
Ma veniamo a questa premiere che, se da un lato stupisce e diverte, come accade quasi sempre, dall’altro presenta alcuni “buchi” che la rendono un po’ ingenua.
Come sanno tutti gli spettatori che hanno seguito la serie finora, il Dottore è “morto” alla fine della scorsa stagione. O meglio, tutto l’universo crede che sia morto – la Storia stessa ha decretato la sua data di decesso – per tanto egli si deve muovere in incognito e gode, per questo, dello status di “leggenda metropolitana”: ufficialmente non esiste più, ma non sono pochi gli esseri che sanno della sua esistenza.
Questo è un problema di non poco conto per Steven Moffat, “amministratore” della serie fin dalla quinta stagione, in quanto d’ora in avanti le avventure del Dottore dovranno mantenere un certo tipo di impostazione. Ed è qui in effetti che cominciano le perplessità.
“Quanto siamo nei guai, Mr. Pond? Da uno a dieci, undici!”

Sorprendente è però il motivo per cui i Dalek lo hanno rapito: vogliono che li “salvi”, e non da un nemico estraneo, ma da loro stessi. Esiste infatti un pianeta in cui i Dalek che hanno subito traumi di guerra, o sono semplicemente “difettosi”, vengono rinchiusi: è il manicomio dei Dalek, da cui prende il nome l’episodio.
La domanda sorge spontanea: perché non distruggerli anziché tenerli reclusi in un manicomio, come del resto sarebbe logico fare per un Dalek? E qui spunta l’inquietante concetto di “bellezza” dei Dalek, i quali ritrovano nell’odio la vera forza della loro razza. Perché, quindi, eliminare delle creature che sono così cariche d’odio, probabilmente anche più di loro? Non si tratta forse di elementi che, seppur difettosi, rimangono delle “opere d’arte”? Questo concetto è un ulteriore passo nella conoscenza della “psicologia” dei nemici giurati del Dottore, che, a quanto pare, hanno ancora molto da rivelare.
“Che nome adorabile, Rory. Il primo ragazzo per cui avevo una cotta si chiamava Rory. In realtà, si chiamava Nina. Stavo attraversando una di quelle fasi”.


Quando Eleven scopre che stanno divorziando, assistiamo alla parte più debole dell’episodio. Innanzitutto non capisco la nuova pettinatura da “fighetto” di Rory. Dovrebbe farcelo sembrare più maturo, più adulto, più duro? Senza contare una delle due grande pecche dell’episodio, che si presenta sottoforma di spiegone abbastanza banale e melodrammatico in cui vengono presentati i motivi del divorzio. Se da un lato c’era bisogno di capire cosa stava succedendo tra i Pond, dall’altro il modo, ovvero un dialogo “finto” in cui sembra che i due stiano parlando di cose che non conoscono solo per informare lo spettatore della verità dei fatti, risulta debole e troppo veloce: forse sarebbe stato meglio disseminare indizi qua e là nel corso della puntata, o anche “dilatare” l’argomento nel corso di diversi episodi.

Resta il fatto che, in questa puntata più che mai, si avverte il “disagio” di Moffat nel gestire la coppia Pond, alla quale riserva un lieto fine abbastanza scontato e prevedibile.
“Esiste una parola che sia modesta ma anche sexy per descrivere un genio sensazionale?” – “Dottore”.

La sorpresa definitiva la danno gli ultimi minuti della puntata, in cui si prospetta una rivoluzione nella battaglia eterna tra i Dalek e il Dottore, ora diventato anche lui un perfetto sconosciuto. Se anche i più grandi nemici dell’ultimo Signore del Tempo sono arrivati al punto di chiamarlo Doctor WHO, allora credo ci sia la possibilità di cambiamenti sorprendenti nel corso della stagione.
Certo, bisogna che Moffat stia molto attento, perché la carne al fuoco è tanta, e come ha dimostrato anche un pochino in questa premiere, i rischi di tracollo ci sono e non sono da sottovalutare.
Asylum of the Daleks rimane comunque un buon episodio e un promettente inizio per questa settima stagione (anche considerando il livello tecnico, ancora una volta migliorato, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto fotografico). Attendiamo il prossimo capitolo delle avventure di Eleven, “Dinosaurs on a Speceships”. Un titolo che è già tutto un programma!
Voto: 8-
PS. Ma a voi piace la nuova titolazione della sigla?

