
I’m Olivia Pope. And it’s funny because it’s useless.
Partiamo dalla trama dell’episodio, che inaugura una storyline nuova ed innovativa: se nel passato era Olivia a risolvere i problemi degli altri, ora è lei ad essere nei guai, presa in ostaggio da un gruppo di uomini incappucciati. Il ribaltamento delle parti ci fa vedere la serie sotto un altro punto di vista e dà la possibilità a Shonda Rhimes, che firma la sceneggiatura della puntata, di mostrarci i personaggi da lei creati sonno un’altra luce, facendo emergere caratteristiche che fino ad ora non avevamo visto. Nononstante la sua sfortuna, Liv aveva sempre mantenuto una posizione di comando, che ora perde totalmente. Il suo essere Olivia Pope — concetto che ha ripetuto ossessivamente nel passato quasi fosse un mantra capace di risolvere i problemi — ora non le serve più: Olivia Pope non ha nessun potere nella cella in cui è rinchiusa e presto si saprà che non ce l’ha neanche al di fuori. Quella che ci verrà proposta nelle prossime puntate sarà una Liv diversa, più fragile perchè privata del suo potere e delle sue certezze, ma comunque gladiatrice di professione, caratteristica che non l’ha abbandonata neanche durante il rapimento. Sarà interessante vedere come gli altri protagonisti di Scandal verranno fagocitati all’interno di questa storyline, che segna un vero e proprio punto di svolta come non se ne vedevano da tempo.

And what? Now you make jam for a living? Really?
“Run” ha saputo bilanciare al meglio azione ed introspezione, provando a fare un passo in avanti per entrambi. Raramente Shonda Rhimes ha giocato così bene con il tempo e con lo spazio, illudendoci e confondendoci piacevolmente per tutta la durata dell’episodio: dall’incipit, in cui il nastro si è riavvolto più volte per sviscerare quei pochi minuti di storia fino all’osso, al sogno di fine puntata, della cui natura ci si accorge quasi subito, senza però che perda la sua forza evocativa e narrativa. L’anomalia diegetica si fa mezzo di un’autoanalisi, in cui Olivia diventa il grillo parlante di se stessa e si dice quello che non era mai riuscita ad accettare, andando anche oltre lo spettatore, che in un suo e vissero felici e contenti con Jake o con Fitz ci aveva sempre creduto (o almeno sperato). In questo segmento non potevano non comparire alcuni dei personaggi chiave della stagione (scelta meno coraggiosa e d’impatto rispetto all’esclusione totale dall’episodio) che danno voce ai pensieri più profondi della protagonista, aiutandola dove è possibile, visto che fino ad ora Olivia stessa non è riuscita a prendere una decisione per il suo futuro.

Con “Run” sembra che Olivia Pope possa finalmente crescere e staccarsi dalle zavorre emotive che l’hanno resa infelice per quattro stagioni. Quando è in gioco la vita, alcune scelte vengono più facili ed è così che la nostra protagonista potrà fare chiarezza pur essendo prigioniera in mani sconosciute. Il lavoro introspettivo iniziato in questo episodio non può che essere a lungo termine, ma porterà sicuramente vantaggi alla serie, dando una rinfrescata ad una formula che iniziava ad essere stantia. Questa midseason premiere, di gran lunga superiore alla prima della stagione, ci fa ben sperare in un futuro roseo per la serie, che vede in “Run” un punto di non ritorno ‒ si spera verso la felicità.
Voto: 8-
