
Per farlo abbiamo pensato di prendere in considerazioni le stagioni che li hanno visti protagonisti, la bravura degli attori che li hanno interpretati ed infine il personaggio in sé e la sua storia. E allora diamo il via alla sfida e… Allons-Y! O forse dovremmo dire Geronimo?
LE STAGIONI

Le stagioni 2-4, ovvero quelle con Ten protagonista, sono sicuramente meno spettacolari di quelle Moffattiane, in particolare in termini di produzione, effetti speciali, regia e fotografia. La serie ha fatto un notevole salto di qualità con l’avvento del nuovo showrunner nella quinta stagione, assumendo finalmente respiro internazionale. Pur trattando tematiche decisamente adulte, infatti, il Doctor Who Daviesiano non riusciva a staccarsi di dosso l’etichetta di “show per bambini”, in altre parole non riusciva a farsi prendere davvero sul serio. Ironico, dato che, aspetti tecnici a parte, le stagioni Moffatiane risultano in generale meno mature di quelle Daviesiane. Mentre RTD si concentra su temi sociali e personaggi, infatti, Moffat punta molto su plot complessi, enigmi vari e timey wimey stuff. Certo, anche Davies ha costruito le sue stagioni intorno a dei misteri, pensiamo a Bad Wolf o Harold Saxon, così come Moffat ha più volte affrontato tematiche importanti (vedi Vincent and the Doctor o The Girl Who Waited), ma è innegabile che l’approccio dei due scrittori alla serie sia, se non opposto, quantomeno differente. La trama orizzontale nelle stagioni Daviesiane era sicuramente meno pervasiva (e anche meno interessante) rispetto a quanto non lo sia adesso, così come le singole avventure avevano in generale meno mordente di quelle dell’era Moffatt. Ricordiamo che alcuni degli episodi più originali della gestione Davies, come ad esempio Blink o The Girl in the Fireplace, portano proprio la firma di Steven Moffat.
Tuttavia, Davies ha mostrato fin dalla prima stagione di avere molto a cuore i suoi personaggi e di saperne
Moffat, invece, ha preferito dedicarsi maggiormente alla creazione di vicende complesse ed intricati archi narrativi, sfruttando giustamente tutte le potenzialità che una serie tv su un viaggiatore del tempo può offrire. L’ottima quinta stagione era riuscita nell’impresa di svecchiare la serie senza però snaturarla troppo, presentandoci un personaggio fresco ed interessante come Amy Pond e un mistero, quello della crepa nell’universo, davvero intrigante. Dalla sesta in poi, però, 
GLI ATTORI
La grande professionalità e lo straordinario talento di David Tennant sono sempre stati un punto fermo dell’era
L’idea di prenderne il posto doveva certamente spaventare a morte il malcapitato Matt Smith, tra l’altro il più giovane attore ad aver mai interpretato il ruolo del Dottore. Oggi possiamo dire che questo trentunenne con il viso da ragazzino ha fatto davvero un ottimo lavoro con il suo personaggio ed è riuscito, se non a farci dimenticare Tennant, almeno ad accettarne l’addio.
He’s (il Dottore) a child, he’s a stroppy teenager, he’s a middle-aged bore, he’s a grumpy old man — all at once, all those things at the same time. And the actor that has done that the best to date is Matt. E’ quanto afferma Steven Moffat all’ultimo Comic Con di San Diego, dandoci sicuramente di che riflettere. Questa descrizione del Dottore corrisponde chiaramente all’idea intorno alla quale il buon Moff ha costruito il suo personaggio e in questo senso non possiamo che essere d’accordo con lui: Matt Smith è riuscito a far convivere nei suoi occhi il vecchio ed il bambino, il passato ed il futuro di un uomo che ha ormai superato i 900 anni d’età ma non vuole arrendersi alla morte, e lo ha fatto alla perfezione. Ten, però, è molto diverso da Eleven e questo va assolutamente tenuto presente. Se nell’interpretazione di Tennant non c’è traccia dell’adorabile goffaggine o dell’immaturità di Eleven è perché, appunto, Tennant non interpretava Eleven, ma il Decimo Dottore così come era stato pensato da Russel T. Davies.