non so se il discorso che sto per fare risulterà chiaro, e premetto che so che il Dottore è vivo e mi metto nei panni dei daleks.
Il Dottore viaggia nel tempo, quindi quello che i daleks chiamano potrebbe essere tranquillamente il Dottore prima della sua morte. cosa ne sanno loro quando effettivamente è morto-morirà nel tempo. conosciamo il giorno della sua presunta morte, ma non sappiamo preisamente dopo quale viaggio è morto. secondo la filosofia della serie anche le altre 10 incarnazioni del dottore sono in giro da qualche parte e lo capiamo da aluni speciali tipo <>. non so se ho ragione. è solo il mio personale pensiero.
tipo The Five Doctors
Ciao! Guarda effettivamente il tuo discorso non avrebbe alcuna pecca…non fosse appunto la parte inziale dell’episodio, in cui viene detto appunto che il Dottore é morto, ma una leggenda dice che é ancora vivo. Lo stesso Dottore, quando incontra la ragazza che ha chiesto il suo aiuto, si domanda appunto come sia possibile considerata, appunto, la sua morte presunta. E in effetti, come ho scritto, me lo chiedo anche io. Credo peró di non aver capito bene il discorso che fai sulle incarnazioni, probabilmente perchè non ho visto lo special di cui parli…
Ho scritto “appunto” quarantamila vote!!!!
come season premiere del 50° anniversario di DW si poteva fare di meglio. sarà che a me i dalek non piacciono particolarmente, ma l’intera trama mi è sembrata molto debole.
-in primis, tutta la faccenda della trappola (nonostante il dottore conoscesse la figlia prigioniere nei campi dalek di cui si parla perchè l’ha conosciuta nella serie calssica) ora i dalek sono diventati come i cyderman, che convertono gli umani sia in parte che completamente in dalek.
-la storyline di amy e rory è completamente inutile, così come lo sono stati i prequel Pond Life che seppur divertenti solo l’ultimo introduceva superficialmente la separazione. una separazione molto insensata, non potevano parlarne prima!!! sembrano bambini piccoli santo cielo. comunque il dottore ha messo il bracciale ad amy poco prima che si svegliasse scozzesemente arrabbiata, poco dopo aver avuto il tempo di rendersi conto che a lui non serviva. quindi la cosa fila.
-e poi questo prendi e lascia con i pond proprio non mi va giù! alla fine della quinta stagione partono con lui per la Luna di Miele, con conseguente crossover con Sarah Jane Adventures e poi lo speciale di natale. poi all’inizio della sesta li troviamo che li ha lasciati e li richiama, poi li rilascia dopo Demone in Fuga e li riprende in uccidiamo Hitler! e poi li lascia dopo il Complesso di Dio, poi va a cena da loro a natale, e poi i dalek glieli riportano e poi li rilascia a casa! e che diamine, non è che ogni volta devono per forza inventarsi un motivo per farli abdare con lui! possono semplicemente viaggiare a tempo pieno!
-ora passiamo alla morte del dottore all’amnesia dalek ecc.
qui viene il più grande errore di DW secondo me.
il dottore è morto, ma non c’è bisogno che mantanga un profilo basso, può benissimo andare in battaglia salvare mondi e fare tutto quello che gli pare, tanto agli occhi degli altri può averlo fatto prima di morire! allo stesso modo in seguito a questi eventi potrà incontrare dalek nel passato che quindi si ricordano di lui. su questa linea di pensiero, può benissimo incontrare anche altri signori del tempo mentre sono in viaggio in qualsiasi tempo prima della caduta di gallifray o come si scrive, e può incontreare river river song quando gli pare, non per forza insequenza opposta a quella di lei, può anche andare a liberarla dalla biblioteca ecc. certe volte sembra che gli sceneggiatori ragionino come se il tempo seguisse la vita del dottore, ma non è così.
-la nuova sigla non mi piace! i colori sono belli, ma hanno preso ad usare il font ormai abusato nelle serie tv, il Futura. inoltre dicevano che ci sarebbe stata una sigla diversa per ogni episodio, invece la personalizzazione si limiterà al pattern del titolo, che per questo episodio era a palline dalek, nel prossimo probabilmente sarà a squame di dinosauro. fortunatamente hanno lasciato il DW a forma di cabina, ma in mezzo al titolo era meglio. in definitiva era più bella la vecchia sigla con il particolare carattere usato nei nomi degli attori e quello allungato per lo scrittore dell’episodio ed il titolo dello stesso.