
The Crimson Horror può essere infatti considerata l’erede di Cold War: non ne possiede tutti i difetti, e infatti è leggermente superiore, ma abbassa ugualmente il livello qualitativo con ulteriori mancanze ed eccessive sveltezze.
“Planning a little fireworks party, are we?”

Dopo l’episodio dell’abbandono dei Pond, il tema portante della stagione sembra sia diventato la scoperta dell’identità della nuova companion, Clara, mentre altri interessanti spunti, come la misteriosa minaccia della Grande Intelligenza, sono stati, almeno temporaneamente, abbandonati.
Poco per una serie che, pur avendo avuto fin dalla sua nascita un quantitativo non indifferente di episodi stand-alone, negli ultimi anni si è distinta per un’attenzione particolare per la trama orizzontale.

Ne consegue che, con una trama orizzontale ancora non molto chiara, spesso si possa incorrere in stand-alone poco efficaci: è stato il caso di Cold War e ora succede con questa The Crimson Horror. Lo sceneggiatore, guarda caso, è lo stesso, ma le motivazioni dell’insuccesso sono diverse.
“I am the Doctor. You are nuts. And I’m going to stop you”.

L’episodio si concentra maggiormente sull’azione, ma risultando confusionario e non molto divertente. A poco servono le espressioni facciali e le battute di un Matt Smith che, nonostante tutto, è sempre in gran forma.
Un momento molto bello dell’episodio sarebbe potuto essere il flashback costruito come una pellicola d’epoca, ma la sveltezza della narrazione lo rende poco incisivo: sembra appostato lì solo per dare una spiegazione frettolosa a delle domande che lo spettatore si pone da più di un quarto d’ora.

Alcune scelte altrettanto discutibili sono: la presenza del bambino che “aiuta” Strax (Thomas Thomas, riferimento ironico al TomTom), assolutamente inutile, e il finale ingenuo e, mi permetto dirlo, odioso a casa di Clara. Davvero due ragazzini possono “ricattare” qualcuno andandosene in giro a raccontare di viaggi nel tempo ed essere creduti?
“Oh, great, great! Attack of the super models!”

Ma la mancanza forse più grande è data dalla poca cura che l’autore ha riservato ad una tematica che, a prima vista, sembrerebbe il punto portante dell’episodio, e che invece alla fine non viene sviluppata a dovere: quella del dualismo fra i freaks (i mostri), che, come nella miglior tradizione burtoniana, sono portatori di sani principi e di valori genuini, e gli essere umani che sono all’opposto corrotti, freddi, calcolatori e quindi pericolosi. Gli eroi della puntata sono tutti dei freaks: Vestra, Jenny, Strax, il Dottore (la cui entrata in scena non a caso riporta alla memoria Frankenstein), Ada e la stessa Clara (in quanto morta due volte, può simbolicamente essere considerata uno zombie) si battono contro l’omologazione, che in questo caso si manifesta nella follia di una persona la quale, come Hitler, vuole creare un mondo dominato dalla razza perfetta, un esercito di bambole umane senza sentimenti.
Una tematica come questa poteva essere sviluppata decisamente meglio, ma invece ottiene uno spazio esiguo.
“Hang on, I’ve got the sonic screwdriver!” – “Yeah? I’ve got a chair”.

La leggenda riguardante la retina che registra l’ultima immagine vista da una persona defunta era già stata presentata dal Quarto Dottore nell’episodio The Ark in Space del 1975.
Interessante, ma sempre poco sviluppato, il fatto che l’episodio è ambientato un anno dopo le vicende narrate nello Special Natalizio, The Snowmen. Non si può non sospettare che il Dottore abbia pensato di tornare sul luogo per indagare di nuovo su Clara, stavolta con la presenza della diretta interessata: la sua destinazione prefissata non era infatti lo Yorkshire, bensì Londra, ambientazione di The Snowmen.
In definitiva, The Crimson Horror è un episodio non noioso (cosa che lo contraddistingue da Cold War), ma comunque deludente perché poco curato.
Nonostante questo, finora non si può dire che la serie abbia tenuto un cattivo andamento: pur vivendo di alti e bassi, Doctor Who giunge a due episodi dal finale di stagione con molte aspettative positive.
Voto: 6/7
Note
– La BBC ha annunciato che sabato, dopo la messa in onda della 7×12 “Nightmare in Silver (episodio scritto da Neil Gaiman), verrà rilasciato un breve prequel della season finale.

Davvero un episodio indegno del Dottore. Personaggi eccessivi senza ragione e senza fascino, abbandonati a loro stessi. Questa stagione è davvero poco convoncente