I DUE DOTTORI
Pur essendo sostanzialmente la stessa persona, il Decimo e l’Undicesimo Dottore sono molto diversi tra loro.
Innanzitutto non si può parlare di Ten senza spendere due parole su Nine, il primo Dottore del reboot. Nine è il prodotto
Certo, senza Ten non avremmo avuto questo Eleven: il tema della solitudine e del bisogno di viaggiare insieme a dei compagni che possano tenerlo a freno, per esempio, sono chiaramente echi Daviesiani. D’altra parte il Dottore è sempre lo stesso uomo, come ci ricorda anche Moffat. Purtroppo, però, non assistiamo ad una vera evoluzione del personaggio paragonabile a quella di Ten e ad essa lineare, anzi potremmo dire che talvolta ci siamo trovati di fronte ad una involuzione, come nel caso di Dinosaurs on a Spaceship, in cui Eleven decide di lasciar morire il cattivo di turno pur avendo la possibilità di salvarlo. Alcuni dei suoi atteggiamenti sono sicuramente giustificabili all’interno del progetto Moffatiano, ma altri appaiono più come falle nella costruzione del personaggio, a volte più simile ad un eroe da blockbuster americano che al Dottore che conosciamo.
Questo strappo con il passato ha dunque prodotto una creatura nuova, che molti faticano a riconoscere come il Dottore. Senza essere così drastici, è comunque chiaro che qualcosa è cambiato e nonostante Eleven abbia diversi punti di forza e una sua mitologia personale, il percorso intrapreso da Ten appare più interessante e il personaggio meglio caratterizzato. Chissà, magari l’anniversary episode o lo Speciale di Natale riusciranno a cambiare le carte in tavola, ma per il momento questo punto va a Ten.
IL NOSTRO RISULTATO
Con un punteggio di 3 a 1, quindi, il vincitore di questa sfida sembra essere proprio il Dottore di David Tennant e Russel T. Davies.
IL VOSTRO RISULTATO
In questa seconda sfida, al contrario della precedente, il risultato delle vostre votazioni condotte sul blog, Facebook e Twitter coincide col nostro: Ten ha battuto Eleven con l’81,25% dei voti!
LA PROSSIMA SFIDA
Domenica torna Breaking Bad con gli ultimi 8 episodi, e non potevamo non coinvolgerlo nel confronto di settimana prossima. Da Lunedi, infatti, potrete votare la sfida tra Walter White e Nucky Thompson, protagonista di Boardwalk Empire.

siete dei mostri!!
come si fa scegliere tra i due dottori? e adesso ci dovete pure far scegliere tra WW e Nucky, dio vi stramaledica 😉
thumbs up! verdetto ineccepibile
Concordo quasi pienamente con te. Nel senso che anche io sono una Davesiana convinta e in più credo che Tennant sia una spanna sopra qualsiasi altro Dottore dal Reboot in poi, per questo non avrei dato la parità nel caso degli attori, ma dare punteggio zero all’epoca Moffettiana senza riconoscere meriti non sarebbe per niente corretto, in fondo Smith ha fatto benissimo ciò che doveva fare e gli spacconi come Moffat ci piacciono, è inutile negarlo!
Tornando alla prima frase dell’articolo, ”Chiedere ad un fan di Doctor Who di scegliere il suo Dottore preferito è un po’ come chiedere ad una mamma quale dei suoi figli ama di più.”, bhe… una mia amica mi disse ”Non importa quale attore sia tecnicamente più bravo o più coinvolgente, o quale sceneggiatura sia scritta meglio, il Tuo Dottore sarà per sempre il primo che vedi!” Sacrosanto!
Per cui se devo scegliere obbiettivamente, attore e sceneggiatura, Davies è Davies e David Tennant è Dio! Ma se devo dare un risposta d’istinto e col cuore dico, Nine! Christopher Eccleston, sempre!
Hey, Marina l’amica mia 🙂
Sì Moffat merita sicuramente dei riconoscimenti, e alla luce di quanto visto nel 50th special ancora di più!
Per la storia del Dottore preferito, guarda, io non saprei. Nine è Nine, ma per me Ten è stato il Dottore dell’innamoramento. Matt Smith a me fa impazzire, lo trovo bravissimo e ho anche pensato un paio di volte che potesse spodestare Tennant, ma poi mi ricordo di certi episodi come Satan’s Pit e mi innamoro di nuovo di Ten 😛
Sono quasi alla fine della sesta stagione, 3 serie viste in 10 giorni, ora anche io sono un signore del tempo…
avevo letto in passato tante cose belle su doctor who e dopo le prime 2 stagioni non mi aveva entusiasmato come mi aspettavo ma poi ho ingranato la sesta e mi ha preso tantissimo.
Mi è bastata una stagione e mezza con Matt Smith per capire che rispettto al vostro sondaggio sono nettamente controcorrente.
David Tennant fenomenale e molto molto umano nelle sue corse, i suoi sorrisi e i suoi dialoghi ma Matt Smith mi ha davvero sorpreso perchè riesce a trasferire quella gioia ma anche quella sottile malinconia arrabbiata negli occhi del dottore che ne Ecclestone ne Tennant avrebbero saputo trasmettere. E poi è molto divertente, sveglio e piacevole, nonchè gli altri non lo siano stati ma lui è davvero scoppiettante.
Vado con Matt.