
Dopo il primo episodio, la sensazione è quella di trovarsi davanti a un prodotto che guarda in contemporanea all’horror, al thriller investigativo e al family drama. Nonostante la tentazione di concentrarsi in prevalenza sulla creatura che terrorizza gli abitanti di Snook’s Arm, il pilot di Below sembra avere interessi diversi. Prima di introdurre la minaccia infatti, la miniserie si prende il tempo necessario per raccontare la cittadina, un luogo che appare isolato geograficamente ma anche culturalmente. Il villaggio vive di pesca, tradizioni e rapporti consolidati nel tempo, con una comunità che sembra quasi appartenente a un’altra epoca, e – proprio per questo – riesce a diventare protagonista.
Un altro elemento che riveste un ruolo primario nel pilot è il mare: è ovunque, non soltanto sullo sfondo, ma come presenza costante, quasi opprimente. Le inquadrature delle coste battute dal vento, le barche che affrontano acque sempre più ostili e il senso di precarietà che attraversa ogni dialogo costruiscono un’atmosfera malinconica e inquietante.
Al centro della narrazione troviamo Calvin Penney (Josh Hartnett) e la sua famiglia; Calvin è un pescatore testardo e profondamente legato alla propria terra, ancora segnato dalla misteriosa morte del padre avvenuta 40 anni prima, un evento che ha segnato, e continua a influenzare, il suo modo di vedere il mondo e il suo rapporto con i figli. Hartnett sembra a suo agio in questo ruolo, evitando l’eroismo tradizionale e costruendo un protagonista imperfetto, spesso burbero e chiuso, ma autentico.

La vera sorpresa del pilot è che la creatura marina non costituisce l’unico elemento di interesse ma al contrario viene utilizzata come catalizzatore per portare a galla segreti, paure e tensioni che esistono già all’interno della comunità. In questo senso Below sembra inserirsi in quella tradizione narrativa in cui l’orrore esterno diventa il riflesso di qualcosa di più profondo. Non è infatti importante capire cosa si nasconda nelle acque attorno alla cittadina, quanto osservare come la sua presenza influenzi gli abitanti.
Il pilot dissemina indizi e interrogativi senza fornire risposte immediate, con un approccio che premia la curiosità dello spettatore e lascia intuire una struttura più orientata alla costruzione della trama che allo shock immediato. È una strategia rischiosa, soprattutto nell’era del binge watching, ma coerente con le ambizioni della serie.
L’approccio iniziale di Below è coerentemente lento e richiede pazienza: chi si aspetta un thriller adrenalinico sin dai primi minuti potrebbe rimanere spiazzato dalla calma del racconto. Tuttavia, è proprio attraverso questa costruzione graduale che lo show fonda l’elemento della tensione, lavorando sull’attesa e sulla sensazione che qualcosa non torni in quello che si sta guardando o vivendo, una percezione comune tanto ai personaggi quanto agli spettatori.

Nel complesso Below si afferma come prodotto con un potenziale da esplorare; non tutto funziona alla perfezione, in alcuni momenti il ritmo rallenta e in altri i dialoghi appaiono poveri di contenuto e poco naturali. D’altro canto è da apprezzare la costruzione del contesto curata nel dettaglio e il costante alone di mistero, che incentiva lo spettatore a continuare la visione, anche se potrebbe stancare chi cerca l’azione sin da subito.
I difetti appaiono comunque secondari rispetto alla solidità complessiva di questo primo episodio, che getta le fondamenta per una miniserie dalle buone premesse. Below sa quale atmosfera vuole costruire e dimostra fiducia nei propri personaggi al punto da non affidarsi solo all’elemento mostruoso per catturare l’attenzione del pubblico. È un segnale incoraggiante perché i thriller migliori non sono quelli che mostrano tutto nell’immediato, ma quelli che riescono a trasformare ogni risposta in una nuova domanda, costruendo la storia in un mondo credibile e abitato da protagonisti interessanti, con enigmi dalle radici profonde. Tutti questi elementi potenzialmente permetteranno a Below di distinguersi nel sempre più affollato panorama thriller di Netflix.
Voto: 7 ½
