
L’episodio si apre con il parto sofferto di Auslaug del nuovo arrivato che si unisce alla già numerosa e folta prole generata fino a questo momento con Ragnar. Probabilmente questo momento rappresenta uno dei pochi in cui il personaggio di Auslaug riesce davvero a trasmettere un’emozione positiva ed empatica con lo spettatore. La nascita di Ivar, il boneless del titolo, lascia emergere due reazioni del tutto diverse, ponendo sullo schermo due modi altresì differenti di gestire il “problema”. Infatti, mentre il padre vede nel bambino appena nato una povera vittima destinata a una vita di sofferenza, un cucciolo che ogni genitore di qualunque altra specie avrebbe messo a morte, la madre piena d’amore preferirebbe morire ella stessa anziché negare una possibilità di sopravvivenza alla sua creatura, seppur così debole, uccidendola.
L’azione in questa puntata appare quasi del tutto assente, ma questa sembra essere un po’ una marchio dello show di Michael Hirst, il quale molto spesso distribuisce una serie di scene perlopiù descrittive nella prima parte, per poi creare maggiore tensione e azione negli ultimi venti minuti dell’episodio – quasi come un enjambement narrativo per rendere più fruibile il passaggio tra l’episodio precedente e quello successivo.
– Don’t die stupidly.
– I’m not going to die!
– Yes you are… if I choose.

Per quanto riguarda l’avanzamento della trama verticale, invece, non si registrano eventi degni di particolare approfondimento, se si esclude l’ingresso nel cast della principessa di Mercia, che per il momento si limita a movimentare il banchetto (e non solo quello) della corte di Re Ecbert. L’imboscata tesa ai danni delle sue truppe da parte di Re Horik sicuramente determinerà una frattura duplice all’interno del racconto, ristrutturando gli equilibri ormai precari tra quest’ultimo e Ragnar. Risulta invece ancora piuttosto oscuro l’allontanamento apparentemente immotivato di Floki dal suo amico e jarl: una nuova cospirazione o una congettura ben orchestrata per ingannare Horik?

Nell’attesa di un finale di stagione ancora tutto da scoprire, Boneless si conferma un buon episodio di transizione, che pone certamente dei presupposti interessanti verso il tanto atteso epilogo di quest’annata non eccezionale, a mio avviso, ma comunque in linea con il valore della serie.
Voto: 7 ½
