
Per esempio perché è girata benissimo: regia e fotografia sono davvero pregevoli, giusto per usare un termine che si adatta particolarmente al mood di questa serie. Inoltre le performance attoriali sono quasi sempre impeccabili e Maggie Smith da sola vale il prezzo dell’immaginario biglietto. E poi… è tanto, TANTO british.
Ma c’è una cosa che spesso tendiamo a scordare e che invece va tenuta bene a mente: Downton Abbey è, e sarà sempre, una soap opera. Potete chiamarla feuilleton in salsa televisiva se vi sembra più appropriato, ma ciò non cambierà il fatto che è praticamente l’equivalente british (aka la versione migliorata) di ciò che le vostre nonne chiamerebbero sceneggiato in costume: ovvero una soap ambientata nei primi decenni del Novecento, visivamente splendida, elegante, garbata, ma pur sempre legata alle dinamiche classiche di un romanzo d’appendice – in tutte le sue declinazioni moderne e post-moderne. Fare questo discorso ormai giunti alla quarta stagione potrà sembrare ridondante, ma, credetemi, è necessario. Lo è anche per chi scrive, dato che spesso si cade nell’errore di guardare Downton Abbey come se fosse qualcosa di diverso da ciò che è realmente, con il risultato che alla fine l’esperienza è rovinata e la capacità di giudizio compromessa.
Downton Abbey è dunque una bella soap, ma pur sempre una soap: quelli che vi sembrano dei passi falsi sono ascrivibili alla sua stessa natura. Le due ultime puntate, in particolare Episode 2, sono chiarissime in questo senso. Non guardatela se mal sopportate i drammoni, i personaggi troppo buoni o troppo cattivi, le macchinazioni di questi ultimi e il ciclico ripetersi di situazioni già viste. Il fastidio che vi provocheranno questi espedienti narrativi non vi farà notare i piccoli dettagli e le sfumature che si nascondono dietro alcune sequenze di ottima fattura, in definitiva ciò che rende Downton Abbey qualcosa di più di una qualsiasi fiction di Canale 5 con Gabriel Garko.
4×02 – Episode Two

Un altro cliché di questo secondo episodio è rappresentato dalle macchinazioni dei nuovi partners in crime Barrow e Edna. Il primo sembra essere regredito al Thomas della prima stagione, immotivatamente meschino e fin troppo pieno di sé, mentre la seconda è chiaramente una Miss O’ Brien un po’ più giovane e anche più intraprendente. Osservandoli tramare alle spalle dei signori Bates, constatiamo con rassegnazione che le situazioni sono sempre le stesse e che Cora, tanto per cambiare, non capisce mai nulla. Che si possa dubitare dell’onestà di Anna e credere a uno come Thomas o all’ultima arrivata (per giunta con quell’espressione scazzata perennemente stampata in faccia) è piuttosto inverosimile, ma sono cose alle quali la serialità televisiva ci ha abituati, soprattutto quella di un certo tipo.

In conclusione i momenti più riusciti dell’episodio sono anche quelli che sentiamo come più sinceri, ad esempio il dialogo tra un disperato Mr Moseley ed Anna oppure le sequenze che vedono Edith protagonista, un personaggio che finalmente gode di qualche attenzione in più.
Voto: 6
4×03 – Episode 3

Per quanto riguarda gli altri ospiti di Downton e i subplot che li vedono protagonisti, degna di nota è l’introduzione di quello che diventerà con ogni probabilità il nuovo love interest di Lady Mary, l’affascinante Lord Gillinghan. Come Lady Isobel, anche noi siamo infastiditi dal fatto che Mary vada avanti con la sua vita, anche se non dovremmo, forse perché il modo con cui si rapporta al lutto ci confonde e appare più come una costruzione che un sentimento sincero. La reazione di Isobel alla disgrazia è più convincente, sia in confronto a quella della nuora, sia rispetto al comportamento di Cora a distanza di poco tempo dalla morte di Sybil. In questa quarta stagione, almeno fino ad ora, è proprio lei il personaggio meglio caratterizzato.

Voto: 6 e 1/2
Per concludere, l’addio di Dan Stevens ha sicuramente pesato molto sulla produzione e parte dei problemi di questa stagione possono essere imputati a questo abbandono. Ma bisogna considerare che molte delle cose che fanno storcere il naso a chi segue Downton Abbey sono sempre state presenti nello show, anche se adesso ci appaiono più evidenti. Il ripetersi di certi schemi è tanto fastidioso quanto peculiare, e sta solo a noi capire se abbiamo ancora voglia di proseguire. Se Lady Violet non vi basta più, forse è perché avete raggiunto il vostro limite di sopportazione.
