Dopo una breve pausa in cui abbiamo scoperto il passato turbolento e problematico di Matt Murdock, il presente irrompe nuovamente sulla scena per ricordarci che il capitolo The Punisher, con tutte le questioni etiche che si trascina dietro, è ancora ben lontano dall’essere chiuso.
Con “Regrets Only” inzia, però, una nuova fase nello sviluppo della storyline, che andando ad intrecciarsi sapientemente con gli altri elementi del racconto, restituisce un quadro molto più complesso e stimolante del rapporto tra i vigilanti e la legge. In questa seconda stagione, infatti, gli autori sembrano voler puntare con sempre maggiore enfasi su una serie di problemi di carattere etico che gli altri prodotti del MCU hanno sempre trascurato di affrontare davvero e fino in fondo. Rispetto ai grandi blockbuster Marvel, di fatto Daredevil – come del resto la serie Netflix “sorella” Jessica Jones – è indubbiamente molto più interessata alle implicazioni etiche, e non soltanto pratiche, del comportamento dei supereroi. Non ci riferiamo semplicemente al confronto Daredevil-The Punisher, e dunque all’opportunità o meno di comportarsi da giustizieri con licenza di uccidere, ma piuttosto al rapporto tra queste figure e la legge dei tribunali o, ancora, le forze dell’ordine, senza tralasciare altri aspetti più strettamente legati ai rapporti interpersonali.
Il processo a Frank Castle è dunque l’occasione perfetta, nonché il simbolo più adatto, per discutere approfonditamente della questione, facendo emergere con forza l’ambiguità – e l’ipocrisia – della figura di Matt Murdock. Avvocato e vigilante: due identità inconciliabili, ma che tuttavia convivono nella stessa persona. Quale altro eroe dell’universo Marvel poteva farsi carico di questa “missione” narrativa? E quale strumento migliore di una serie tv, che per minutaggio e struttura permette di affrontare al meglio temi complessi e stratificati?
La collaborazione Marvel-Netflix si è posta fin da subito degli obiettivi precisi e distinti da quelli del comparto cinematografico degli Studios, scegliendo di concentrarsi sul “piccolo” mondo narrativo di Hell’s Kitchen e di sviluppare in quel preciso contesto tematiche che le storie su vasta scala (e in 140′) dei Vendicatori non potevano necessariamente coprire.
Nasce anche da qui la scelta di mettere il Diavolo Rosso con le spalle al muro, portando – o riportando – nella sua vita quelle figure che più di tutte lo (e ci) spingono a riflettere sul suo operato. L’introduzione di Elektra proprio in questo momento ha un duplice scopo: da un lato accentuare e sviluppare ulteriormente il dilemma etico che rappresenta, appunto, il collante della stagione, e dall’altro creare un elemento di disturbo nella nascente storia d’amore con Karen. Se quest’ultimo, unito al “will they, won’t they” fatto di frecciatine e tensione sessuale tra Matt e Elektra, è forse l’aspetto più stereotipato e trito del racconto, è pur vero che l’irruzione della femme fatale nella vita di Daredevil rappresenta qualcosa di più di un topos fine a se stesso. Interessante, a questo proposito, è lo scambio violento tra i due personaggi al termine di “Semper Fidelis”, che ci fornisce una chiave di lettura fondamentale per comprendere l’operazione degli autori. Intimidendo il testimone chiave per la traballante strategia processuale di Nelson e Murdock, Elektra non ha fatto altro che “seguire le regole” del Diavolo di Hell’s Kitchen: “Quello che non puoi ottenere di giorno, te lo prendi di notte con la forza” è, infatti, una descrizione piuttosto precisa del modus operandi del nostro eroe. Questo significa che tra loro non c’è poi una grande differenza e dunque, in un contesto del genere, cosa può davvero ritenersi legittimo e cosa no? Fino a che punto un vigilante ha il diritto di immischiarsi nella vita delle persone, sostituendosi alle forze dell’ordine e facendo uso di violenza e minacce senza alcun controllo? Che Daredevil sia o meno “a bad day away” dal diventare The Punisher, la sua posizione è fin dal principio eticamente molto scomoda.
A tale dilemma si aggiunge poi il confronto con Frank Castle, la cui figura si fa sempre più umana e fragile di episodio in episodio, in particolare agli occhi di Karen. I dialoghi tra i due sono forse un po’ troppo lunghi e non sempre incisivi, ma questo inedito rapporto di fiducia getta nuova luce sulla relazione con Matt e sull’opinione che la donna si è fatta del suo alter-ego, offrendo spunti interessanti a livello di caratterizzazione. Se anche una ragazza naturalmente buona e un po’ ingenua come Karen può spingersi non solo a giustificare ma anche a ritenere auspicabili le azioni di The Punisher, allora è chiaro che ci troviamo di fronte a una questione etica davvero articolata. Mettere in bocca proprio al suo personaggio considerazioni che potremmo aspettarci piuttosto da Elektra, e dunque il suo opposto, è una scelta senza dubbio significativa e portatrice di sviluppi potenzialmente molto intriganti.
Per quanto i personaggi femminili della serie risultino ancora piuttosto abbozzati e legati a dinamiche spesso stereotipate – pensiamo a tutto l’arco narrativo che coinvolge Elektra ma soprattutto alla sua personalità – non si può quindi negare che vengano inseriti in un progetto di più ampio respiro il quale potrebbe in effetti dare frutti davvero interessanti. Pur non essendo esattamente una serie di prestigio né rappresentando in realtà lo show rivoluzionario di cui tanto si è discusso, Daredevil ha comunque intrapreso un percorso impegnativo ed inedito che, almeno per il momento, sembra essere perfettamente in grado di gestire. Passata l’esaltazione per la novità rappresentata dalla prima stagione, oggi la serie continua quindi ad intrattenere, fidelizzare ed innovare anche sul piano dei contenuti, puntando su ciò che la rende diversa e tirandone fuori il meglio.
“Regrets Only” e “Semper Fidelis” sono due episodi di transizione di per sé non particolarmente avvincenti, ma nei quali si sviluppano dei temi fondamentali per il prosieguo della stagione e che rappresentano due tasselli molto importanti del mosaico Daredevil. La questione etico-morale, che finora era rimasta latente, scoppia nelle mani dei personaggi generando diversi conflitti, non ultimo quello tra Matt e Foggy, promettendo sviluppi allettanti.
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