
Il cambio di guardia con l’uscita di scena di Dan Harmon – e spiace, ma non si possono fare i conti di questa stagione senza considerare questo il perno attorno al quale tutto gira – poteva condurre a due strade diverse: una modifica radicale dell’impostazione (per la quale tutti avrebbero il naso, ma il nuovo non è sempre da deprecare se svolto con criterio) o un tentativo di proseguire su quegli stessi gloriosi binari che hanno portato Community ad essere una serie così apprezzata.
La soluzione a cui si è giunti è invece un ibrido, che spesso però unisce le caratteristiche peggiori delle due metodologie sopra illustrate: a modifiche sostanziali del tono del racconto si sono affiancati tentativi più o meno riusciti di imitare qualcosa del passato, con un risultato che si sta rivelando ormai da qualche episodio come una pallida imitazione del Community che abbiamo conosciuto e amato.
4×06 Advanced Documentary Filmmaking

Basare un episodio su “Chang diventato Kevin forse davvero davvero”, quando era evidente anche ai muri che la situazione fosse questa, ha abbassato di gran lunga le aspettative, portando dunque il finale con evil Chang al telefono assolutamente prevedibile e privo di attrattiva – benché il lancio del cellulare subito recuperato sia stato uno dei pochi momenti divertenti della puntata.
Nell’ottica, poi, del recupero delle caratteristiche dei personaggi, è giusto e sacrosanto dare a questi dei comportamenti in character, ma mi chiedo quanto fosse necessario il tentativo di smascherare Chang da parte di Jeff quando lo stesso identico schema si era già verificato in prima stagione, nella puntata Beginner Pottery (quando Jeff aveva cercato di smascherare il talentuosissimo Rich).
Potremmo discutere ore sulla doppia valenza di questa mossa (corretta caratterizzazione del personaggio di Jeff o ripetizione inutile?), ma in un episodio che già riprendeva lo stile mockumentary di un’altra puntata forse si poteva evitare questo doppio effetto ridondante.

Voto: 6 ½
4×07 – Economics of Marine Biology
Con il settimo episodio arriviamo invece ad un punto decisamente più basso, dove non solo non si trovano tracce di una una qualunque creatività o inventiva, ma dove addirittura ci si sente in imbarazzo per l’uso fatto di alcuni personaggi (qualcuno ha detto Abed?) e per le conclusioni buoniste forzate e per nulla originali, soprattutto della storyline principale.

E’ necessaria tutta questa retorica buonista? Perché in una puntata con tre storyline (quella di Abed non contiamola) non se ne salva davvero nemmeno una?
Prendiamo il PEE: l’idea per cui un “banale” corso di ginnastica diventi un corso di educazione all’educazione fisica rispecchia in modo geniale proprio quel non-sense a cui il Greendale (e Community) ci ha abituato; quindi perché quel finale, con Shirley e Troy che si fanno le trecce e addirittura l’insegnante che butta lì un immotivato “momento commozione”?

Tutto il resto funziona poco e male e non lascia molte speranze sui successivi sviluppi delle questioni in ballo. Di certo a tutto questo non giova la seconda inversione delle puntate, come si può notare dal cartellone per Archie di questo episodio che viene preso in considerazione come “giusto esempio” per quello dell’Istituto MacGuffin dell’episodio precedente.
Voto: 5
