della quinta stagione di The Boys svolge il compito di porre le basi per terminarla sebbene mostrando il fianco in più di un’occasione: la speranza è quella di assistere a un finale che sia coerente, emotivamente soddisfacente e capace di chiudere tutti i conti in sospeso e le storyline con efficacia, con la stessa lucidità critica con cui lo show ha messo a nudo i meccanismi del potere nel corso degli anni. 

Voto: 6 ½

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.